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FranciaEuropa

Governo-opposizione: confusione all’italiana

All’inizio, ci sono dei fatti che avrebbero dovuto favorire il governo: secondo un’inchiesta giudiziaria in corso, l’ex presidente Nicolas Sarkozy avrebbe promesso a un giudice della Corte di Cassazione, Gilbert Azibert, un buon posto da pre-pensionato (magistrato rappresentante della Francia a Montecarlo), in cambio di informazioni sulla vicenda giudiziaria dello scandalo Bettencourt (soldi neri per la campagna elettorale versati dalla miliardaria proprietaria de L’Oréal). Ma adesso è il governo ad essere nella bufera. Sarkozy è stato intercettato su decisione di un giudice istruttore (formalmente indipendente dal ministero della giustizia), ci sono state registrazioni anche di comunicazioni con l’avvocato dell’ex presidente – cosa che ha fatto esplodere la rabbia degli avvocati – ma è anche venuto alla luce che l’ex presidente e il suo consulente legale avevano fatto ricorso a dei telefoni intestati a un falso nome, per sviare le indagini (la persona a cui il telefono è stato intestato, del resto, che oggi lavora in Israele, ha protestato). Queste registrazioni hanno sollevato altri sospetti sui finanziamenti della campagna di Sarkozy nel 2012, c’è persino un’inchiesta in corso su eventuali soldi venuti da Gheddafi. Ma tutto questo è passato in secondo piano, a causa della confusione nella comunicazione del governo.

Come riassume un consigliere dell’esecutivo, “siamo il solo governo capace di trasformare l’oro in piombo”. Difatti, adesso in primo piano c’è la ministra della giustizia, Christiane Taubira, messa con le spalle al muro e accusata dall’opposizione, che ne chiede le dimissioni, di aver “mentito” (Taubira è nel mirino della destra da quando ha presentato la legge del matrimonio per tutti). Taubira ha dato versioni diverse sulla vicenda, affermando prima di non essere stata informata dell’inchiesta in corso e delle intercettazioni, poi ammettendo di essere al corrente dell’azione giudiziaria ma di non conoscerne i contenuti. Infine, per spiegarsi, mercoledi’ Taubira ha improvvisato una conferenza stampa, sventolando dei fogli, immediatamente fotografati da un giornalista di Le Monde, da cui risulta che l’informazione alla ministra riguardava anche i contenuti dell’inchiesta. Il ministro degli interni, Manuel Valls, continua a sostenere di non essere stato messo al corrente che era in corso (da settembre) un’intercettazione sistematica delle telefonate di Sarkozy e di aver saputo solo dai giornali, all’inizio di marzo. Il primo ministro, Jean-Marc Ayrault, ha goffamente cercato di chiarire la situazione, ha ammesso di essere stato messo al corrente a fine febbraio, inchiodando pero’ Taubira, che aveva dato una versione diversa. Si diffonde cosi’ l’impressione che i ministri cerchino di proteggere Hollande. Il governo teme di essere accusato di aver manovrato per mettere sotto accusa Sarkozy, che avendo intenzione di ripresentarsi alle presidenziali del 2017, potrebbe rappresentare un pericolo per Hollande, oggi molto impopolare. Sarkozy ha cosi’ buon gioco a fare la vittima di un potere socialista ossessionato dalla sua persona. Il segretario dell’Ump, François Copé (anche lui al centro di un’inchiesta giudiziaria, per aver permesso a una società di amici di fare la cresta sulle spese durante la campagna elettorale di Sarkozy), urla al complotto e ha chiesto le dimissioni di Taubira. La ministra della giustizia, il primo ministro e Valls non riescono a convincere di essere sinceri. L’opposizione giubila, perché ha ribaltato (per il momento) la situazione. I traffici e le pressioni sui giudici di Sarkozy sono passati in secondo piano, nessuno parla nemmeno più delle registrazioni selvagge all’Eliseo, realizzate dal consigliere dell’ex presidente, l’esponente di estrema destra Patrick Buisson. A poco più una settimana dal primo turno delle elezioni municipali, cresce cosi’ il rischio dell’astensione di fronte a questa confusione, che potrebbe finire per favorire il voto all’estrema destra.