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La rete nel cappio

Google alla gogna perché monopolista. Parola di Microsoft

Come un monopolista usa la normativa antitrust dell’Unione europea contro un altro monopolista. Si potrebbe

riassumere così la notizia di una denuncia di Microsoft presentata all’Unione europea sul presunto comportamento monopolista di Google sulle ricerche on line nel vecchio continente. (In Europa, il 95 delle ricerche condotto in Rete usano il motore di ricerca di Google, percentuale di gran lunga superiore a quella statunitense, che si attesta attorno al 70 per cento). In una post inviato da uno dei massimi dirigenti della Microsoft, Brad Smith, ne viene data notizia. Secondo il manager, Google avrebbe posto dei veri e propri blocchi per ostacolare le ricerche sul YouTube svolte con motori di ricerca concorrenti e di rendere problematico l’accesso ai contenuti da parte di chi usa gli smarthphone Windows Phone 7.

Ma la denuncia di Microsoft non si ferma qui. Nel documento presentato all’Unione europea, viene affermato che Google impedirebbe ai suoi stessi inserzionisti di pubblicità di accedere ai loro dati, mentre renderebbe difficile l’accesso ai contenuti non coperti dal diritto d’autore se si usano motori di ricerca concorrenti.

Immediata la replica di Google. In un comunicato della società di Mountain View si legge infatti: “non abbiamo nessun motivo di preoccupazione e siamo pronti in ogni momento a spiegare nuovamente alla commissione europea come funziona il nostro business”.

La morale di tutto ciò? La libertà dentro e fuori la rete non sarà certo determinata se un monopolista mette in difficoltà un altro monopolista; né che possa esserci se viene delegata l’Unione europea a garantirla. Quella stessa Unione europea che è stata spesso molto sensibile agli interessi delle imprese e quasi indifferenti a quella dei gruppi dei diritti civili nel cyberspazio o delle associazioni che criticano l’ideologia sulla proprietà intellettuale. La libertà dentro e fuori la rete sarà sempre garantita dai movimenti che si battano affinché la rete sia quel bene comune che non può essere sottoposto alle leggi sulla proprietà privata.

  • Enrico Galuppo

    Il regno di microsoft, dalla valle del silicio al mio bel portatile.Storia del pc e della nanotecnologia computerizzata, ai piccoli softwer ,ad una serie di memorie che fanno del mio “interruttore” un cervello.Oggi dopo lotte intestine e forse anche fraticide di multinazionali, la microsoft di Gates rappresenta il colosso più grande al mondo, dalla Apple di Jobs alla Microsoft passando per Linus,però voglio disintossicarmi da questo morbo, voglio liberarmi,voglio che il mio senso ,il mio spirito, mi liberi,per questo voglio leggere, si voglio leggere dei libri per scrivere e parlare,ma anche per comunicare.Oggi l’errore che si possa compiere è quello di utilizzare la tecnologia a scapito dei e di rapporti interpersonali che fanno dell’uomo un automa e non come sottolinea un grande filosofo greco,Aristotele di logoi di discorsi e di linguaggio. Un linguaggio nuovo ,ma utile per comunicare ,in un tempo di ermeneutica linguistica o di semiotica.