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losangelista

Go Obama!

Altro che olimpiadi, superbowl o mondiali. Il voto sulla sanita’ e’ il grand slam di Obama e sicuramente l’evento dell’anno televisivo di CSPAN, il canale parlamentare dedicato a dirette di camera e senato, tribune, dibattiti e simposi. Di solito roba da fare incartapecorire le cornee dalla noia ma questa domenica promette suspense da Spaski-Fisher – una finale ai rigori.  Le votazioni saranno 3, comprese quelle procedurali  con cui i repubblicani cercheranno di deragliare in extremis il decreto, quindi ci sono anche i quarti e le semifinali –  roba da invitare gli amici per un barbeque e qualche birra ( e indubbiamente c’e chi lo fara’).  Al di la di tutto e nonostante la retorica iperbolica e’ difficile sottovalutare la portata di questo voto su una legge imperfetta con cui Obama si gioca la presidenza. Nella forma attuale  si tratta di una riforma blanda, annacquata  fino ad essere lontana dal progetto “storico” di medicina sociale, quello denunciato come colpo di stato socialista dai repubblicani: poco piu’ di una revisione del sistema privatizzato con qualche ulteriore restrizione sulle regole del profitto che governano lo scempio che e’ il mercato della sanita’ americano. Eppure la realta’ politica e’ questa: una vittoria per Obama sarebbe una vittoria per un presidente che dalla casa bianca ha dichiarato di voler riprendersi il paese dalle coporation – non accade spesso. Cosi’, contro gli assicuratori, i Rush Limbaugh, Karl Rove e Fox News: forza Obama!