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losangelista

Global Golden Globes

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Se era per premiare un film sulla  CIA forse sarebbe stato meglio scegliere quello che tratta della guerra segreta attuale, del decennio che ha trascinato il mondo nel buio totale in cui si e’ smarrita tanta umanita’. Un Golden Globe a Zero Dark Thirty avrebbe premiato il film  piu’ importante dell’anno, il ritratto speculare delle ossessioni del decennio trascorso, nel momento in cui il film di Kathryn Bigelow subisce il “fuoco amico” del potere costituito, apoplettico che la regista si sia permessa di mettere sullo schermo quelle immagini che dovevano rimanere segrete, sequestrate all’imaginario e alle coscienze  dai censori del pentagono. Invece della tortura a Guantanamo, ha vinto un’altra CIA, quella bonaria e benevola che in Argo coinvolge Hollywood nell’operazione per riportare a casa sei diplomati scampati all’assalto dei pasdaran di Teheran. Non che Ben Affleck  non meriti il riconoscimento, e’ un bravo regista – specialemente quando resta tematicamente vicino alla sua Boston: nel giallo letterario e dark di Gone Baby Gone e nel genere perefttamente calibrato di The Town. Avremmo preferito uno a sceltra fra quei due all’acclamato homage liberal, politically correct, si intende, ma in fondo blandamente celebratorio, di Argo. Detto questo, due premi per il film di Affleck, quello a Jessica Chastain, bravissima protagonista di Zero Dark  e le tre statuette televisive per Homeland fanno  dei servizi segreti americani i mattatori di questa edizione – sintomo forse del ruolo smisurato che la segretezza ha preso nel nostro presente globale. I rammarichi di questi Globes, oltre alla Bigelow, sono le omissioni di Leonardo di Caprio, l’assenza inaccettabile di Master e quella discutibile di Beasts of the Southern Wild, l’aver dimenticato fra le serie Boss e Trono di Spade e anche Jack Black impagabile interprete della dark comedy Bernie, di Richard Linklater. Ci consoliamo coi due premi per il sublime  Django (Tarantino sceneggiatore e Chrstoph Waltz) le stautette meritatet da Lena Dunham per Girls e lo speech di Jodie Foster che nominiamo seduta stante per un globe speciale per migliore discorso di sempre.

Leo dimostra di saper perdere al party dei Weinstein

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LucaCelada