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losangelista

Gli Schiavi di Sundance

Nate Parker col cast di Birth of a Nation

Nate Parker col cast di Birth of a Nation

Una standing ovation ancora prima della proiezione. Poi, al termine una lunga ovazione, lacrime, qualche pugno chiuso tenuto in alto. L’anteprima di Birth of a Nation a Sundance ha avuto l’energia dei film evento. Il film più politico del festival, emblematico delle tensioni ancora una volta alla ribalta qui – a partire da quel titolo pesante, preso da Griffith e dal suo film che esattamente 101 anni fa segnava anche per molti versi la nascita del cinema. Anzi ri-preso come ha detto il giovane regista Nate Parker : “riappropriarsi, re-indirizzare. È ora di guarire!”

Nell’anno di Black Lives Matter della polemica sul razzismo nell’oscar, Parker polemicamente si riprende quindi il titolo del film che all’epoca aveva triplicato le iscrizioni al KKK. Però capolavoro ripetono i cinefili puri , continuando a non capire, a non voler contemplare come possa essere meno agevole per i diretti interessati sorvolare sul razzismo di quel film. “Quel film è considerato a ragione una delle grandi opera d’arte americane,”  ammette Roger Guenveur Smith, nel cast, “Giusto le tecniche inventate da Griffith le usiamo ancor oggi. Un capolavoro, ma avvelenato dalla propaganda contro i negri. Per questo riprendersi quel titolo nel 2016 è un gesto audace e necessario”. Una risposta asciutta alle menti sopraffini che amano inveire contro il “contenutismo”

Nel film la rivolta guidata dallo schiavo Nat Turner, nella Virgina del 1831 fa la fine di quella di Spartaco con centinaia di schiavi impiccati – è un lungo piano sequenza sulle note di Strange Fruit cantata da Nina Simone. È solo una dalle tante immagini dell’olocausto sudista messe sullo schermo da Parker “perché se continueremo a rimuoverle questa nazione sarà condannata a non guarire mai dal suo trauma originale”. “Le fondamenta del nostro paese sono costruite su quelle sabbie mobili” ha detto Parker dal palco dell’Eccles, “e quelle del nostro cinema su quelle del film di Griffith”. Birth of a Nation si riprende la storia e il cinema – un atto politico che ha infiammato il festival.