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Quinto Stato

Gli atenei di Bari e Torino bocciano la spending review

I senati accademici delle università di Bari e Torino bocciano sonoramente il governo sull’aumento delle tasse studentesche previsto
nel decreto sulla spending review. Entrambe le mozioni sono state presentate dagli studenti (quelli del coordinamento Link a Bari, gli
«studenti indipendenti» a Torino) e sono state votate all’unanimità da tutte le componenti della comunità accademica: dai docenti al
personale amministrativo. Gli studenti di Link promettono di presentare mozioni analoghe in tutte le università «per costringere
anche le università e i rettori ad esprimersi contro qualsiasi aumento delle tasse».

Il loro obiettivo è quello di bloccare sul nascere il tentativo del governo di far pagare ai fuori-corso (il 56,7 per cento), molto spesso lavoratori part-time e precari, stranieri o di seconda generazione una parte, minima, dei tagli al fondo ordinario (1,3 miliardi di euro, quest’anno saranno 412 milioni di euro, l’anno prossimo 455). La norma incriminata, definita «razzista» dagli studenti, cancella il limite del 20 per cento nel rapporto tra le tasse e il finanziamento che lo Stato eroga agli atenei. Così facendo il governo ha concesso agli atenei la possibilità di aumentare le tasse in maniera indefinita, in un solo anno potrebbe crescere anche fino a 400 euro. Una tendenza che si fa sentire almeno dal 2005.

L’aumento calcolato in questo arco di tempo è pari al 38 per cento. Sono 34 le università (su 61) ad avere superato il limite, e in alcuni
casi (Urbino, Bergamo, Venezia, Varese, e a Milano Politecnico, Statale e Bicocca) gli studenti versano una somma superiore al 30 per
cento del fondo ordinario.

«Possibili e ulteriori aumenti dell tasse – si legge ancora nella mozione – rischiano di disincetivare ulteriormente l’iscrizione alle
università e lo sviluppo di percorsi cognitivi da parte dei giovani e delle famiglie che subiscono le conseguenze della crisi».

«In una situazione di questo genere è impensabile che qualunque tipo di risorsa si possa addossare alle tasche delle famiglie che sono in
una difficoltà -afferma Corrado Petrocelli, rettore dell’ateneo barese – inviterei un pò tutti a verificare le condizioni di vita delle persone. Ho richieste di dilazione di pagamento della rata di giugno (circa 500 euro) perchè le famiglie hanno pagato l’Imu e aspettano di
riscuotere lo stipendio. Questo denuncia uno stato di difficoltà che prima non c’era e investe una parte del ceto medio».

  • bore 2012

    La scuola , come l’università costituiscono un serio pericolo a chi sta perseguendo dis-peratamente, forze con meno “potere” di quanto vuole far credere, il mantenimento dello “status quo”.
    Del resto la scuola ha una responsabilita’ enorme per quel che riguarda la possibilita’ quantomeno di “affiancare” un modello-altro a quello attuale. Prendiamo un esempio che in Italia , paese di pigri amanti del doppiaggio, non è molto popolare. Eppure se vogliamo “scaricare ” dalla rete i sottotitoli per aggiungerli ad un film in lingua originale, scopriremo che il sito che offre il sottotitolo è reso possibile grazie al lavoro di volontari che traducono i film gratuitamente. Ora se i maestri e le maestre chiedessero ai bambini delle scuole il perche’, secondo loro, qualcuno lavora “gratis” per qualcun altro, forse si aprirebbe una discussione che potrebbe portare a soffermarsi su concetti quali il “bene comune” la condivisione, la cultura, l’amore..perche’ no’. Se ne potrebbero portare altri di esempi che potrebbero far riflettere sull'”essenza” vera di cio’ che chiamiamo cambiamento e “alternativa”. Certo , ci vorrebbe tempo per costruire “strumenti testa ” e ” strumenti cuore”, ma se non si incomincia questo tempo diventa infinito..