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Lo scienziato borderline

Gli antifascisti da 25 aprile e Odessa

Morti assassinati dai filonazisti a Odessa

Morti bruciati vivi, assassinati dai neonazisti a Odessa

È davvero interessante – dal punto di vista della psicopatologia degli ex-tutto neo-cons-progr – leggere e vedere in tv come la fintosinistra e la sua stampa asservita stiano “coprendo” il dramma dell’Ucraina e la strage di Odessa.

I fatti:

Bande armate di filonazisti ucraini provenienti per la massima parte da fuori città stanno compiendo a Odessa un pogrom in piena regola, una serie orribile di violenze e di stragi, tipiche d’altra parte del loro essere fin dai tempi della Germania nazista cui si ispirano. Uccidono, stuprano, devastano, bruciano. In particolare, 38 civili inermi sono stati bruciati vivi in una sede sindacale. Ma è solo la più grave di una miriade di uccisioni e atti di violenza perpetrati dai neonazi filoucraini.

A Kiev, siede un governo golpista appoggiato da Unione Europea e Stati Uniti, governo che è il mandante non solo morale ma anche materiale delle stragi, dato che al suo interno si trovano ministri dello stesso partito neonazista. Il Governo golpista, che ha spodestato un “feroce dittatore”, ovverosia un Presidente regolarmente eletto (ricordi, D’Alema, ricordate DieSsini la “giusta guerra” contro la Jugoslavia?), ha mandato i carri armati per appoggiare in armi la feccia nazista sua pretoriana, che ha appositamente inviato a Odessa per “domare” una città che ha la grave colpa di essere in larga maggioranza russa, filo-russa o russofona.

Odessa per chi la conosce è una città a sé, è (era) splendida e unica: ma per Kiev è soltanto un importante nodo strategico da conservare per mantenere in vita lo stato-fantoccio, satellite dell’Occidente, ormai allo sfascio e in decomposizione dopo pochi mesi di vita. Gli USA e la Germania rasentano in questi giorni il tragicomico: mentre una città muore, loro minacciano Putin di passare “alla fase tre” delle sanzioni contro la Russia. Ma ciò non stupisce: si tratta di imperialisti che ringhiano come cani cui si cerca di sottrarre un lauto boccone.


Come i fatti vengono “coperti” da governo e stampa italici

In Italia la pseudosinistra PD ed assimilati ha un unico problema: occorre arrivare “lisci” alle elezioni del 25 maggio, e non interrompere l’idillio di Renzi col popolo italiano in festa per gli 80 euro (meno 76 di nuove tasse, ma che importa?).

Renzi è del PD, Renzi ambisce ad un ruolo in Europa che non sia solo quello del “Renzi chi?” e per questo diventa più americanista degli americani, più europeista della Merkel, più innamorato di Kiev di quelli d’Albadorata. Renzi non vuole guai, il PD non vuole guai.

Le veline del governo e del partito sono arrivate ben chiare: l’Ucraina e Odessa sono un lontano scenario di una misteriosa guerra civile fra irritabili ex-sovietici, dove si scontrano “opposti estremismi”, dove capitano “incidenti e scontri”, e dove, in sostanza, la colpa è di Putin e “noi l’avevamo sempre detto”.

Certo, occorre capirne il dramma: fino a quando avevano da agitare davanti al popolo lo spauracchio del “Criminale Berlusconi”,il PD e i suoi accoliti, e la Santa Quadruplice DemocraticoMediatica (La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, L’Unità e il TG3), avevano della bella ciccia per sembrare molto “ribelli” e fustigatori di costume. Ancora in questi giorni insistono per mandarlo in galera, forse in involontario accordo con il “Dead Man Walking” di Arcore, per attirare ancora su di lui un poco di attenzione, farlo passare per vittima e prolungarne l’agonia: solo così la Sacra Quadruplice Quotidiana democratica potrebbe continuare ad autogiustificarsi.

Ma adesso, accidenti, gli amici degli amici degli amici, ‘sti neonazisti, stanno un poco esagerando. “Che fare?” direbbe uno del quale Renzi non ha mai letto una riga. La risposta è: Sopire e troncare, sopire e troncare (ah, che democratico era il Conte Attilio di manzoniana memoria!).

Un vero peccato, accidenti: c’era stato questo ottimo 25 aprile, dove i Democratici si mettono per un giorno il fazzoletto tricolore, si mescolano ai veri antifascisti e sfilano felici per ricordarsi di essere anche loro antifascisti per un giorno: anti quel fascismo – si badi bene – che è morto e sepolto dal 1945. Cercano di far passare il 25 aprile quasi come una ricostruzione storica simile alle parate fintomedioevali di agosto nelle fiere di paese, cui si partecipa ritualmente: guai a nominare l’antifascismo di oggi, si rischia di rovinare la festa. Altri poi, al 25 aprile nemmeno ci vanno più, poiché sostengono, grazie ad alcuni loro capocomici, che il fascismo non esiste più, destra e sinistra sono concetti superati. Poi: non c’è più la bella stagione, si stava meglio quando si stava peggio, sono tutti mangioni questi politici, una volta qui era tutta campagna.

Oggi, per la prima volta nel dopoguerra, c’è un Governo di uno Stato Europeo con ministri neonazisti. Oggi, in questo momento, il neonazismo è in azione a Odessa e in Ucraina. Mica male, per qualcosa che non esiste più. Bisogna andarlo a raccontare a loro, ai neonazi e chi vi si oppone sacrificando la vita, questa bella storiella di destra e sinistra superate. Magari chi lo dice potrebbe venire paracadutato a Odessa per provare a riferirlo.

Le barricate di Slovyansk, dove la popolazione ha cercato di opporsi al transito dei neonazisti

Le barricate di Slovyansk, dove la popolazione ha cercato di opporsi al transito dei neonazisti

Certo, per quanto riguarda la guerra, la stampa italiana ci ha già abituati al peggio negli ultimi anni. Coprire la politica imperialista dei nostri preziosi alleati è una difficile impresa di sofismo. Ma con il dramma dell’Ucraina i media di pseudosinistra (degli altri, non mi occupo) si sono subito portati ai loro peggiori livelli di mistificazione, già raggiunti nel disinformare i lettori sulla guerra in Libia e poi in Siria. Le notizie che si leggono sui giornali e i servizi televisivi farebbero davvero ridere, se non parlassimo di una tragedia: i 38 filo-russi bruciati in una sede sindacale dai nazionalisti ucraini di estrema destra sono diventati delle generiche “38 vittime in un incendio”. Quasi si trattasse di un incidente e non di un massacro politico, Che cosa avrebbero scritto nel 2011 il Corriere della Sera, o la Repubblica, o Il Fatto Quotidiano, se dei miliziani di Gheddafi avessero assediato decine di manifestanti fino a farli bruciare vivi?

Tra le menzogne della giunta golpista tese prima a negare, poi a ridimensionare la strage di Odessa, v’è stata quella secondo cui “nella Casa dei Sindacati c’erano solo russi e gente della Transnistria” (sic), oppure “solo terroristi”.

Vediamone un paio, di questi terroristi transnistriani.

Una delle vittime della strage è il poeta Vadim Negaturov (nato nel 1959, odessita, tradotto e pubblicato anche all’estero): estratto vivo dall’edificio, è morto nel reparto di rianimazione di un ospedale della città.

Vadim Negaturov, morto bruciato a Odessa

Vadim Negaturov, di Odessa, morto bruciato a Odessa

Uno degli altri corpi identificati nella Casa dei Sindacati è quello di Vjaceslav Markin, consigliere regionale di Odessa, del Partito delle Regioni.

Vjaceslav Markin, di Odessa, morto bruciato a Odessa

Vjaceslav Markin, di Odessa, morto bruciato a Odessa

Conclusioni

Le conclusioni sono amare e lapidarie. Per sapere un po’ di verità sull’Ucraina e su Odessa si possono fare due cose:

  1. Leggere la stampa straniera. Anche la peggiore è una miglior opzione della nostra
  2. Aspettare dopo il 25 maggio, ad elezioni spurgate. Magari arrivano nuove veline.