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Anziparla

Gli aborti sono diminuiti perché è aumentata l’obiezione. Eh?

Gli aborti sono diminuiti perché è aumentata l’obiezione. Questa la conclusione della ministra Beatrice Lorenzin nella presentazione al Parlamento della relazione annuale sull’attuazione della 194, legge per la tutela della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza, che presenta i dati preliminari relativi al 2012 e quelli definitivi del 2011. Non è mia intenzione commentare i numeri (sono tanti, così come le tabelle che potete trovare qui), ma un passaggio del testo in cui si stabilisce una relazione tra due specifici dati e se ne trae una conclusione sbagliata. E colpevole.

Si legge:

Dal 1983 al 2011 la percentuale dei ginecologi obiettori è passata dal 59.1% al 69.3%, con un aumento assoluto di 10.2 punti percentuali (pari a un aumento percentuale del 17.3%). Nello stesso periodo le IVG sono passate da 233.976, nel 1983, a 111.415 nel 2011, con una diminuzione del 52.4%.

Una stima della variazione negli anni degli interventi di IVG a carico del personale non obiettore mostra che dal 1983 al 2011 le IVG eseguite mediamente ogni anno da ciascun non obiettore si sono dimezzate (…)

Il numero globale dei ginecologi che non esercita il diritto all‟obiezione di coscienza sembra quindi congruo al numero complessivo degli interventi di IVG, e risulta tale anche nel 2011, relativamente ad ogni singola regione. (…)

Eventuali difficoltà nell‟accesso ai servizi, quindi, sono probabilmente da ricondursi a una distribuzione non adeguata degli operatori fra le strutture sanitarie, all‟interno di ciascuna regione.

Non è chiara la “congruità” tra l’aumento degli obiettori e la diminuzione del numero degli aborti. In assoluto. Come a dire che gli aborti sono diminuiti perché è aumentata l’obiezione. L’aumento degli obiettori è semmai legato alla diminuzione delle IGV nei servizi pubblici, e dunque in senso relativo e parziale, mentre non si stabilisce alcuna connessione tra la diminuzione degli aborti, l’aumento della clandestinità e quello dell’obiezione. Analisi che sarebbe necessaria soprattutto se si va a vedere – come scrive Ivan Cavicchi sul manifesto di qualche giorno fa – che il tasso di abortività nel pubblico è diminuito sopratttuto fra le ragazze, le minorenni, che sono anche le principali “clienti della clandestinità”. Insomma: il nodo resta sempre lo stesso. I servizi che non ci sono o che funzionano male e un tasso di obiezione che in moltissimi casi non permette l’applicazione di una legge. Ma la questione, dalla ministra della Salute, viene liquidata con «eventuali difficoltà» e «congruità». Si, certo.

Twitter: @glsiviero 

  • alex1

    Non credo che I due dati siano correlabili. Ci sono meno aborti sia perche’ e’ diminuita negli ultimi 25 anni la natalita’ in generale, ma sopratutto perche’ e migliorata l’educazione e c’e’ piu’ informazione sulla contraccezione. E questo e’ un buon segno.

  • Paolo x

    Comunque la Lorenzin non ha detto quanto affermato nel titolo.
    Ha detto che gli aborti sono dimezzati e che quindi i ginecologi non obiettori, seppure diminuiti, sono sufficienti e devono essere utilizzati meglio.