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losangelista

Giorno del devi pure ringraziare

Oggi e’ il giorno americano del ringraziamento che vedra’ le famiglie riunirsi a tavola per il  rituale pasto della gratitudine,  anche se al quarto anno della grande recessione per molte di loro sia sempre piu’ difficile individuare le ragioni della riconoscenza. La grande festivita’ laica rischia recentemnte di essere oscurata dalla liturgia di shopping nota come black Friday, il giorno successivo al tacchino, dedicato ai saldi  che inaugurano la stagione dei consumi natalizi e sono cruciali per i bilanci del quarto  trimestre. Il rituale prevede la sveglia prima dell’’alba e l’incolonnamento davanti ai grandi magazzini per dare l’assalto forsennato alle imperdibili occasioni su giocattoli,  gadget e ninnoli elettronici. Un futile cargo cult  atto a lenire l’acuto senso di vuoto mediante l’applicazione di beni discount – una sagra pagana che ha analoghe rappresentazioni nel resto del mondo occidentale. Solo negli USA pero’ forse lo shopping estremo viene investito di tale ardore patriottico. Una volta c’era Bush e il suo grido di “lo shopping combatte il terrorismo”, uno slogan modificato oggi  da chi sostiene che solo il sacrificio del consumo puo’ battere la crisi. Fatto sta che i colossi della distribuzione si accaparrano per ottimizzare gli utili del “venerdi’ nero” e quest’anno le aperture all’alba sono state anticipate a mezzanotte  da molte grandi catene per non sprecare nessuna delle 24 ore utili alle vendite. “Un servizio ai clienti” ha spiegato un portavoce  dei magazzini Target “che non dovranno piu’ alzarsi a notte fonda” ma potranno invece mettersi in fila comodamente dopo cena. Una mossa subito imitata dal colosso  Wal Mart, che come Target  non ammette rappresentazione sindacale per i propri impiegati: ai commessi e’ stato cosi’ comunicato che dovranno presentarsi al lavoro la sera stessa della maggiore festivita’ dell’anno e a chi ha obbiettato e’ stato risposto che dovrebbe ringraziare semmai di aver un lavoro di questi trempi anziche’ lamentarsi. Thanksgiving, diamine! A dimostrare come la polarizzazione economica stia facendo affiorare il latente conflitto  sociale,  un impiegato Target del Nebraska, Anthony Hardwick,  ha circolato una petizione chiedendo turni piu’ umani nel nome della dignita’ dei lavoratori. In pochi giorni ha ricevuto 200000 firme.