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FranciaEuropa

Giornalisti sotto tiro

Le cattive notizie si accumulano per i giornalisti francesi e non solo per quello che riguarda la crisi economica che stanno attraversando numerose testate. A Besançon, in Franche -Comté, è stato fermato un fotoreporter che stava seguendo l’arresto di un automobilista. All’inizio del mese, un’équipe di France 3 che stava girando di fronte a una scuola media di Vesoul è stata sottoposa un controllo di identità da parte di agenti di polizia. Un giornalista del quotidiano L’Alsace ha denunciato dei poliziotti per “ostacolo alla libertà di espresione”, dopo un’altercazione con degli agenti. L’Unsa Police, un sindacato di polizia, l’ha contro-denunciato per “denuncia calunniosa”. Questa settimana, quattro giornalisti, tra cui il direttore del sito Internet Rue89 Pierre Haski, sono stati interrogati in tribunale. Sono accusati di “furto, ricettazione e contraffazione”. La loro colpa è di aver diffuso sul sito un video girato di nascosto a France 3, prima di un intervento in tv di Sarkozy nello scorso giugno: il presidente appariva molto irritato e si era lasciato andare a frasi inopportune, pensando che non ci fossero troppi testimoni.  “In quale altra democrazia sarebbe soltanto immaginabile che un giornalista sia interrogato dalla polizia per una questione di questa natura?” si è chiesto il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë.

Alla fine de’llanno scorso, aveva choccato l’irruzione, all’lba, nella casa di un giornalista di Libération Vittorio de Filippis, ritenuto responsabile del contenuto di un commento a un articolo uscito sul sito web del giornale. Era stato arrestato di fronte ai figli, portato in commissariato, denudato e interrogato. Persino Sarkozy, in occasione degli auguri di inizio anno alla stampa, aveva criticato l’accaduto. La Lega di difesa dei diritti dell’uomo è inquieta per queste “derive” e denuncia “attacchi incessanti del potere e dell’Ump  (il partito di maggioranza)  contro la stampa, la moltiplicazione delle perquisizioni, dei fermi e di altre procedure per ottenere che i giornalisti rivelino le fonti”. Per la Lega dei diritti del’uomo è una situazione “intollerabile”. Ricorda inoltre che “la Francia è regolarmente condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per gli attacchi alla libertà di stampa”.

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Sarkozy ha fatto passare una legge che gli permette di nominare direttamente i direttori delle radio e delle tv pubbliche (la sola formalità è ottenere, una volta scelto il nome, il parere favorevole del Consiglio superiore dell’audiovisivo, i cui membri attuali sono stati tutti nominati dalla destra al potere). Cosi’, irritato dalla rubrica di un comico su France Inter, ha deciso di cambiare ila testa di Radio France: l’attuale presidente, Jean-Paul Cluzel, che pure ha ottenuto un aumento notevole dell’audience, deve lasciare il posto a Jean-Luc Hees. Le critiche non sono rivolte alla personalità di Hess, un bravo giornalista non schierato, ma al metodo di Sarkozy. La prossima puntata sarà il cambio della guardia alla testa di France Télévision, dove, per il momento siede una personalità considerata troppo vicina all’ex presidente Jacques Chirac.