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FranciaEuropa

Giornaliste contro il machismo dei politici

Quaranta giornaliste che lavorano nelle pagine politiche dei principali media francesi (da Le Monde a Radio France) hanno firmato un appello, pubblicato da Libération, per denunciare il persistente machismo nel mondo politico francese. “Pensavamo che il caso Dsk (Dominique Strauss-Kahn) avesse cambiato le cose e che le abitudini machiste, simbolo dell’arretratezza civile e politica, fossero in via di estinzione. Invece non è cosi”, scrivono le giornaliste. La situazione denunciata è talmente pesante che solo 16 su 40 hanno firmato con il proprio nome, le altre hanno aderito ma conservando l’anonimato (per paura di ritorsioni, se sono precarie, perché la direzione, a cui avevano chiesto il permesso, ha negato loro il via libera). Non ci sono i nomi dei politici abituati ad agire con metodi sessisti, ma le giornaliste affermano che appartengono a tutti i gruppi politici e a tutti i livelli gerarchici del mondo politico, dalla guardia del corpo al ministro, passando per i deputati e i loro consiglieri. Nel testo vengono riportati esempi del machismo quotidiano: osservazioni pesanti sul modo di vestire o sulle forme del corpo, allusioni varie, inviti a cena con la promessa di “informazioni”. In questo modo, le relazioni sessiste influiscono sul lavoro delle giornaliste. “Abbiamo coscienza di avere delle condizioni di lavoro ultraprivilegiate rispetto alle altre donne – spiega Laure Bretton di Libération –  ci siamo quindi dette che toccava a noi cominciare a denunciare questi comportamenti”, che non riguardano solo i politici ma anche altri ambienti professionali. Ai tempi della saga degli scandali di Dsk, c’erano anche state denunce di molestie da parte di giornaliste.