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Giordano (Sel): patrimoniale «unica via»

Tobin tax, patrimoniale, rendite al 20%, tracciabilità: «Quando eravamo al governo avevamo gettato alcuni semi di equità. Siamo statimassacrati per un manifesto che diceva ‘anche i ricchi piangano‘ e adesso sono i ricchi a offrire qualche obolo a tutela del capitalismo». Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione oggi in Sel, alterna autoironia e indignazione nel commentare una «manovra iniqua e dannosa». «Non ci sono più i ‘sinistri’ ma non c’è nemmeno la sinistra. Fa impressione – dice – leggere Buffett che vuole essere tassato di più o Montezemolo che si immola per la conquista del ceto medio. Trasecolo quando vedo Merkel e Sarkozy proporre una sorta di Tobin tax. Le idee della sinistra sono abbracciate da indiscutibili esponenti della destra mondiale».

Grande la confusione sotto il cielo…
Ma attenzione, in tutta Europa non c’è unmovimento di sinistra che delinei un’alternativa all’altezza. Anche le proposte più condivisibili saranno inefficaci se la politica, e per me la sinistra, non ridisegna in maniera netta i confini in cui deve stare una finanza completamente fuori controllo.

Facile a dirsi. Ma a farsi?
La finanza nasce per sostenere la produzione ma oggi è decine di volte superiore al Pil mondiale. Imbrigliare le società di rating e gli hedge fund, vietare le vendite allo scoperto.Ol’Europa ricontratta il patto sociale e si dà un’anima oppure se condivide amalapena una moneta e qualche trattato è destinata a non vederemai la luce. La crisi non nasce da un eccesso di debito ma da un eccesso di speculazione. Anche tornando al «vecchio mondo» non saremo mai tranquilli. Bisogna davvero voltare pagina.

Questa la situazione internazionale…ma i nostri compiti?
Bisogna dire chiaro che di fronte a questa manovra totalmente iniqua

e dannosa serve una vera patrimoniale. L’Italia è l’unico paese che ne è privo. Non parlo di un esproprio proletario ma di una tassa sulle grandi ricchezze. Oltre a essere una misura giusta non è recessiva, non colpisce i salari e non distrugge il welfare. Solo lo 0,17% degli italiani dichiara più di 200mila euro. Di chi sono le auto di lusso o gli yacht in giro? Per noi questa patrimoniale deve essere destinata a non al debito ma a un nuovo modello di sviluppo.

Che ne pensi dell’inasprimento postumo dello scudo fiscale chiesto dal Pd?
E’ giusto ma è piccola cosa di fronte all’immensità dell’evasione. Purtroppo c’è un pezzo del Pd che accetta il pareggio di bilancio nella Costituzione. E’ assurdo, sarebbe il rovesciamento di una Carta che

mira al progresso sociale e all’emancipazione della persona. Se proprio dobbiamo cambiare la Costituzione perché non cimettiamo la piena occupazione o la difesa integrale dell’ambiente? La verità è che in questi giorni stanno venendo al pettine tutte le contraddizioni. In solitudine avevamo criticato Marchionne e oggi i mercati lo stanno massacrando. Tutti a dargli retta, tutti pronti a sacrificare il lavoro in nome della produzionema come si vede quel progetto non esiste più, investe sul prezzo e non sul prodotto. Noi rovesciamo l’assunto di Agnelli: l’interesse del lavoro è l’interesse dell’Italia.

Nel decreto c’è la libertà di licenziamento e la deregulation sindacale. Anche il Pd è contrario, eppure sull’art.18 ci fu una bella dialettica  a sinistra.
Quell’intervento è odioso ed è giusto che anche il Pd chieda di cancellarlo. Del resto chi come Sacconi e Marchionne vuole azzerare i
diritti nel lavoro è stato già sconfitto dai mercati.

Dici che manca la sinistra. Però in tutta Europa ci si organizza:

in Germania contro il nucleare, gli indignados in Spagna, studenti e referendum in Italia.
E’ vero: la vertenzialità è diffusa ovunque ma non ha uno sbocco politico. I movimenti – a cominciare da quelli arabi – cercano democrazia, vita e futuro. Attenzione ai riot londinesi e ai roghi delle auto di lusso in Germania. Non sto giustificando le razzie ma un ragazzo di una banlieu non ha più nulla da perdere, non ha futuro né un’organizzazione politica intorno a sé. Gli dicono di arricchirsi ma non può. E allora, come nel film l’Odio, può cedere a meccanismi distruttivi incontrollabili. Si rischia di perdere fiducia nella politica come il primo strumento collettivo per migliorare le proprie condizioni.

Per me è l’ultima chiamata: o la sinistra si schiera o perderà un’occasione storica. Se c’è, batta un colpo.

dal manifesto del 20 agosto 2011