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losangelista

Getty: Ambasciata Marchigiana

Un siparietto moderatamente paradossale quello offerto ieri a Los Angeles dal governatore Gian Mario Spacca e una delegazione delle Marche in visita californiana per promuovere il turismo nella regione. Ma la missione dei promotori e’ stata subitaneamente commutata in un blitz mediatico costruito attorno alle sorti del piu’ prestigioso emigrato marchigiano locale: “l’atleta di Fano” attualmente residente al museo Getty di Malibu. Con una spregiudicata manovra la presentazione programmata su attrattive e ricettivita’ regionali e’ stata trasformata in “missione di pace” in California a mezzo comunicato stampa che annunciava un “nuovo piano” per risolvere l’annosa contesa sulla statua attribuita a Lisippo trafugata all’estero negli anni 60. L’annuncio ha generato un tumulto di giornalisti che hanno affollato una sala conferenze dell’ Intercontinental Hotel  dove davanti ad una dozzina di telecamere Spacca ha esortato il museo   a mettersi una mano sulla coscienza e “assumersi le responsabilita’ etiche” che si confanno ad una grande istituzione culturale. In sostanza la linea gia’ promulgata da Francesco Rutelli fautore dell’accordo di cinque anni fa risultato nel rimpatrio di una quarantina di opere antiche, l’ultima la Venere di Morgantina giunta in Sicilia la scorsa settimana. Quell’accordo e altri simili con altri grandi musei, aveva indicato un inversione di rotta del Getty dopo anni di “spregiudicate” acquisizioni  di opere di “origini incerte” sul mercato nero dell’archeologia, risultate anche nel processo per ricettazione e associazione a delinquere all’ex direttrice del museo Marion True prosciolta infine per la prescrizione dei reati. Ma attorno all’atleta di Fano il Getty ha fatto quadrato opponendosi a tutte le richieste italiane fino al ricorso contro l’ultima  disposizione di sequestro emessa recentemente dal Gip di Pesaro. In questo quadro la “missione diplomatica” a sorpresa di Spacca ha lasciato il tempo che ha trovato. Governatore e delegazione si sono presentati a Malibu  ottenendo una colazione e un tour del museo compresa la sala della statua oltre la cortese rifiuto di intavolare qualunque ulteriore trattativa che, si legge nella nota ufficiale, “non coinvolga direttamente il ministero della cultura italiano”, uno schiaffo all’iniziativa freelance della regione. Non se ne parla comunque proprio, hanno fatto capire, prima della sentenza definitiva di Pesaro attesa a settimane che, se sfavorevole, confermano a Malibu, produrra’ l’automatico ricorso in cassazione. Malgrado la porta sbattutagli  preventivamente e fermamente in faccia, i marchigiani hanno proceduto con la conferenza stampa in cui hanno esortato la controparte a “collaborare nel nome dei valori universali dell’arte”  pur senza formulare alcuna precisa proposta in merito (restituzione condizionale? comproprieta’?) salvo la vaga offerta di evitare al museo “l’oltraggio e la mortificazione provocati dal sequestro delle Venere di Morgantina da parte dei carabinieri”  (apparentemente non al corrente delle effettive modalita’ di quella restituzione).  In defintiva un ventata di aria fritta estemporanea servita al massimo a confondere ulteriormente una situazione gia’ sufficentemente ingarbugliata.

  • marco

    Tutto un episodio da PD. La delegazione ha evidentemente ritenuto opportuno farsi una vacanzina in California, a spese nostre. Che bella classe politica di sinistra che abbiamo in Italia!…