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La rete nel cappio

Geopolitica della Rete

BenOld

Nessuna terza via, sia ben chiaro. Serve semmai una critica radicale rispetto a due modelli che potrebbero rendere la Rete

la versione tardomoderna dei media mainstream. Da una parte ci sono Stati Uniti, dall’altra i paesi del bric, cioè Brasile, Russia, India e Cina. Il veccchio continente e gli Usa vogliono che Internet sia governata secondo una logica multi-stakeholder, cioè attraverso la partecipazione di governi, imprese e gruppi della scoeità civile. Il Bric propone un International Code of Conduct for Information Security in base al quale ogni governo nazionale controlla la sua parte di rete per poi coordinarsi con gli altri governi per definire standard glessibili condivisi a livello internazionale.Una divisione emersa a Nairobi nell’ultimo Internet Governance Forum. Sullo sfondo il ruolo svolto dalla Rete nelle primavere arabe. C’è da dire che la proposta di Stati Uniti e Europa appare più accattivante, mentre la seconda ha l’odore del controllo statale. Una raprpesentazione tuttavia errata. Si tratta infatti di due modelli che tendono entrambi a normalizzare Internet per farla diventare un luogo propizio per il business e che releghi ai margini il mediattivismo e la critica alla proprietà intellettuale. Da Nairobi sono filtrate solo poche notizie, ma è evidente che la Rete sta diventando un laborastorio per ridefinire le sfere di influenza e la volontà di potenza degli Stati e delle imprese.

Articolo apparso su il manifesto il 6 ottobre