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FranciaEuropa

Genitori disoccupati? Niente mensa per i bambini

Secondo il quotidiano L’Humanité, sarebbero una settantina i comuni francesi dove i figli di disoccupati sono esclusi dalla mensa scolastica. A Bordeaux, Tolone, Meaux, Nizza, Troyes e in molti altri comuni (in grande maggioranza con un sindaco Ump, il partito di Sarkozy) le famiglie devono presentare un documento che attesti che hanno un lavoro fisso per poter iscrivere i figli alla mensa. Se anche solo uno dei genitori è disoccupato, i bambini sono esclusi, con la scusa che se non c’è un impegno di lavoro c’è tempo per fare da mangiare a casa. A Bordeaux, accettano in via eccezionale di prendere alla mensa i bambini di disoccupati nel giorno in cui  il genitore ha un colloquio di lavoro, ma bisogna presentare con ampio anticipo una giustificazione, firmata dal datore di lavoro. Vicino a Nantes, degli allievi delle medie non hanno ricevuto quest’anno i libri di testo (che in rancia vengono dati gratuitamente) perché la famiglia  aveva un debito con la mensa dell’anno prima.

La Fcpe, la più importante organizzazione di genitori, ha messo in linea un appello: “Mense scolastiche: stop alle decisioni illegali”. Chiede ai parlamentari di far passare una legge che chiarifichi che la mensa, in quanto servizio pubblico, non deve fare discriminazioni. Secondo la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, sottoscritta dalla Francia,   sono illegali le discriminazioni in base all’origine sociale e al reddito. Ma i sindaci ribattono che l’esclusione dalla mensa è un atto di bona gestione delle finanze pubbliche. Non c’è posto per tutti dicono e quindi bisogna scegliere. La sinistra vi vede invece un nuovo capitolo della “guerra agli assistiti” voluta dal governo. Il ministro dell’Educazione, Luc Chatel, è rimasto silenzioso su queste discriminazioni.  I primi ricorsi alla giustizia per esclusione dalla mensa risalgono al ’93. Finora, tutte le sentenze hanno dato ragione ai genitori. In Francia, il 90% degli alunni delle elementari e delle medie frequenta la mensa.