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Nuvoletta rossa

Gemelli contro: lo strano caso di IPNHS e Nick Fury

Bello, quando il caso ti mette di fronte narrazioni nate agli antipodi che però in un certo senso si somigliano, giri di carte che come i tarocchi rivisti da Italo Calvino ricombinano la stessa fabula dandogli un senso tutto nuovo, accessori spaiati che stranamente si abbinano benissimo.

IPNHS - la cover © Coconino Press 2015

IPNHS © Coconino Press 2015

I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press, € 16 ), ultimo lavoro dell’autore unico Michele Petrucci, già noto per le sue collaborazioni con Tunué, Innocent Victim e il manifesto, parla di un uomo in fuga. Rino, protagonista dell’opera, è un personaggio perfettamente allineato con lo spirito dei tempi. La routine di un impiego precario come addetto al fotoritocco in una ditta di fotoceramiche per lapidi, le difficoltà di relazione in famiglia e con le donne, gli unici aneliti di libertà affidati allo jogging mattutino… per fortuna c’è l’ossessione per gli studi antropometrici di Lombroso, e l’amicizia con Jonathan, quel Freegan che riesce ad apparecchiare cene principesche direttamente dai cassonetti della nettezza urbana. E che a metà della vicenda trascina il nostro dalla relativa tranquillità della città all’incontro-scontro con una comunità millenarista dedita alla vita nei boschi, fino a un finale totalmente funzionale alle solide premesse narrative sviluppate nelle oltre 130 tavole del volume. Il libro è allo stesso tempo una tranche de vie di provincia, una commedia drammatica, un thriller tutto atmosfere sommesse e minimali pennellate in nero e azzurro e sorrette da registri emotivi che si insinuano fra occhi e stomaco di chi legge come il germe di un disagio sottile e persistente.

Nick Fury Vs. Shield - © Marvel/Panini Comics 2015

Nick Fury Vs. Shield © Marvel/Panini Comics 2015

Anche Nick Fury contro lo Shield, recente ristampa Marvel/Panini Comics di una delle migliori saghe Anni 80 della Casa delle idee, parla di una esistenza ai margini. Nella fattispecie, quella dell’eroe eponimo, risposta disegnata a James Bond nata in tempi di guerra fredda sulle pagine della rivista antologica Strange Tales, e autentico mastice narrativo per la coabitazione dei tanti eroi partoriti da Lee & Kirby nel contesto hic et nunc dell’America post-kennedyana. Un personaggio di culto, che con la decostruzione in chiave realistica dei super-fumetti operata dalle major della nona arte a partire dal seminale Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons è diventato via via sempre più importante, fino ai ruoli di primo piano interpretati in serie a fumetti epocali come Civil War ma anche nei film e nei serial Tv Marvel Studios. Il robusto cartonato a firma Bob Harras/Paul Neary che raccoglie a 26 euro le oltre 300 pagine della miniserie originale ci propone un personaggio più vicino al tormentato e paranoico Condor di James Grady che non al burbero, pragmatico agente speciale degli albi raccolti nell’omnibus uscito nel dicembre 2012: fra teorie del complotto, esistenzialismi pre-glasnost e citazioni grafiche e narrative dal miglior interprete del personaggio, il titanico e guizzante Jim Steranko, si segue l’evasione dell’eroe riluttante dal sistema che lo ha generato, soffrendo e godendo mejo che ar cinema.

Fumetti come gemelli eterozigoti separati dalla nascita, che letti in parallelo regalano una bella botta di adrenalina, un provvidenziale riavvio del circuito occhio-sinapsi, un salutare sussulto di pensiero laterale.