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losangelista

Gandalf il Napoletano

Abbiamo incontrato Ian McKellen, personificazione dell’attore shakesperiano classico prestato al cinema fantasy come interprete di ben due mega-franchise,  X-Men e la trilogia degli Anelli e ora il suo proseguio/prequel Hobbit. Uomo di spirito e cultura e ironia tutta british come si conviene ad un gentleman d’altri tempi, la sua militanza per i diritti degli omosessuali ha reso forse inevitabile il facile gioco di parole: Gandalf the Gay che lui stesso tollera  con un sorriso…

Rivestire i panni Gandalf per lei e’ un po’ come rivisitare personaggi classici del teatro, come rifare un King Lear?

Dato che lo cita,  Lear e’ un  personaggio che ho fatto spesso compreso di recente, dopo che le riprese in Nuova Zelabda erano terminate. Spero di non offendere nessuno se dico che il vecchio re e’ una parte molto piu’ difficile di Gandalf. Il viaggio su cui ci imbarca Shakespeare e’ sconvolgente nel  profondo.  Detto questo per immedesimarsi in ogni personaggio bisogna scavare a fondo, ma Gandalf e’ sicuramente piu’ semplice. Comunque si’, ha ragione.  Per me non c’e’ niente di strano nel tornare nei panni di un personaggio gia’ conosciuto, in questo caso sono contento che fosse Gandalf il Grigio e non il Bianco, la sua incarnazione/resucitazione alla fine della trilogia. Quella versione di  Gandalf  ci e’ sempre piaciuta meno, sia a me che a Peter Jackson. Invece il Grigio  e’ stato come ritrovare un vecchio amico.

L’abbiamo vista in quella  foto con la maglietta con la scritta “Gandalf e Magneto sono io!”. …

Non era vera..

Ah no?

No, no tutto photoshop. Mi trovavo al Gay Pride a Londra e indossavo una maglietta con scritto “Some people are gay. Get over it.” E il fan su internet ha avuto l’idea di cambiare la scritta in “sono Magneto e Gandalf. Stacci”.

Ma se esistesse se la metterebbe?

No non lo farei. Credo che la gentre lo sappia gia’ da se….Comunque Magneto lo saro’ ancora nel prossimo X Men che gireremo l’anno prossimo con Patrick Stewart.

Ma comunque non rimpiange di essere cosi’ identificato con quei due..?

Assolutamente no perche’ dovrei?

E qual’e’ il ruolo  del grande cinema fantasy di cui ovviamente lei e’ una grande parte e che e’ ormai parte integrante della sua carriera?

Personalmente ho sempre avuto gusti  eclettici come spettaore; mi piace l’opera, mi piacciono i musical, la pantomima inglese lo stand-up comedy, il  jazz dal vivo, qualuque spettaciolo dal vivo. L’unico criterio che applico e’ se sia valido nel suo genere e quindi per me un film fantastico a modo suo puo’ dare le stesse si soddisfazioni di un opera di Shakespeare a patto che il materiale sia all’altezza. E Tolkien e’ uno dei grandi scrittori del venetsimo secolo cosi’ essergli associato, recitare il suo dialogo, e’ gratificante come altri lavori. Il valore aggiunto col Signore degli Anelli e’ che milioni di persone hanno visto i film e immagino che sulla mia lapide verra’ scritto: ‘qui giace Gandalf’….Stacci.’ (ride). E come epitaffio a me starebbe benissimo. Anche perche’ grazie a lui ho cosi’  tanti giovani amici che non ho mai incontrato, quelli di 8 e 9 anni che mi considerano una specie di nonno adottivo e questo e’ bellissimo dato che non ho figli o nipoti miei.

Ma ha ancora tempo per altro….?

Durante le riprese di Hobbit Peter Jackson e’ stato cosi’ gentile da darmi il permesso di tornare in Inghilterra per recitare in una commedia, Il Sindaco del Rione Sanita’ di un vostro connazionale, Eduardo de Filippo.  Ero gia’ stato in Napoli Milionaria al National Theatre e quella volta venne da me in camerino la vedova di Eduardo e mi disse ‘pensavo che ci fosse propri lui in scena’, un grande onore per me. Io lui l’ho incontrato una volta ad un gala’ che aveva organizzato Giorgio Strehler a Milano. Io lessi alcune battute de La Tempesta e dopo Giorgio le ha fatte in italiano e infine Eduardo in napoletano. Quindi una certa connection col teatro italiano, se non col vostro cinema, ce l’ho.

Luca Celada 

  • io_me

    get over it = fattene una ragione, non certo “stacci”

  • luca celada

    Dipende. A Primavalle, per esempio, le espressioni si equivalgono.