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Rovesci d'Arte

Galan rinuncia a Malgara per la Biennale

Il ministro Galan ha ritirato la discussa candidatura di Giulio Malgara alla presidenza della Biennale di Venezia. Con un colpo di mano, poco più di un mese fa aveva rimosso Baratta dalla sua carica e chiamato il manager che ha inventato l’Auditel, su pressione del premier. Nel frattempo, la Commissione cultura, a fine ottobre, aveva bocciato la proposta (parere consultivo) e, guidata dal quotidiano “La Nuova Venezia”, era partita in rete una petizione con firme a valanga di intellettuali  – circa 1300 -, affinché Baratta non fosse cacciato ma potesse rimanere a condurre i “giochi” della prestigiosa Fondazione. E’ un segno dei tempi. La ex maggioranza sa che non potrà sostenere a lungo termine il suo pupillo. E che le nomine politiche devono essere messe in stand-by, in attesa di un quadro istituzionale in mutazione veloce. Una mossa questa di Galan che conferma la non opportunità di quell’avvicendamento, su cui non c’era alcuna condivisione, anche in seno allo stesso schieramento governativo.  Il ministro per i beni culturali ha affermato di aver ricevuto una richiesta in questo senso dello stesso Malgara. «Ringrazio Giulio Malgara per avermi chiesto di non ratificare la sua nomina nonostante fossi già nelle condizioni di poterlo fare. Lo ritengo un gesto signorile di pacificazione e distensione in un momento delicato della vita politica del paese”. Da parte sua il candidato ha motivato così la sua decisione: “Ci sono in ballo questioni più importanti, come l’Italia; non volevo aggiungere un problema ai già tanti che abbiamo»

  • Rossella Faraglia

    signorile ? pacificazione? le dichiarazioni, giustamente
    senza commenti, sono irresistibilmente comiche, visti i personaggi.