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Rovesci d'Arte

Galan paladino della sinistra?

E’ battaglia dentro al Pdl per il Piano Casa Regionale del Lazio. E il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan è diventato il paladino delle sinistre, suo malgrado. Avrebbe infatti minacciato le dimissioni se questo – che è già diventato legge – verrà applicato a partire dal 26 ottobre prossimo. Nutrirebbe infatti forti dubbi sulla sua costituzionalità.  Restano solo 48 ore per fermarlo, un po’ poche forse, ma il Consiglio dei ministri potrebbe impugnarlo. Renata Polverini aveva difeso il suo piano a denti stretti, sfoggiando anche colpi bassi, per esempio appellandosi direttamente a Berlusconi. Ma Regione e dicastero della cultura sono ai ferri corti da tempo, incarnando la metafora di un centrodestra allo sbando. Dentro il Pdl fanno però sapere che Galan non sarà appoggiato e che anzi le sue polemiche sono considerate «strumentali».  Il Piano, dicono in coro, è un fiore all’occhiello, voluto dal premier in persona e risponderebbe alle esigenze dei cittadini, salvaguardando il patrimonio paesaggistico. Secondo i suoi compagni di governo, Galan mettendosi di traverso, farebbe solo da testa da ariete per gli attacchi della sinistra. Per il Pd, la legge è «anticostituzionale e dà il via a una deregulation che ferisce il territorio – incalza il capogruppo regionale Esterino Montino – Il ministro ha messo in luce che non serve ai cittadini per la stanza in più, ma per costruire porti, piste da sci e cubature in aree di pregio». Il commissario del Pd Lazio e vicepresidente del Senato Vannino Chiti ha promesso di «intervenire anche a livello parlamentare», mentre da Sel, Luigi Nieri fa sapere di aver inviato un dossier al governo «che, dopo l’appello di Galan, non può più far finta di niente».