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Futuro e libertà di un senatore finiano

«Qui c’è la rottura politica, forse irreversibile e definitiva, di un’intera comunità. Non è come con lo scioglimento del Msi e di An o i congressi con Rauti e Almirante in cui comunque più o meno siamo andati avanti tutti insieme».
Maurizio Saia, senatore «finiano» del Nord Est membro della commissione bilancio, risponde al telefono da Padova a metà pomeriggio. Per lui un week end di lavoro e contatti sul territorio con un orecchio sempre incollato al cellulare che squilla da Roma: «L’unico aspetto politico di cui sono veramente dispiaciuto è che stavolta rompiamo con gente con cui magari facciamo politica da quando avevamo 13 anni o facevamo insieme i campi hobbit».
Senatore Saia, è la fine del Pdl?
Sì. E non è solo la fine della monarchia di Berlusconi. Qui c’è una rivolta anche contro la monarchia della Lega. Stavo proprio mandando un sms a Italo Bocchino, qui in Veneto c’è un entusiasmo incredibile. Solo oggi inauguro 4 circoli nel basso padovano. Eravamo preparati, inutile negarlo, ma vedo un’effervescenza che non mi aspettavo. Sto ricevendo centinaia di telefonate. Tanta gente che mi ferma per strada per chiedere che fare. Una fila in cui c’è di tutto, dal prete al «puttaniere». E dobbiamo stare attenti perché potrebbe infilarsi anche qualche «riciclato».
Al senato avete i dieci senatori necessari per fare un gruppo autonomo come alla camera?
I numeri per fare il gruppo certo che ci sono. Come «finiani» siamo dieci. Mi dispiace molto per il no di Augello, Allegrini e Tòfani. Cursi era incerto ma è più no che sì. Rispetto comunque moltissimo la loro scelta e non voglio nemmeno pensare ad accordi di Augello con Berlusconi o a eventuali contropartite per Alemanno.
Sono numeri in grado di condizionare il governo?
A Palazzo Madama la sinistra spesso è molto più presente della maggioranza, le leggi passano con 10-20 voti di scarto. Di sicuro gente come Dell’Utri dovrà venire molto più spesso in aula, io finora l’avrò visto sì e no un paio di volte negli ultimi due anni. Ci sono poi alcuni senatori che sono alla finestra. Aspettano di vedere quali sono i numeri e potrebbero iscriversi successivamente. Ma non è che l’abbiamo cercati noi, eh, sono venuti loro. E poi ci sono alcune personalità con cui sta parlando direttamente Fini.
Adriana Poli Bortone?
Io non lo so ma è una voce che ho sentito. Lunedì faremo una riunione a Roma e vediamo di formalizzare tutto.
Avete scelto il capogruppo?
Fini ha già detto che lascerà la scelta ai gruppi parlamentari. E’ chiaro che se dovessero iscriversi persone importanti ex Forza Italia secondo me la scelta sarebbe quasi automatica.
Si riferisce a Beppe Pisanu?
Pisanu ha partecipato spesso alle nostre riunioni ed è da tempo un uomo libero.
Sarete fedeli alla maggioranza?
Chiariamo bene questo punto. Noi non vogliamo fare agguati. Vogliamo fare né più né meno che la Lega. Vogliamo condizionare la maggioranza. Finora invece abbiamo sempre dovuto ingoiare, anche le porcate come quella delle quote latte.
Ma la Lega è un altro partito. Quando parla di circoli vuol dire che avvierete anche un tesseramento per un altro partito?
E’ inutile nasconderlo. Certo che partiremo col tesseramento e i circoli. Ma più che una scelta è una necessità di fronte a un partito inesistente come il Pdl. C’è un immenso vuoto politico. Abbiamo bisogno di un contenitore, un luogo dove poter fare politica diverso dal salotto di palazzo Grazioli.
Si dice che i più duri con Fini nell’espulsione decisa a palazzo Grazioli siano stati gli ex An.
Non mi stupisce. Io ho molto rispetto per Gasparri e lo capisco. Lui ha una storia molto precisa. Li chiamano «berluscones» non certo da oggi. Quello che mi stupisce di più è Matteoli. Ha fatto una scelta che politicamente non capisco. Una figura come lui, con la sua biografia, che dalla politica ha avuto veramente tutto… Ma come dicevo all’inizio, è una comunità che finisce. Mi dispiace. Ma niente rancori. Noi siamo molto sereni, spero lo siano anche gli altri.
Sembrate quasi sollevati, direi.
Liberi.

da www.ilmanifesto.it – uscito sul manifesto del 31 luglio 2010

  • diego patrone

    Finalmente,erano anni che aspettavo….ora Fini ha dato un bel calcio nel sedere al nano malefico.
    Erano anni che non sapevo chi votare ed ora mi ritrovo un vero leader politico di destra che sa quello che dice e sopratutto cosa fare.
    Una domanda: come faccio a tesserarmi,io non ho mai avuto una tessera politica….ora mi sembra che i tempi siano maturi. A presto