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Antiviolenza

Fuori dal web chi istiga alla violenza*

Nella foto, la senatrice del Pd Silvia Della Monica, diventata bersaglio di attacchi denigratori sul web, per aver presentato alla Commissione Giustizia del Senato gli emendamenti al ddl 957 sulla modifica dell’affido condiviso (legge 54/2006)

Nome, cognome, foto, tra un po’ ci manca solo l’indirizzo e poi te li trovi anche sotto casa, perché se sei contro di loro ti può succedere di tutto. È il partito trasversale dei padri separati (non tutti fortutamente), tra cui si annovarano anche donne che difendono i loro partner da ex mogli “cattive”. Un gruppo compatto, politicamente trasversale, dove non fa differenza di che colore sei ma solo cosa pensi delle donne. Un piccolo esercito che rivendica l’essere padre non come fosse un lavoro di cura nei confronti dei figli, ma come un’identità in sé per sé, imprescindibile strumento di potere, un diritto inalienabile dell’adulto nei confronti della prole, a dispetto della madre, e sprezzante del genere femminile che, in fondo, cerca solo la distruzione dell’altro sesso, quello maschile. Punte di misoginia difficili da comprendere e non contestualizzabili in un rapporto che non è né personale né emotivo, ma che si innesta su questioni sociali, politiche, culturali, con discussioni che alla fine scadono sempre su un piano diretto, per di più svilente e accusatorio, tanto che verrebe da chiedere: scusi, ma noi ci conosciamo? Sono padri separati arrabbiati, ma anche uomini senza figli o donne che sostengono la parte del maschio “privato” del suo potere, ingiustamente vessato dalla femmina che rivendica i suoi diritti (ma che diritti ha una donna? Siamo sicuri che possa parlare?). Sulla scia pericolosa di un ormai evidente ritorno alla cultura machista, che speravamo aver seppellito per sempre in nome della civiltà, sono nati anche siti web e pagine facebook che inneggiano alla difesa delle donne – copiando pari pari i titoli dei siti e dei blog “femministi” – ma che in realtà divulgano perle di saggezza machista, fino ad arrivare alla vera e propria istigazione alla violenza, in cui ci si può imbattere in disquisizioni sul fatto che la violenza contro le donne sia una invenzione delle stesse, che in fondo a qualcuna di loro “piace”, che lo stupro non è un male così grande perché c’è di peggio, che il femminicidio è un’invenzione in quanto pure le donne uccidono e anche le donne sono violente (in Italia l’omicidio di genere è per il 5% per mano delle donne contro il 95% dei maschi – dati ONU). In una veste più contenuta, ma non meno aggressiva, ci sono poi i siti delle associazioni a sostegno della bigenitorialità che in realtà – non tutte naturalmente – sono a senso unico: cioè dalla parte del padre-padrone in quanto  l’altra parte, ovvero la madre, è considerata come bersaglio da denigrare e condannare. Un altro piccolo esercito che, non limitandosi a “fare informazione” sui siti creati ad hoc, si spalma sul web con vere e proprie incursioni verbali nei confronti di chi si occupa di diritti delle donne, bambini, violenza domestica, violenza assistita dai minori, discriminazione di genere, ecc. Perché su famiglia, affidi condivisi, bigenitorialità, minori, e affini, queste associazioni esprimono “il verbo” e qualora qualcuno si azzardi a mostrare dissenso sui contenuti espressi da loro, il confronto, che inizialmente sembra possible, si trasforma poi e inevitabilmente in un attacco diretto, a volte anche personale, e comunque spesso denigratorio; mentre in altri casi può succedere addirittura che ciò che viene sostenuto da chi la pensa “diversamente” sia “ribaltato” con abilità manipolatoria degna del dottor Mabuse. Una violenza subdola e sottesa. Una dinamica non sconosciuta a chi si occupa di violenza di genere e di femminicidio. Tutto questo però è stato finora solo un fastidioso “ronzio” che si è scatenato come uno sciame di vespe arrabbiate quando, circa un mese fa, al Senato si è cominciato a discutere la modifica dell’affido condiviso (legge 54/2006) e da quando se ne è cominciato a parlare in maniera ampia sui giornali, e soprattutto da quando, nelle ultime settimane, alcuni senatori e senatrici dell’Idv e del Pd, si sono permessi di presentare emendamenti al ddl 957 che non sono piaciuti al partito trasversale dei padri separati e alle associazioni a cui aderiscono. Il disegno di legge in questione è il ddl 957 (Pdl, Udc)  anche se alla Commissione giustizia del senato sono stati presentati ben quattro proposte, mentre alla Camera la deputata Micaela Biancofiore del Pdl ha presentato un altro disegno di legge molto simile al ddl 957. Ciò che stato messo in discussione, dagli emendamenti ma anche sui giornali e nei dibattiti sui ddl per la modifica della 54/2006, non riguarda la bigenitorialità che è un’opportunità sia per il minore che per le madri che fino a oggi hanno cresciuto i loro figli in solitudine e con grandi sforzi (sia dentro il matrimonio che dopo la separazione), ma il fatto che non siano previste norme adeguate nel rispetto del minore per una reale bigenitorialità libera dalla violenza, come nel caso di violenza domestica e/o violenza assistita accertate, e soprattutto che sia introdotta una malattia non scientificamente provata come la PAS (Sindrome di alienazione parentale) che viene già applicata nei tribunali al bambino, che magari è stato abusato o ha assistito a violenza e non vuole frequentare uno dei due genitori, rendendo responsabile del rifiuto, il genitore con cui il minore vuole stare, e imponendo al piccolo la frequentazione dell’altro. La messa in discussione però, che in democrazia dovrebbe essere una cosa normale, ha scatenato la furia di chi sostiene questi ddl che non solo ha gridato al complotto ma che ha letteralmente assalito chi questi emendamenti li ha presentati. I senatori e le senatrici di Idv e Pd sono stati fatti bersaglio di una propaganda denigratoria da gruppi che, sul web, non hanno esitato a tirare fuori unghie, denti e lingue biforcute, esprimendosi con un linguaggio violento e intimidatorio, e senza che nessuno abbia mai ripagato loro con la stessa moneta. Un’intimidazione che ormai dilaga e che colpisce, con metodi affini, chi è contrario alla PAS, ma anche chi difende i diritti delle donne (la violenza di genere non esiste, sarebbe una invenzione delle femministe), chi svela i siti machisti e sessisti che “clonano” i siti che si occupano di diritti di genere per confondere le persone – che inconsapevolmente ci cascano – e che indegnamente denigrano i centri antiviolenza (unica speranza di salvezza per molte donne che subiscono violenza), chi si occupa di femminicidio (che per questi gruppi sarebbe “una bufala”), il tutto intriso di un linguaggio violento, quasi come fosse un corpo a corpo e i cui bersagli sono: giornaliste, avvocate, politiche e ora anche le senatrici. Ma la cosa più disgustosa è stata quella che ho visto oggi sul web sulla senatrice del Pd Silvia Della Monica, che ha avuto la colpa di presentare al senato i suddetti emendamenti al ddl 957. Denigrazioni, gravi insinuazioni – che si possono leggere sulle pagine facebook dei gruppi sopra descritti e che riporto qui sotto – e commenti rivolti alla senatrice che, oltre a essere un magistrato, Consigliere alla Corte di cassazione, è oggi vicepresidente del Consiglio di garanzia e senatrice alla Commisione giustizia. Ora però l’intero staff anti-Pas del Pd è stato preso di mira (Adamo, Della Monica, Serafini, Magistrelli, Carofiglio, Casson, Chiurazzi, D’Ambrosio, Galperti, Maritati), così come, già nei giorni scorsi, era stato preso di mira l’Idv, che questi gruppi invitavano direttamente a non votare e a boicottare. Chi tocca la Pas ci rimane secco: che sia davvero una malattia?

* Si fa presente  che il titolo di questo articolo, “Fuori dal web chi istiga alla violenza”, è stato messo come “significativo contraltare” al commento messo e pubblicato accanto alla foto della senatrice Silvia Della Monica che recita: “Fuori dal partito chi fa male ai bambini”, e visibile qui sotto in basso. Grazie

** Data la situazione e dati gli argomenti che si affrontano in questo blog, si pregano i gentili commentatori di usare un linguaggio adeguato, non offensivo e con toni non alterati: si possono esprimere opinioni diverse senza “urlare”, e per questo si avverte che le maiuscole (per indicare la voce grossa), così come i punti esclamativi, saranno moderati nei commenti. Grazie

*** Gentili commentatori e commentatrici, mi dispiace moltissimo, ma sono costretta a chiudere momentaneamente i commenti sull’articolo sopra riportato. Non mi accusate per favore di censura o quant’altro, ma non posso più moderare i vostri commenti per i toni e in alcuni casi anche per i contenuti. Grazie

  • fabio

    mi scusi se intervengo ma leggere appelli alla censura del web sul manifesto mi fa un po’ impressione.
    il web è proprio quella cosa lì, dove c’è tutto e il contrario di tutto, dove ti puoi organizzare molto semplicemente per campagne e anche attacchi. che poi, alla fine, si traducono solo in un po’ di fastidio per chi li riceve. chi ci entra deve metterlo in conto.
    io sarei molto cauto a invocare l’espulsione di qualcuno dal web: chi attuerebbe tale decisione? quale commissione deciderebbe i colpevoli?
    è come per il discorso (sempre citato a sproposito secondo me) del divieto di carcere automatico per gli stupratori: la galera preventiva si fa solo per circostritti, determinati e il più possibili “oggettivi” casi, non in base alla gravità del delitto commesso (che è sempre sggettiva e che qualcuno deve stabilire).
    i diritti possono anche avere delle ricadute sgradevoli ma è meglio conservarli perché sono l’unica flebile difesa che abbiamo.
    p.s. ci sono quelli che clonano i siti, e va be’, il web è anche questo, è un’esperienza così tremenda? andate avanti per la vostra strada, mi sembrano più importanti i contenuti.

  • Luisa Betti

    G.le Fabio, la violenza è reato, anche istigare la violenza è reato. Ci sono cose che non danneggiano e altre che invece danneggiano. La pedofilia, per esempio, danneggia, e anche uno stupro danneggia, e infatti sono reati perseguibili per legge. E anche la violenza in sé per sé non è espressione libera di “un sentimento”, o un fattore “caratteriale”, ma violenza appunto. Toni violenti, denigratori, lesivi per l’immagine altrui, manifestano l’incapacità di esprimere la propria opinione rispettando l’altro e le sue opinioni. E’ così che il fascismo trattava chi non pensava in linea con il regime, intimidendo, provocando, minacciando, e infine eliminando il soggetto fisicamente e in maniera violenta: metodi che una democrazia non deve conoscere. Lei ha un concetto un po’ “vago” tra quello che è libertà di espressione e danno provocato su terzi, che invece è reato perseguibile per legge. Fermare qualcuno che lede la libertà, pacifica, dell’altro, non è censura, e se così non fosse non saremmo una società civile ma vivremmo in totale barbarie. Grazie

  • Emilio Cossu

    La diffamazione che queste persone stanno facendo alla senatrice Della Monica sono gravissime. Rappresentarla mentre mangia un bambino per spingerla a ritirare i propri emendamenti denota una grande violenza psicologica in chi crea queste foto. Mi auguro che i colpevoli di questa campagna denigratoria imparino sulla propria pelle come viene sanzionato il reato di diffamazione. Grazie al Manifesto e a Luisa Betti per aver portato alla luce queste porcherie che girano sul web. La maggioranza degli Italiani ignora questo mondo nascosto che condiziona le scelte dei nostri politici.

  • Giovanni

    Per fortuna che si sta iniziando a parlare di quello che succede nel web. Già da tempo mi ero accorto dell’opera di disinformazione che certi gruppi stanno mettendo in atto, negando la violenza domestica, il feminicidio e facendo revisionismo storico, il nazifemminismo, infatti, non esiste.
    Fermare questi atti di violenza verbale, manipolazione, istigazione alla violenza, disinformazione non è limitare il web, ma tutelare i cittadini che siano singoli, professionisti o politici.
    Ciò che è più assurdo è che questi gruppi, che a giudicare dal web devono contare pochi iscritti visto che passano gli stessi articoli e immagini da una pagina facebook all’altra e da un blog all’altro, hanno la pretesa di essere prima i portavoce di quattro milioni di padri separati e ora addirittura di otto milioni di cittadini separati.
    Ma a chi lo hanno chiesto?
    Dovrebbero sì, ma parlare per loro stessi, non nascondersi dietro titoli di pagine che parlano di tutela delle donne e dei bambini, URL di blog che richiamano i nomi dei centri antiviolenza o dei siti prima dedicati all’informazione sulla violenza di genere.
    Io sono un padre e non per questo mi riconosco nei loro deliri machisti, nel loro minimizzare la violenza di genere, nel loro metodi meschini e violenti di far valere le loro ragioni.
    Io sono un padre e un uomo e non mi sento chiamato in causa come nemico quando si parla di stupro o violenza contro le donne, ma sento la mia responsabilità di cittadino, compagno, fratello, amico di sostenere le donne nella loro battaglia per vedere riconosciuti quei diritti che ancora nel 2012 gli sono negati.
    Io sono un padre e non voglio che venga approvata una legge che introduce una sindrome inesistente e senza basi scientifiche che potrebbe mettere a rischio migliaia di bambini che purtroppo hanno subito o assistito a episodi di violenza. Oltretutto, diciamocelo, sarebbe un atto contro la democrazia introdurre per legge una malattia che non è riconosciuta dalla scienza.
    I metodi e le modalità usate da certi singoli e gruppi, che si fanno portavoce dei diritti dei padri separati, nascondono a mio parere solo un grande disagio e un malessere che non dovrebbe influire su un disegno di legge, visto che invece di riportare dati e informazioni preferiscono screditare le statistiche e le fonti esistenti anche quando si parla di organismi internazionali come il Cedaw.
    Grazie a chi fa davvero informazione, come in questo blog, e si fa portavoce della maggioranza degli italiani, donne e uomini.
    I politici dell’IdV e del PD possono dormire sonni tranquilli, per fortuna in Italia siamo ancora in tanti a ringraziare quei politici che non permettono che vengano violati i diritti dei bambini e delle donne, perché non c’è modo migliore di tutelare la democrazia e il futuro di tutti.

  • Antonio

    Effettivamente alcuni commenti scritti su FB lasciano davvero a desiderare…Ho letto l’articolo di Adiantum che appare in cima alle immagini, e a parte la posizione smaccatamente (e democraticamente) di parte non mi pare proprio che si istighi alla violenza. Anzi, si documenta puntualmente ciò che si scrive. Peraltro, il sito ha pubblicato anche interi articoli dell’autrice di questo blog, per cui da condannare sarebbero solo alcuni commenti di qualche esagitato. Un pò poco per parlare di istigazione alla violenza. Gli atti dei parlamentari sono (e devono essere) pubblici, e non ci trovo niente di male a fare i loro nomi. Per fortuna, qui in Italia, possiamo ancora farlo

  • fabio

    i reati sono perseguiti dai giudici, se ci sono, su procedura d’ufficio o su denuncia. si vada avanti così.
    altra cosa è la richiesta di “espellere” dal web qualcuno o qualcun’altro, sulla base di proprie sensibilità.
    francamente non capisco perché chiami in causa la pedofilia o gli strupri: non li sto certo difendendo né ho scritto che non debbano essere perseguiti come reati.
    sarei anche cauto col perenne richiamo al fascismo: i fascisti come minimo davano bastonate, qui si tratta di mail. è lo stesso per chi tira sempre fuori il ritorno al terrorismo quando qualcuno grida o lancia pomodori: i terroristi decevano di voler sparare e poi lo facevano.
    il mio concetto di libertà è rimasto fermo un po’ indietro, lo ammetto, a quando i poliziotti e i giudici non erano osannati e visti come rimedio di tutti i mali, e “in galera!” era un grido appannaggio solo di una parte.
    francamente, poi, sono stufo di padri che pretendono di sapere meglio di noi cosa dobbiamo fare, cosa dobbiamo leggere, cosa dobbiamo scivere: politici, preti, giornalisti. Spero non si aggiungano al coro anche alcune femministe.
    lasciateci leggere in pace ciò che vogliamo: gli interessati, se si sentono offesi, diffamati o danneggiati, ricorrano agli strumenti che la nostra legislazione ampliamente offre.
    se invece volete andare allo scontro (cosa che avrebbe giovato ai tempi anche coi fasciti) sul web con questi tipi ben venga.
    se mi posso permettere, suggerisco blog e siti dove si approfondisce nel merito e si discute (magari però qualche incursione nel loro campo nel loro stile non guasterebbe).

  • fabio

    mi permetto ancora una considerazione.
    il mio intervento, più che strologare su concetti di diritto e di libertà, in realtà voleva richiamare l’attenzione su un’altra questione.
    ritengo vi sia una notevole incomprensione sdi cosa sia il mezzo internet anche da parte di operatori dell’informazione che provengono, mi passi il temine, dai “vecchi mezzi”.
    entrarci dentro con i vecchi atteggiamenti ritengo sia sbagliato.
    internet, in fondo, è una immensa montagna di parole, secondo em basata principalmente sul cazzeggio.
    commentare, produrre, comunicare in fondo costa e impegna poco.
    chi apre un blog o scrive qualcosa deve mettere in conto di poter ricevere qualsiasi tipo di risposta.
    ripeto, se l’interessato si sente danneggiato, può sempre rivolgersi all’autorità.
    ma non è forse meglio sfruttare tutte le peculiarità del mezzo, continuando per una strada che si ritiene giusta?
    in questo senso, mi permetto, l’aver chiuso il post in cui si discuteva *nel merito* di pas la ritengo, oltre che una rappresaglia inutile, una sconfitta.
    internet, come il mondo reale, è piena di propaganda e i luoghi dove di approfondiscono con cognizione i problemi e, magari, si abbozzano soluzioni sono quasi nulli.

  • seshat

    Quello che davvero mi stupisce di tutto questo è come mai non venga collegato, se non da pochi come nel caso di questo blog e qualche altro, il rigurgito maschista ai femminicidi e stupri all’ordine del giorno. La libertà di opinione, la libertà di comunicazione e di espressione, è diventata la nuova violenza. In nome di questa “fantomatica” libertà di espressione, questo “diritto” che ci resta, che di libero non ha niente, s’accetta di tutto pur di non passare per reazionari o censori o di mentalità ristretta, ma anche nelle democrazie esiste l’ostracismo, altrimenti il proprio dissenso non potrebbe/dovrebbe essere espresso in nessun modo. A me il maschilismo da più che “un po’ di fastidio” e chi lo nega o lo ignora o ha un atteggiamento “morbido” fa un favore a loro, li sostiene, e in qualche modo è anche così che l’immaginario e la struttura sociale si plasma. Prendere questi movimenti con sufficienza è un grave errore, uno dei motivi per cui la violenza si perpetua, nel piccolo come nel grande, è il silenzio, il non farne parola. Come quando senti attraverso i muri i vicini che si ammazzano di botte e pensi “fatti loro, sono liberi di ammazzarsi”. Quì non si tratta di non fare pubblicità a chi non ne ha bisogno e non è una gara a chi ha i contenuti migliori. Io mi batterò sempre per la libertà di espressione, ma non darò la vita affinchè chi è di posizioni opposte alle mie abbia la possibilità di esprimersi togliendola ad altri con l’intimidazione. detto questo non capisco perchè blog e pagine che inneggiano all’odio verso i gay, o verso gli animali vengano chiusi e questi no. Forse chi potrebbe sostenere queste cause è troppo preso ad andare avanti per la propria strada?

  • Martina

    Ma poi hanno messo anche i video. Ne ho trovati addirittura 2.

    Questo con il nome di Bersani
    https://vimeo.com/46416012

    e questo con quello della Senatrice
    https://vimeo.com/46410445

    MA chi sono questi?

  • raffaele

    Che pena, un tempo ero abbonato al Manifesto e non mi perdevo un articolo, un servizio, sui diritti sociali,sui diritti dei lavoratori, sul pacifismo, contro le repressioni poliziesche. Oggi purtroppo la “sinistra” ha sostituito la lotta di classe e sociale con la lotta di Genere, cioè gli “oppressori” che diventano gli uomini e le “povere oppresse” che diventano le donne, tutte sempre e comunque, in quanto donne. Milioni di uomini e padri descritti come “violenti” o potenziali tali,come se essere padri o uomini in generale significhi essere con buona probabilità “violenti” e “carnefici”, e quindi opporsi per principio all’ affidamento condiviso(che tra l’altro non è affidamento congiunto, come insinuate o equivocate voi femministe).
    Il nemico non è più il borghese capitalista sfruttatore, non è più il fascista, non è più il poliziotto manganellatore di studenti, operai e noglobal, ma niente di meno il povero padre separato dai figli, lavoratore o precario, vittima di un divorzio da lui non voluto e che spesso si ritrova anche senzatetto e costretto a mangiare alla mensa della Caritas, il povero padre di famiglia che rischia tutti i giorni di rimanere mutilato o dilaniato per lavorare e quindi dar da mangiare alla famiglia, il povero uomo solo e infelice e senza vita sentimentale e sessuale che paga una donna per ottenere uno straccio di sesso,e così via. Ecco contro chi si è ritrovata a lottare questa attuale falsa “sinistra”: contro gli appartenenti alle fasce deboli, solo perchè uomini.. Come la Lega: ciò che la Lega fa con gli extracomunitari opponendosi ad ogni loro diritto dando per scontato che siano delinquenti, allo stesso modo fa questa attuale falsa “sinistra” femminista con i padri dando per scontato che siano violenti e carnefici di donne e bambini(“ancora con questo “donne e bambini” di patriarcale memoria, vero?). Solo che la Lega ammette di essere repressiva e forcaiola, voi invece dopo aver sostenuto tutta questa repressione contro gli uomini e i padri avete il coraggio di dire che siete antiautoritarie e antirepressive. Sì, sì, come no!

    Luisa Betti, non mi censuri questi commento, mi risponda, per piacere.
    Cordiali saluti
    Raffaele

    p.S: ah, un’ altra cosa: si dice “uomini” non “maschi”, se si vuole usare il termine “maschio” allora si deve usare anche il termine “femmina”. Perciò smettetela con questo sessismo all’ incontrario anche nel linguaggio!

  • Carlo Deluisi

    Direi che alcune persone si qualificano da sé con il loro modus operandi. Tralasciamo i commenti, che pure già allarmano per la tipologia di persone violente,misogine, antidemocratiche attirate da questo sito, cosa su cui gli amministratori dovrebbero meditare, in quanto avere certi soggetti come fans non è motivo di vanto. Lasciando dunque ad ognuno la responsabilità delle proprie infelici esternazioni, un demerito va ascritto comunque ascritto agli amministratori, cioè quello di non accettare -come accade per tutte le leggi- la presentazione di emendamenti anche se sgraditi, è normale. Inoltre tale emendamenti non sono frutto solo di un pensata bizzarra di qualche personalità politica, ma trovano una conferma, questa davvero scientifica e clinica, grazie alle teorie dell’attaccamento (insegnate anche nei corsi a indirizzo psico-pedagogico, nonché l’esperienza e la raccolta di dati avvenuta in Francia a seguito di 10 anni dalla legge sulla cosiddetta “garde alternée”. In Francia infatti si sta ripensando al passo fatto in quanto bambini molto piccoli risentono negativamente di un continuo sballottamento da una parte all’altra sviluppando difficoltà psicologiche spiegate per l’appunto con le teorie dell’attaccamento.In situazioni di separazione resto del parere che si debba valutare con molta delicatezza caso per caso. Infine è molto scorretta la modalità di fare informazione di questi gruppi web: inventarsi pagine-cloni con titoli ingannevoli non è perseguibile? Ammettiamolo pure, però chiediamoci almeno quali sono le motivazioni, anche qui il comportamento qualifica chi lo attua come qualcuno che ha qualcosa di poco onesto da nascondere, che cerca consenso con l’inganno. Alla signora Betti e alla senatrice un incoraggiamento, la campagna denigratoria nei loro confronti ricorda tristemente le gogne medievali.
    Molto importante l’esperienza francese in quanto la legge della “garde alternée” ha ormai 10 anni qui un dossier (serio) sulle rilevazioni cliniche relative al periodo 2002-2009.
    http://www.lenfantdabord.org/wp-content/uploads/2011/01/dossier_garde_alternee.pdf
    dal sito http://www.lenfantdabord.org/accueil/
    Prima di adottare leggi simili vediamo che cosa è successo altrove: i risultati invitano alla riflessione: i danni sono superiori ai benefici e soprattutto prendiamo come motto “l’enfant d’abord” e non l’egoismo degli adulti.

  • http://www.alienazionegenitoriale.org/index.html Andrea Mazzeo

    La vera questione è che questi pazzi scatenati che si nascondono dietro i falsi profili sono in realtà foraggiati dalla lobby dei padri separati che a suo tempo ha fatto approvare la legge 54 (che bisogna rivedere al più presto perché è una legge sbagliata) e che difende solo e unicamente il proprio protafogli (corsi di formazione sulla PAS, corsi di formazione sulla mediazione familiare secondo la teoria della PAS, consulenze a peso d’oro per padri pedofili con diagnosi di PAS a donne e bambini che loro non hanno mai sottoposto a visita – tecnicamente si chiama falso ideologico; io so di una consulenza così formulata, fatta da un medico che è sotto processo per abusi alle figlie minori, al modico presso di 15.000 euro).
    I veri criminali sono a questo livello, quello che non compare, ma che fa le consulenza parlamentari, le audizioni in parlamento, ecc.
    Chi ne ha i poteri perché non va a dare un’occhiata alle sentenze di separazione di questi soggetti? Così capirà tutto. Capirà perché questi sostengono che l’affido condiviso non viene mai concesso; non è stato concesso solo nelle loro personali separazioni. Mi piacerebbe conoscere i motivi della mancata concessione del condiviso nei loro casi personali.
    La legge francese, che loro hanno cercato di copiare – perché oltre a copiare non sanno fare altro – è del 2002; fino ad allora la legge francese vietava espressamente il doppio domicilio del minore. Molte coppie separate però, di comune accordo e con l’accordo dei figli lo avevano adottato, venendo però a trovarsi in una posizione illegale; sono state le loro pressioni a portare il parlamento francese ad approvare nel 2002 le modifiche al codice civile sull’affido condiviso e il doppio domicilio del minore.
    La legge francese però recita “si l’interêt de l’enfant le command” – è cioè ordinativa, SOLO se l’interesse del bambino lo comanda – le Judge PEUT – il Giudice PUÒ – ecc. ecc.

    http://www.legifrance.gouv.fr/affichCode.do;jsessionid=A5BD81A8ED78889BE85A7E24CCED627D.tpdjo16v_3?idSectionTA=LEGISCTA000006165499&cidTexte=LEGITEXT000006070721&dateTexte=20070305

    La declinazione italiana del condiviso prevede invece l’obbligo del minore di mantenere i rapporti anche col genitore violento o che ha abusato sessualmente di lui; è questa la porcheria che non si può far passare! E, facciano pure querele, solo chi è violento o pedofilo può sostenere queste tesi.

  • Ilario Petri

    Qualcuno fa confusione: la giornalista Luisa Betti non è una forcaiola che non vorrebbe permettere alla gente di esprimersi ma è la violenza – anche verbale – che va combattuta. La libertà non è fare come ci pare denigrando e umiliando le persone con nome e cognome perché la pensano diversamente. Il dialogo è un’altra cosa. La violenza non è tollerabile ed è molto più grave se non la si riconosce e addirittura la si giustifica scambiandola per “libertà”. Ecco perché le donne vengono ancora stuprate e uccise quando dicono di no; perché vige l’errato pensiero che se una dice no, allora l’uomo possa anche avere la libertà di ucciderla.

  • fabio

    Cioè, ci sono stupri e femminicidi perché c’è troppa libertà?
    ” La libertà di opinione, la libertà di comunicazione e di espressione, è diventata la nuova violenza.”
    E’ interessante che chi esprime questa (perla di) opinione la posti su un blog celandosi con un nome inventato…
    Anche a me il maschilismo dà fastidio ma non invoco papà carabiniere a chiudere tutti i siti che mi danno fastidio.
    Poi, ripeto, paragonare il fatto di scrivere su media elettronici con quello di riempire di botte la moglie mi sembra un po’ esagerato.
    Vorrei sapere quale libertà di espressione tolgono a voi o a qualunque altro questi tizi con i loro post deliranti. perché screditano la vostra “immagine” (o il vostro “onore”)?
    qui di interventi possibilmente lesivi della libertà di espressione trovo solo quelli che chiedono di “sbattere fuori” dal web questo o quello, sulla base diìel fatto che non piace ciò che scrivono.
    Lasciamolo fare ai magistrati, se è il caso, che ci pensano pure troppo.
    Noto poi che, come dappertutto ormai, anche a sinistra, i contenuti sono un optional…

  • Antonio

    Andrea Mazzeo scrive: “La declinazione italiana del condiviso prevede invece l’obbligo del minore di mantenere i rapporti anche col genitore violento o che ha abusato sessualmente di lui….”. Ma che dice ? Ha bevuto un cicchetto… ? Ma quando le pensa queste teorie, mentre fa la doccia ? Parla sempre di consulenze, non sarà invidioso di chi le fa ? Le faccia anche lei, piuttosto, se ne è capace, ma non disinformi con teorie strampalate la gente che legge il Manifesto. Grazie

  • Luisa Betti

    G.le Fabio, non scherziamo sulle disgrazie altrui, c’è una bella differenza tra libertà e violenza, e il significato se lo può andare a rivedere sulla Treccani:

    http://www.treccani.it/vocabolario/liberta/
    http://www.treccani.it/vocabolario/violenza/

    A meno che non si voglia ipotizzare l’idea di poter essere liberi di esercitare violenza, ovvero rivendicare pubblicamente la violenza come un atto di libertà. Ma a questo punto tanto vale fare un bel salto temporale e tornare, non so, alla legge del taglione? Perché una affermazione che giustifichi la violenza comporta anche delle responsabilità: responsabilità che al suo interno può giustificare atti di violenza in generale, che vanno da un minimo a un massimo: dalla denigrazione con toni violenti o l’umiliazione costante e reiterata della persona, che è violenza psicologica, alla violenza economica, fisica, agli abusi, le molestie, ad atti come lo stupro, il femminicidio, ma anche allora la tortura, il genocidio, e così via. Si giustifica così la guerra e la distruzione che ha in sé la stessa radice che porta due persone a essere convinti dell’impossibilità di dialogare anche in un conflitto verbale. Non per forza si deve contemplare la violenza in un confronto. Non per forza per avere ragione bisogna “sopprimere” l’altro, non per forza bisogna usare la denigrazione e l’umiliazione, non per forza bisogna usare la forza, sia psicologica che fisica. Ma se questo succede la “vittima” di questa violenza va tutelata, e non esposta perché l’altro deve essere libero di esercitare la sua violenza. E’ forte chi rispetta l’altro, non chi lo denigra e non lo rispetta come essere umano. Qui stiamo dibattendo anche con toni accesi, ma nessuno dice che “tizio o caio sono mangiatori di bambini”. Grazie.

  • luca

    anche a me leggere che si sul far censura sul web vengono i brividi.

    prendiamo le immagini incriminate, c’è la foto del senatore in questione, qui si posta una donna forse perchè fa comodo, ma ci sono pure quelle maschili.

    sulla foto c’è nome cognome contro l’affidamento condiviso, più quello che lui sostiene.

    ad esempio sulla foto di maritati in cui mi sono imbattuto c’è scritto:
    I nipoti non hanno diritto ad avere i nonni se un genitore non lo chiede

    poi aprendo la foto si legge:

    I nipoti non hanno diritto ad avere i nonni se un genitore non lo chiede, è quanto sostenuto dal drappello dei Senatori PD contro la riforma dell’affido condiviso (Ddl 957) in discussione alla Commissione Giustizia del Senato.

    Il Ddl 957 prevede: “Agli ascendenti è data facoltà di chiedere al giudice che sia riconosciuta e disciplinata la propria possibilità di contatto con i minori”

    Si oppone il drappello emendando: “A tal fine, il giudice decide sulla domanda proposta dal genitore stabilendo tempi e modalità della frequentazione con esclusivo riferimento all’interesse dei figli minorenni”

    Quindi se i genitori (o il genitore nel caso ne sia rimasto solo uno), non vogliano più far vedere i figli ai nonni, il diritto dei nipoti ad avere dei nonni non viene tutelato da nessuno.

    Naturalmente, qualora un genitore non riesce a mantenere il figlio, i nonni allora sono tenuti a intervenire economicamente come previsto dalla legge.

    .. o pensavate di non essere pagatori di mutui? e che forse l’individualità di un bambino si formi non solo con il rapporto “qui adesso con un genitore” ma anche in relazione a quanto esso abbia accesso alle proprie origini?

    Basta rapporti nipoti-nonni! .. o FUORI QUESTA GENTE DAL PARTITO ?

    poi c’è un link agli emendamenti.
    …………………………………………………………….

    non vedo nessun tipo di violenza, se non quella per togliere ai nipoti i loro nonni.

    queste cose dovrebbero essere prese seriamente in considerazione dal partito invece che gridare al lupo al lupo.

  • luca

    per chi ha facebook basta girare un po’ sulle bacheche del PD, per vedere che tutti queste immagini con dentro il loro contenuto sono state lasciate dalle varie sezioni e non rimosse.

    apritele leggete cosa c’è scritto e leggetevi le bozze di emendamenti che pd propone e poi decidete.

    ad esempio su un gruppo pd dove chi posta l’immagine discute con l’admin, chi posta scrive:

    “se nel ddl si scrive: il giudice tenuto conto di quanto dice il minore…. e dall’altra parte l’emendamento dice: sopprimere. … non so se conviene con me che c’è poco da spiegare.”

    e come darli torto, se si propone pure al giudice tramite emendamento di non ascoltare i bambini?

    ripeto per chi scrive l’articolo, prima di gridare al lupo al lupo, prenda coscienza di cosa c’è scritto dentro quelle immagini e non parlare di violenza sulle donne e sui bambini, che nulla c’entra con l’affido condiviso, che quelle immagini (certo forse secche e crude per attirare l’attenzione) portano dentro dei contenuti condivisibili, che dovrebbero essere presi in seria considerazione dal partito.

  • http://www.italiadeivalori.toscana.it idvdonnetoscana

    Cogliamo l’occasione di questo spazio di discussione attivato da Luisa Betti, per

    1) ribadire la nostra posizione – http://www.toscana.italiadeivalori.it

    ‘3 SI e 2 NO’

    1) SI alla bigenitorialità
    2) SI all’affido condiviso
    3) SI all’ascolto del Minore sempre
    4) NO alla pas
    5) NO all’affido condiviso del Minore al genitore violento,
    padre o madre che sia

    2) esprimere solidarietà alle Senatrici Patrizia Bugnano e Silvia della Monica: purtroppo noi dell’ italia dei valori toscana siamo oggetto dello stesso trattamento denigratorio e intimidatorio da quando abbiamo iniziato ad occuparci del tema, insieme a Roberta Lerici ( IDV lazio). Lanciammo anche una petizione che comunque invitiamo a firmare anche se si parlava ancora della PDL 2209 (proposto dall’on.le Lussana Lega Nord)

    http://www.petizionionline.it/petizione/affido-condiviso-dei-minori-mai-al-genitore-violento/861 allora era il 2010

    Grazie.

  • Elio Roccia

    E’ logico l’emendamento del PD: la potestà sui figli si chiama genitoriale, in quanto è esercitata dai genitori. Se i genitori ritengono che la frequentazione dei nonni non sarebbe in armonia con la propria linea educativa (se non in casi anche peggiori, di abusi per esempio), è logico che debbano evitare ai figli la loro frequentazione; è questo che fa un bravo genitore, evita ai figli situazioni sgradevoli: che siano correlate agli amici o ai parenti dei bambini.

  • Luisa Betti

    G.le Luca, mi perdoni, ma forse le è sfuggito cosa c’è scritto nei commenti postati sulla senatrice Silvia Della Monica qui sotto e rintracciabili su Facebook postati nei gruppi di cui si parla nel pezzo. Capisco che dia fastidio, ma purtroppo il web è pieno di questi toni, di questo linguaggio e di questa violenza da parte di questi gruppi. E non ne parlo solo io qui, in quanto sono usciti diversi articoli sull’argomento proprio in questi giorni. Forse Lei dovrebbe approfondire la sua ricerca, se davvero Le interessa capire di cosa si sta parlando.

  • Laura

    Luisa, credo che il suo articolo non sia meno grave quanto ad offese e inesattezze di quello che “critica”. Tanto le dovevo.

  • luca

    luisa, non mi da affatto fastidio, se in un gruppo chiuso discutono, ci saranno varie opinioni, poi ciò che salta fuori dal gruppo è il risultato, io guardo a quello..

    ed è inutile che idv donne toscane, che poi idv ha una posizione mille volte più vicina al problema che non PD, ribadisca la sua posizione, come ben sapranno la Bugnano a seguito della contestazione del mondo civile, si è resa disponibile a rivedere alcune cose, e come ben sapranno quella sui nonni la rivedono del tutto..

    altrettanto dovrebbe fare pd aprire il confronto, anche se sono mille miglia da idv, ad esempio idv al 3 scrive ascolto del minore.

    pd è per sopprimere il punto 5.1 (vado a memoria) del ddl 957 cioè l’ascolto.

    poi fate pure come credete ma ripeto io l’unica violenza che vedo è quella che viene descritta dentro l’immagine, che poi tutti possono commentare.

    e le donne e i femmicidi e i maschicidi e la rava e la fava e la violenza domestica (fenomeni haimè gravi e da contrastare con tutte le forze) , nulla centrano con l’affido condiviso, per la PAS la posizione di IDV è condivisibile. Essa è anni luce da PD, o meglio da quella parte di PD che emenda.

    ed è inutile fare una guerra di genere, che non è tale, io vedo molte più donne commentare contro le posizioni PD che non uomini.

  • http://www.italiadeivalori.toscana.it idvdonnetoscana

    @Luca: MA come si fa ad affermare che: ‘……….la violenza domestica (fenomeni haimè gravi e da contrastare con tutte le forze) , nulla centrano con l’affido condiviso,’. ???
    1) voglio sperare che tutti siamo d’accordo nel riconoscere CHE NON SI DEVE DISPORRE L’AFFIDO CONDIVISO DEL MINORE AL GENITORE VIOLENTO.

    2) IDV è contro la PAS. l’emendamento proposto non lascia dubbi. legga bene.

    ’3 SI e 2 NO’

    1) SI alla bigenitorialità
    2) SI all’affido condiviso
    3) SI all’ascolto del Minore sempre
    4) NO alla pas
    5) NO all’affido condiviso del Minore al genitore violento,
    padre o madre che sia

    Grazie

  • Arianna Bellini

    Io vedo solo una donna, Laura, commentare contro il PD. E fuori di qui, di donne scontente del DDL 957 ne troverà milioni e milioni. Gli emendamenti del PD piacciono alle donne, perché più rispettosi dei bambini rispetto al DDL 957. Se ne faccia una ragione.

  • Carlo Zeuli

    Mi dispiace per il sistema sinistro e sinistroide che sta facendo in queste ore il suo attacco frontale alla famiglia. Peggio per loro perchè hanno lavorato male e la stanno pagando.
    Io ribadisco: non voterò nè IDV nè PD, sia perchè non credo che lo meritino sia perchè vedo che funziona: se la stanno menando come non succedeva da anni.
    Ben venga il mal di pancia a chi non rappresenta i cittadini e conseguentemente li perde come elettori.
    Di cosa si lamentano ora?
    Lavorate meglio e vi ritorneranno i voti.
    Questo è il sistema demo-plutocratico che, in teoria, avremmo e lo stiamo facendo funzionare.
    O forse i Della Monica, Bugnano & Co. preferirebbero, invece, un sistema Demo-Topolino-cratico?
    A me pare siano scaduti in un teatrino fumettistico.
    Continuate così. La devono smettere di fare gli interessi economici della casta e facciano più democrazia: quella della gente vera!
    Forse qualcuno ci vuole togliere anche la voce sul web? Volete venire pure a rompere qualcosa in casa, se non basta quanto sta soffrendo la famiglia?
    Non ti puoi muovere perché è illegale, non puoi manifestare perché è controproducente, non puoi scioperare né presidiare le istituzioni perché…
    Non posso neanche parlare???
    Li sotterreremo sotto una montagna di mail finchè non capiranno che devono fare di più gli interessi di quei cittadini che gliele mandano e di meno gli interessi economici della casta che stanno proteggendo.
    Statevi bene. Carlo

  • Carlo Zeuli

    La cito testualmente: “…padri separati (non tutti fortutamente), tra cui si annovarano anche donne…”
    Gentile sen.Betti ora non entro nel merito ma mi soffermo sul metodo. Perchè io, che sono un insegnante modesto, per qualità politiche e retributive, revisiono sempre il mio scritto, per rispetto di chi mi legge, e lei non lo fa? Non ritiene che anche gli altri abbiano diritto allo stesso rispetto? Si stia bene. Prof. Carlo Zeuli

  • Carlo Zeuli

    gentile sig.Andrea Mazzeo, lei scrive: “…dalla lobby dei padri separati…” Dubito che il termine lobby sia stato usato correttamente, ma non aleggio illazioni sul fatto che lei lo conosca, perchè non mi è dato di sapere. Piuttosto la invito a leggere il documento messo all’attenzione del Parlamento a firma del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, emanato l’8 novembre 2011. Quelli lì, che forse capiscono qualcosa nel merito dell’argomento così importante che lei ha discusso, le danno sonoramente torto sulla PAS, sul significato del padre e sulle eque frequentazioni. Non le parlo di Mantenimento diretto (dibattuto in quell’ambito) perchè non voglio spostare la ‘quaestio’ in ambito finanziario.
    Se non conoscesse il citato documento, sarà mia cura portarglielo a conoscenza. Si stia bene. Carlo Zeuli

  • raffaele

    La ringrazio per aver pubblicato il mio commento. Aggiungo altre considerazioni. Quello che vorrei chiedere inoltre a Luisa Betti è cosa c’entra la lotta “contro la violenza sulle donne” con le tematiche della sinistra. Ammesso e non concesso che la lotta al crimine-e la violenza è un crimine- sia compatibile con le lotte proprie della cultura di sinistra-e non è compatibile in quanto è una tematica propria della Destra-perchè diversificare la gravità della violenza in base al sesso di chi la subisce e di chi la compie dando la priorità quando la vittima è lei e l’aggressore è lui? Non le chiedo di considerare le tante e tante forme di violenze, spesso anche subdole, esercitate da donne contro uomini, in quanto voi femministe siete androfobe(eccetto verso i vostri zerbini maschi pentiti e verso i maschioni prestanti e muscolosi), ma almeno di considerare quelle violenze, talvolta invisibili e subdole ma devastanti, commesse da donne verso altre donne. Per voi femministe le donne vittime di altre donne sono vittime di serie B.

    Quindi la vostra lotta contro “la violenza maschile sulle donne” oltre ad essere una causa sessista, è anche interclassista, quindi incompatibile con la cultura di sinistra. In questo articolo scritto da un militante Antifemminista di sinistra è spiegato dettagliatamente il perchè:

    http://ilvolodidedalo.blogspot.it/2010/11/femminismo-sinistra-vera-e-sinistra-ogm.html

    Non esiste nessuna “violenza di Genere”, quindi non esistono i “femminicidi”, esistono invece gli omicidi e altre violenze varie, che vedono vittime sia uomini che donne, a prescindere da chi tra uomini e donne commette più violenza. Le principali vittime di omicidio e altre violenze varie sono maschili(in Italia, solo per far un esempio, le vittime di omicidio sono al 75%-80%), pertanto anche se gli autori di violenze fossero solo uomini-e non è affatto così-comunque le principali vittime rimarrebbero maschili, pertanto in questa società che voi definite “maschilista”, si uccide e si compiono violenze più verso uomini che donne, cioè i “cattivi” uomini uccidono e commettono violenze varie più verso uomini che non donne. E comunque non sono solo gli uomini a commettere violenze, tutti gli studi di accreditate università, riviste scientifiche e quant’altro, attestano e confermano che la violenza tra uomini e donne è pressochè equa e reciproca, pur manifestandosi in forme e modalità non sempre uguali fra i due sessi. Le “ricerche” dell’ Istat sulla violenza contro le donne non sono affidabili in quanto sono “statistiche di Genere”(come ammesso dall’ Istat),commissionate e finanziate da organi femministi(come il ministero delle sedicenti “Pari Opportunità”) al fine di accreditare, quindi, le tesi precostituite femministe secondo cui le donne sono “buone e vittime” e gli uomini sono “cattivi”.

    Il movente di “Genere” che voi attribuite ad omicidi e stupri contro donne è pura e perversa fantasia femminista mai suffragata a livello giudiziario nè scientifico, nessuno uccide o stupra una donna “in quanto donna”, a meno che non sia uno psicopatico killer o stupratore seriali, ma questi sono casi particolari, e non vi riferite certo a questi casi quando parlate di “violenza di Genere”. Un uomo può uccidere una donna per le stesse motivazioni per cui una donna può uccidere un uomo: cioè gelosia, rabbia e disperazione per un rapporto interrotto e con conseguenti feroci contenziosi su questioni come casa, mantenimento e affidamento dei figli,motivi di interesse economico o di eredità, lite culminata in tragedia, e così via. Allo stesso modo un uomo abusa sessualmente di una donna per lo stesso motivo per cui un uomo sessualmente di un altro maschio(si veda ad esempio gli stupri in carcere, e i bambini maschi vittime di pedofilia) e per cui una donna adulta abusa di un bambino o bambina, o di una femmina adulta. Allo stesso modo un uomo compie violenza domestica verso la propria compagna per le stesse motivazioni per cui una donna compie violenza domestica verso il proprio compagno, e per cui in una coppia gay o lesbica uno dei due compie violenza verso l’altro partner(a violenza in coppie gay e lesbiche è molto diffusa, e lo confermano tutti gli studi in merito, studi pubblicati sui siti di associazioni gay e lesbiche). Se esistesse la cosiddetta “violenza di genere”, cioè quella violenza che secondo il femminismo è frutto di un esercizio di dominio del maschile verso il femminile, e che stando alla stessa propaganda femminista è da identificarsi nella violenza passionale, domestica e sessuale, allora questa dovrebbe manifestarsi rigorosamente ed esclusivamente a senso unico-cioè da parte maschile verso la parte femminile- e invece vediamo che si manifesta anche a parti invertite e tra coppie dello stesso sesso,a prescindere da quale tra questi suddetti contrsti si manifesta maggiormente.

    Pertanto la teoria violenza di genere-che purtroppo si sta accreditando a livello istituzionale(basti pensare che in vari paesi dell’ Occidente sono state fatte e si stanno impostando leggi sulla presunta “violenza di genere”), alla faccia di chi dice che il femminismo non stia al Potere- è una frode femminista volta a criminalizzare il sesso maschile, quindi una lotta interclassista contro il maschile a prescindere dal ceto sociale e dalle particolare condizioni umane dell’ individuo in questione.

    A morire sul lavoro sono in gran parte uomini(97%), lo sa? E questo perchè oggi come ieri è toccato sempre agli uomini assumersi i compiti più ingrati e rischiosi sono stati sempre gli uomini, e continuano sempre loro ad esserlo perchè la “parità” e l’ intercambiabilità per voi femministe vale solo nelle mansioni e nei ruoli non rischiosi e di potere, mica anche nelle fogne, sulle impalcature, nelle acciaierie, nelle miniere e quant’altro! Lì ci sono solo “oppressori” uomini e gran parte dei quali minuti ed esili, di donne, anche quelle più forte e robuste, manco l’ ombra. Questa sarebbe la società “maschilista” a misura di maschio? Non si è mai visto che l’ oppressore e il privilegiato muoiano o rischiano al posto dell’ oppresso, dello schiavo. Eppure il Femminismo, capovolgendo la realtà e la Storia del passato, ha fatto credere che sia così e che sia stato così. Una frode femminista, questa, che è stata smascherata sin da quando è nato il femminismo,ma che ciò nonostante si è diffusa e radicata nel popolo bue fino a diventare Verità a furia di essere ripetuta migliaia e migliaia di volte, secondo i dettami di Goebbels che insegnava: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.”. Con successo. Con altrettanto successo ha fatto la propaganda femminista.

    Pertanto quando voi vi accanite contro i padri separati e contro milioni e milioni di uomini descrivendoli come probabili “carnefici” tra le mure domestica, state criminalizzando persone in gran parte appartenenti a quelle classi e fasce sociali basse che come tali dovrebbero essere care alla sinistra.

    Pertanto, cara Luisa Betti, voi femministe siete libere di fare le vostre battaglie contro gli uomini e contro i poveri padri separati che sono in gran parte operai, lavoratori medi, precari e disoccupati, ma non avete nessun diritto di farle in nome della sinistra appropriandovene abusivamente. La vostra riformulazione della lotta di classe in lotta di Genere è una frode.

    Anche se voi farete bocciare il ddl 957, come purtroppo accadrà, il Femminismo un giorno verrà cestinato nella spazzatura della Storia.

    Cordiali saluti
    raffaele

  • Elisabetta (Julie Vignon)

    Nell’articolo, e mi limito alla considerazione di quello, non viene richiesto alcun tipo di intervento censorio da parte delle autorità o delle stesse società che gestiscono spazi web, Facebook in primis.
    L’articolo è una denuncia molto ben circostanziata di uno spaccato, decisamente organizzato e foraggiato, di internet, che inneggia alla violenza sulle donne, a maggior ragione se femministe, minaccia più o meno velatamente, denigra e diffama.
    Per non parlare della clonazione, reteirata e costante delle pagine o siti che si dedicano alle questioni di genere o che addirittura offrono supporto alle donne vittime di maltrattamenti.
    Punto.

    Sicuramente si pone un problema; cosa fare? Come riuscire a tutelare la libertà di espressione con la tutela della propria esistenza (perché mi pare scontato che violenze, soprusi, discriminazioni, stupri e femminicidi hanno una radice culturale, una legittimazione sociale che passa anche attraverso i canali di comunicazione di massa).
    Possibile che la prima reazione all’articolo di Betti, drammatico e grave nello scenario che descrive, sia quello del “dagli alla censura e ai roghi virtuali e ai respingimenti via web, viva viva la libertà di espressione?”
    Mi riferisco al commento di Fabio (ma sei Fabio del blog statodialterazione?).

    Certo che esistono delle tutele giuridiche (diffamazione, minacce, ecc.), ma capite bene che buona parte delle attiviste che hanno un blog e lì tentano di fare politica non hanno la possibilità di affrontare querele e iter burocratico-giudiziari. A volte sono studentesse, a volte precarie, a volte hanno una vita complicata per cui andare da un avvocato o recarsi alla polizia postale per sporgere denuncia non è così semplice e immediato come si potrebbe pensare.
    Spesso questi spazi virtuali, preziosi nel loro piccolo, chiudono, pressati all’angolo da stalker digitali e clonatori. Questa la chiamate libertà di espressione?
    La libertà di espressione di un invididuo non corrisponde alla libertà di esprimere contenuti che comprimono non solo la stessa libertà di espressione, ma minacciano la stessa sopravvivenza di un altro individuo e rappresentano l’humus di cui si nutre la violazione dei diritti umani fondamentali.

  • Paolo1984

    io sono contro ogni censura, credo che le idee aberranti si combattono con altre idee e non con i divieti, ma libertà di espressione non è libertà di clonare siti ritenuti “avversi” e non è libertà di minacciare coloro che non la pensano come noi

  • Emi

    Chi nega che alineare un bambino è un abuso sull’infanzia è feccia, così come chi cerca di negare che la pedofilia è un abuso sull’infanzia

  • Luisa Betti

    G.le Raffaele, anch’io La ringrazio davvero perché Lei, con questo intervento, conferma che tutto ciò che è scritto nell’articolo sopra, ha pieno fondamento. Grazie

  • sergio da Taranto

    Ogni bambino ha il diritto di avere il papà,la mamma e 4 nonni, chi toglie i genitori ad un bambino è violento e fà violenza ai minori.
    Come dichiarato da più Procure Italiane, cito ad esempio la Procura di Bergamo,il Pm Carmen Pugliese, l’80% delle accuse delle donne nelle separazioni sono false e strumentali….La Procura di Sanremo,il Pm Barbara Bresci ha dichiarato che elvatissime sono le false accuse strumentali di stalkig nelle separazioni…questa è violenza!….In Italia 4 milioni di padri separati,800mila vivono nell’indigenza, allontanati dai figli, dalla propria casa, vivono nelle caritas,dormono sulle panchine dell’aereoporto di Linate…padri/uomini portati all’esasperazione…questa è violenza…….Per non parlare della violenza che quotidianamente fanno giornali e Tv che, invece di fare informazione,fanno formazione…..questa, è violenza…….ma tutto questo, cosa c’entra con l’affido condiviso che, deve garantire a tutti i bambini di avere il papà,la mamma e i 4 nonni?……voi, siete violenti e tirate fuori ragionamenti e discorsi di natura solo politica e lobbistica……..voi, giornali e Tv state violentando la famiglia,i padri i bambini ma, anche le madri……Si anche le madri, xkè fatto fuori il papà e i 4 nonni….diventa più facile togliere alle mamme i figli e rinchiuderli nelle case famiglia…..questa è violenza.

  • laura

    “Certo che esistono delle tutele giuridiche (diffamazione, minacce, ecc.), ma capite bene che buona parte delle attiviste che hanno un blog e lì tentano di fare politica non hanno la possibilità di affrontare querele e iter burocratico-giudiziari. A volte sono studentesse, a volte precarie, a volte hanno una vita complicata per cui andare da un avvocato o recarsi alla polizia postale per sporgere denuncia non è così semplice e immediato come si potrebbe pensare.
    Spesso questi spazi virtuali, preziosi nel loro piccolo, chiudono, pressati all’angolo da stalker digitali e clonatori. Questa la chiamate libertà di espressione?”

    Quoto quanto detto da Elisabetta.
    Senta Elisabetta: e quando tutto questo viene compiuto contro donne ad opera di altre donne?
    Sarei curiosa di conoscere la sua opinione in merito.

    Cordialmente, Laura

  • pietro

    questo è quanto asserisce l’ordine degli psicologi in merito ai minori rispetto a cosa gli faccia bene e di cosa no…. mi chiedo ma i ddl presentati da IDV e da PD tengono conto ANCHE di quanto esplicitamento asserito dall’ordine degli psicologi… a me sembra non proprio e o non con sufficiente chiarezza…. http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20Ordine%20degli%20psicologi.pdf questo documento potrebbe essere utile anche a chi lavora nell’ambito della psicologia specie se è iscritto all’ordine … gli psicologi che a mio avviso non condivide in calce cio che l’ordine stabilisce puo anche cambiare mestiere e o non occuparsi di tutela minori…. io mi aspetto che il 100% degli psicologi iscritti all’albo coerentemente ripetano fino alla noia a tutti e in ogni dove i contenuti di questo documento e che la politica mentre propone ddl costituzionalmente compatabili (la costituzione dovrebbe essere la mamma di tutte le leggi) e quindi rispettose dell’art 3 della C.I. siano rispettose di quanto ha asserito l’ordine degli psicologi…. in merito alla preparatissima giornalista che ha redatto questo articolo mi permetto solo di chiederle… ma i numeri da dove li ricava …. ve li manda il cern di ginevra … onestamente non siete la mia giornalista preferita e solitamente non leggo i suoi articoli e non compro i giornali su cui scrive… democraticamente parlando .. quindi i giornali su cui lei scrive potenzialmente vendono sicuramente un giornale in meno… quello che io non compro….

  • DonnaD

    Sempre la solita gente sempre la solita solfa, e li vedi commentare dalla Zanardo, e poi rompono alla 27esima ora, poi nei blog che però hanno la fortuna di poter scegliere chi approvare e chi meno, sempre le solite persone i finti padri separati (dico finti perchè quelli veri stanno fuori da queste logiche criminali e malate), quelli che fingono di fare la lotta di classe contro il femminismo e quelli con le false accuse! Sono maniacali, ossessivi, ti impongono la loro presenza e il loro punto di vista, parlano di te come se ti conoscessero da una vita, ti stanno con il fiato sul collo, ti screenshottano e trasformano ogni tua parola nella loro visione arretrata e maschilista del mondo! Se con chi neanche conoscono si comportano da stalker non osiamo immaginare con le loro compagne o ex cosa fanno!

  • sergio da Taranto

    permettetemi di inserire questo link …. http://violenza-donne.blogspot.it/ ..troverete oltre 4mila notizie di donne Italiane che hanno ucciso e violentato mariti,compagni e bambini…..Coloro che parlano di violenza sulle donne,e non della violenza, sono persone ipocrite.
    Della violenza delle donne, nessuno parla….forse xkè lì i finanziamenti non arrivano…Questa è violenza.

  • pierto

    gentile luisa avevo fatto un commento che forse non è piaciuto ed è stato censurato dal moderatore…. come al solito le domande imbarazzanti e asserzioni logiche e scontate danno un po fastidio…
    cosa intende dire nel suo commento dove dice che :

    Io vedo solo una donna, Laura, commentare contro il PD. E fuori di qui, di donne scontente del DDL 957 ne troverà milioni e milioni. Gli emendamenti del PD piacciono alle donne, perché più rispettosi dei bambini rispetto al DDL 957. Se ne faccia una ragione.
    intanto gentile giornalista si ricordi che ci sono anche donne che sono le mammee o le sorelle e o le amiche di uomini che lei al solito stereotipizzato modo descrive oltre a esserci donne intelletttualmente oneste che prenderebbero le dovute distanze dai contenuti dell’aricolo di cui sopra…

    quindi la legge deve piacere solo alle donne?
    cosa hanno in piu le donne rispetto agli uomini per stabilire cosa è piu rispettoso o no per i bambini?
    quindi qualcuno continua a dimenticare art 3 della costituzione e distingue come non dovrebbe fare U e D e per essi si prevedono diritti e doveri diversi…

    ce solo una donna perchè probabilmente il moderatore cestina tutti i commenti che le danno torto come ha fatto con il commento che ho inserito qualche ora fa che è stato censurato!

    gentile giornalista si ricordi e lo tenga presente che una menzogna anche se ripetuta 1,10 e 100 volte resta sempre una menzogna come sono delle mensogne strumentali i numeri che lei titra fuori… se lei fosse stata minimamente corretta avrebbe fornito (alla fine dell’articolo)la sorgente degli articoli a cui si riferisono certi numeri che lei tira fuori… a me personalmente i numeri che lei cita sembrrano presi dall’acceleratore di particelle di ginevra… forse considera i lettori a cui si rivolgono i suoi articoli stupidi e non sufficientemente capaci di interpretare i dati presi direttamente alla fonte? perdonameti gentile giornalistalei è esperta di questa problematiche e o è competente a parlare?mi spiego lei è un avvocato?un assistente sociale?uno psicologo?uno statistico?un sociologo?un ctu,un ctp… insomma lei parla in nome di una competenza guadagnata effittivamente sul campo che qualcuno ha misurato oppure parla di certi argomenti in nome di un esperienza che lei e solo lei pensa di avere e di proporli alla sua maniera molto stereotipizzata?ce ancora differenza nel mondo giornalisico tra persone competenti a parlare di un argomento e persone semplicemente esperte di certi argomenti… cioè essere giornalisti vi autorizza a parlare di tutto come se fosse tutto riconducibile al semplice raccontare fatti di cronaca rosa e o di oroscopi?… gentile giornalista chi ha misurato oggettivamente del giornale presso cui scrive la sua reale capacita di fotografare dei fatti sociali e raccontarli con degli articoli?personalmente io non la preferisco come giornalista e democratiamemte i giornali su cui lei scrive come giornalista vendono sicuramente una copia in meno quella che io non compro… la leggi devono essere costituzionalmente compatibili (la costituzione è la mamam di tutte le leggi) e U e D rispetto auna legge non devono essere discriminati (questo è la prima peculiarita che una legge deve avere per essere costituzionalmente compatibile) quindi nel passare in temini di legge dai panni di una donna a quelli di un uomo non deve cambiare niente in questo passaggio teorico non ci si deve guadagnare e ne perdere niente. ma il punto è un altro… non è rivendicare l diritto di un genitore a fare il padre e o la mamma è il diritto del figlio alla bigenitorialita… il bambino e il destinatario del diritto e non l’oggetto del diritto… quindi è lui che deve essere l’oggetto della tutela e non la donna in quanto genitore creduto ingiustamente genitore per eccellenza… come si fa una legge che sia costituzionalmente compatibile è solo un fatto tecnico ammesso e non concesso che in italia sia ancora la costituzione italia il punto di partenza per ogni nuova legge che si decide di varare… cosa è salubre per il minore lo ha gia stabilito l’ordine degli psicologi e lo ha detto l’8/11/2011 dove ha affermato che l’affido condiviso fa bene al minore.sicuramente mi aspetto che gli psicologi che sono iscritti all’albo degli psicologi in calce cio che l’ordine ha reso noto rispetto alla salubrita per i figli dell’affido condiviso… gli psicologi che non condivono tale fatto importante reso pubblico dall’ordine degli psicologi posso tranquillamnte cambiare mestiere e andare e o a scavare le patate e o alla nasa(in qualsiasia altro posto a lavorare) a sostenere i perche e i percome non condividono la posizione presa dall’ordine degli psicologi…. il signore Andrea Mazzeo Scrive:
    26 luglio 2012 alle 15:39

    La vera questione è che questi pazzi scatenati che si nascondono dietro i falsi profili sono in realtà foraggiati dalla lobby dei padri separati che a suo tempo ha fatto approvare la legge 54 (che bisogna rivedere al più presto perché è una legge sbagliata) e che difende solo e unicamente il proprio protafogli (corsi di formazione sulla PAS, corsi di formazione sulla mediazione familiare secondo la teoria della PAS, consulenze a peso d’oro per padri pedofili con diagnosi di PAS a donne e bambini che loro non hanno mai sottoposto a visita – tecnicamente si chiama falso ideologico; io so di una consulenza così formulata, fatta da un medico che è sotto processo per abusi alle figlie minori, al modico presso di 15.000 euro).

    gentile signor andrea a mio avviso lei sta dicendo una cosa molto grave… lei sembra essere a conoscenza che qualcuno o qualcosa abbia pagato qualcun’altro per far passare una legge dello stato… lei sei rende conto di quanto grave è l’asserzione che ha fatto?
    lei fa un minestrone unico… non so cosa fa nella vita e come si procura reddito… non parla come uno psicologo ma parla come uno che di psicologia non ne capisce granche… insomma non mi l’impressione di essere uno che capisce di psicologia piu di quanto ne capisco io… mi spiego… che relazione ce tra pedofilia e PAS… quale è la relazione logica che porta partendo da un ipotesi che porta a concluere con certezza all’altra? perchè parla di falso ideologico?lei è iscritto a qualche albo di categoria ed è costretto ad avere atteggiamenti professionali eticamente compatibili con il codice deontologico di questa e o quella categoria?l’ordine degli picologi ha detto che fa bene la 54/2006 perchè lei dice che è una legge sbagliata?chi è lei per dire che la 54/2006 è sbagliata se l’ordine degli as ha detto che fa bene al minore?lei non puo essere uno psicologo (e quindi iscritto a suddetto ordine)perchè mai si permetterebbe in pubblico di dire che l’affido condiviso è sbagliato. sicuramente la gentile giornalista che ha scritto questa montagna di fesserie in maniera stereotipizzata e assolutamente non condiviibile non giudichera il sottoscritto ne violento e ne pedofilo solo per aver preso la distanza da chi fa informazione senza averne le competenze su certi argomenti… sicueramente per il futuro sapra scrivere articoli migliori di questo..

  • Gabriele Bartolucci

    Voi della sinistra pare conserviate solo l’etichetta: non avete argomenti di conversazione validi a motivare il tentativo di affossare la PDL 957: è invece evidente anche a chi nella sinistra ha creduto, ed in essa ha identificato le battaglie per la difesa dei diritti dei più deboli, che quello che più vi sta a cuore è il business di cui qui nessuno ha parlato, dei miliardi di euro che costa li Divorzificio con i suoi bei 230.000 tra separazioni e divorzi che annualmente garantiscono uno stipendio a chi dei diritti dei bambini ad avere due genitori se ne fregano: la parità dei diritti non passa dal mantenimento ma dalla equa ripartizione dei compiti genitoriali che sola e unica consente ad entrambi i genitori di assolvere direttamente i compiti di cura e di andare a lavorare ed essere autonomi ed indipendenti : non si sostiuisce un genitore con un assegno creando dei mantenuti sine die. Che fine farebbero tutti quei giudici e quegli avvocati che ora di divorzi campano e sulle liti lucrano se la gente smettesse di litigare? La verità fa male ed è finito il tempo in cui il popolo ignorante doveva fare quello che diceva il partito. Bella l’idea della lobby dei padri separati del Sig. Mazzeo: a quali si riferirà? ai potenti padri che dormono alla caritas? o ai Rockfeller che sono tornati a casa dei genitori? Se ci fosse la lobby dei padri separati non esisterebbe il problema separazione: confondere le lobby, per esempio quella degli avvocati, e dei magistrati..con l’associazionismo non l’aiuterà che a dimostrare una profonda ignoranza della differenza che passa tra le due cose: una riconosciuta dalla Costituzione Italiana, che a voi piace poco..l’altra no. Ora che siete venuti allo scoperto, vi tocca pagare il conto e il conto saranno un sacco di voti in meno ed un sacco di poltroncine da 30.000 euro mese in meno. Pubblichi anche quello che non condivide Luisa Betti : non ci sono insulti qui. E qualcuno mi risponda per cortesia: come mai il genitore che esclude l’altro violando l’ordine del giudice, non viene mai punito come meriterebbe? come mai il genitore che si inventa false accuse, magari aiutato da quelche centro antiviolenza in provincia di Firenze.., non viene mai punito? come mai nessuno di voi si è mai scandalizzato dei 32.000 minori che in Italia stanno fuori dalla famiglia? saranno tutti stupratori, psicotici e drogati questi genitori o magari c’è qualcosa che non va ma che rende miliardi a chi gestisce le case famiglia? Torno al principio: voi, con la sinistra, non c’entrate pià nulla.

  • http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/ Chiara Lo Scalzo

    Io chiederei a quei signori che sostengono a gran voce che la villenza è “bidirezionale” nella coppia, che non esiste la violenza di genere, come si spiega la cronaca degli ultimi sei mesi. Le donne uccise dall’inizio dell’anno ad oggi per mano dei propri compagni (e non delle loro compagne lesbiche, che sembra siano molto violente, ma a tutt’oggi non hanno ancora ucciso nessuno), sono un dato concreto e non inventato, come invece sono fluttuanti e inventate le cifre sui poveri padri indigenti vittime di un sistema che odia i bambini: un giorno sono 4 milioni, il giorno dopo diventano 8 milioni, per Sergio da Taranto ce ne sono 400.000 che vivono alla Caritas… E poi è l’Istat a non essere afidabile? E questi dati cosa sono? Chi è Sergio da Taranto che spara cifre a caso, con quale autorevolezza lo fa?
    Nessuno, né qui né altrove, ha mai sostenuto che tutti gli uomini sono violenti o che tutti i padri sono cattivi.
    Ma ci sono uomini violenti, e ammetterlo non li include “tutti”.
    “Un uomo può uccidere una donna per le stesse motivazioni per cui una donna può uccidere un uomo: cioè gelosia, rabbia e disperazione per un rapporto interrotto e con conseguenti feroci contenziosi su questioni come casa, mantenimento e affidamento dei figli,motivi di interesse economico o di eredità, lite culminata in tragedia, e così via.” In linea di principio, potrebbe essere così, ma di fatto sono le donne a morire, caro signor Raffaele, e potete riempire pagine e pagine sulla bidirezionaità della violenza, ma se le vostre belle parole non trovano alcun riscontro nei fatti… Dove sono i padri uccisi? Chi ha imboscato i dati sui poveri padri trucidati quest’anno?

  • Anna da Savona

    Ho letto l’articolo, ho letto i commenti e francamente, da donna di sinistra ( non PD ci tengo a precisare), mi senti profondamente offesa da quelle donne che, dietro la bandiera del femminismo vecchia maniera si sentono in “dovere” di fare la guerra agli uomini; si le statistiche dell’ONU parlano chiaro, ma al 5% dei casi di violenza sugli uomini, manca quella percentuale sommersa che sono i casi di violenza subita e non denunciata…per orgoglio maschile, per vergogna….Io sono contro la violenza, ma alla violenza a 360 gradi: sono contro alle donne che uccidono i figli ( a cui, poi, viene sempre data una scusante di tipo psicologico ),sono contro la violenza maschile sulle donne ( anche se poi ci sono certe donne che girano per strada vestite, o meglio SVESTITE in modo oltremodo provocatorio), sono contro alla violenza sugli anziani e sugli animali ( abolirei volentieri la caccia), ma soprattutto sono contro le donne che vogliono farsi MANTENERE a vita da chi (sfortunatamente) le ha sposate….ma insomma un pò di orgoglio per la miseria!!!! Abbiamo voluto la parità ci stiamo ancora battendo per la parità, ma allora dimostriamo che siamo in grado di lavorare e non di farci mantenere prendendo come scudo umano i figli…” se vuoi vedere tuo (anzi MIO – perchè il bambino è una proprietà e non una persona secondo certe madri -) figlio mi devi dare più soldi….Senza contare chi,poi della separazionedivorzio, ne fa una vera professione e una fonte di reddito, donne pluri separate e con figli da 2o più uomini che per ogni figlio hanno un adeguato assegno di mantenimento, il fatto che poi questi figli siano parcheggiati dai nonni…bè questo è un dettaglio!!!!
    Se vogliamo che i nostri figli crescano con 2 genitori e 4 nonni come siamo cresciute noi, se vogliamo che non abbiano traumi di nessun genere, insomma se siamo davvero delle madri scrupolose e se soprattutto amiamo i figli, dobbiamo svegliarci e pensare che il tempo della guerra deve finire, che i figli non sono assegni in bianco e che se la nostra vita di coppia è andata ( scusate il termine) a puttane ( con tutto il rispetto), non ne devono subire le conseguenze i figli e per concludere…
    1) SI alla bigenitorialità
    2) SI all’affido condiviso
    3) SI all’ascolto del Minore sempre
    4) NO alla pas
    5) NO all’affido condiviso del Minore al genitore violento (accertato),
    padre o madre che sia
    Grazie

  • Laura

    Mi rivolgo soprattutto a Raffaele pregandolo, almeno lui, di non utilizzare il termine “femminismo” a sproposito.
    Quello che si legge e quello che viene attuato oggi nella guerra di genere nulla ha a che vedere con la nobiltà della lotta per l’uguaglianza dei diritti.
    Cordialmente
    Laura

  • fabio

    rispondo solo perché tirato in causa.
    Non sono il meme di nessuno, mi chiamo Fabio veramente e sono una persona. Trovo sempre un po’ misero non controbattere nel merito ma tant’è…
    Francamente non capisco dove si voglia arrivare.
    Lo so che il post della Betti parla dell’esistenza di questi siti, che io tra l’altro già conoscevo perché, grazie alle discussioni che ho iniziato a seguire proprio qui, ho fatto delle ricerche.
    Mi sono allarmato per il titolo, che ho trovato tristemente uguale alla soluzione che ora il potere adotta per risolvere i problemi: la repressione.
    Su internet ci sono dei contenuti che non mi piacciono? Creiamo una bella commissione di occhiuti che sbattano fuori questi contentuti da internet. Una bella commissione fatta di politici, preti, magistrati, giornalisiti, genitori, femministe. Sono però convinto che le femministe, forse, non ci sarebbero.
    Francamente poi, e lo ritengo proprio il sintomo dell’approccio sbagliato che avete, non capisco che sconvolgimento vi provochi il fenomeno dei siti clonati: è una violenza psicologica così insostenibile?
    Pensate che ci sono persone che teorizzano la personalità multipla, che ci sono opere (anche reali) addirittura realizzate da autori diversi che le attribuiscono allla stessa entità.
    Quello che più mi infastice è quello che nasconde questo atteggiamento, la negazione delle capacità di valutazione e discernimento di chi legge: non sei capace di capire dove sei capitato, cosa stai leggendo, c’è papà censore che ci pensa per te.
    Servirebbe una bella intervista agli avvocati dei brigatisti e del movimento che sono stati incarcerati e a tutti quelli che sono stati arrestati perché erano semplicemente dei redattori di riviste, e non facevano altro che scrivere parole.
    Io non scherzo sulle disgrazie altrui, vorrei sapere dove sta scritto nei miei interventi.
    Se è stato il riferimento all”immagine” l’ho preso dal suo primo commento.
    Ho notato solo una cosa interessante: su un blog femminista si fanno nei fatti riferimenti alla difesa dell'”onore” e su un giornale che dovrebbe criticare la società dello spettacolo si invoca la tutel dell'”immagine”.
    Ricordo anche, vista l’avvertenza in fondo al post, che una delle migliori provocazioni che si possano fare nei commenti è quella di tacciare l’interlocutore di ignoranza, citando i link di wikipedia o di enciclopedie a supporto. Lei non è una maestra, è solo una giornalista, cerchiamo di tenere a freno l’ego. Lascerò cadere la provocazione, perché so che funziona così e l’ho sempre trovata un po’ infantile.
    Io ritengo che una mela sia una mela e sia una mela: una mail è diversa da una bastonata, un fotomontaggio è diverso da un abuso, un pomodoro lanciato a un comizio è diverso da un colpo di pistola.
    Il web permette anche l’uso di questi strumenti: siti per attaccare o sostenere campagne, campagne di mail, ecc. Se lo si fa contro le multinazionali cattive va bene, negli altri casi no?
    Anni fa mandai una cartolina postale a palazzo madama per sostenere una nuova legge contro la violenza sulle donne, su iniziativa, mi sembra, di Franca Rame: ero violento anche allora perché inondavo di posta il Senato? E’ così diverso dal sommergere di mail un indirizzo di posta?
    Non mettiamo in testa idee strane e in mano strumenti potenti al potere ne ha già tante. possibile che in un codice penale scritto durante il fascismo che contempla anche il reato di “grida sediziose” non permetta agli interessati di tutelarsi?
    in merito a quanto scritto da elisabetta: il suo intervento pone problemi ma non indica zoluzioni, se non quella, mi sembra implicita, della solita commissione occhiuta di cui sopra. forsa la soluzione è aiutare queste donne a continuare le loro battaglie (anche perché chi ti clona non spegne il tuo sito), pensando che il tapparsi la bocca è una sconfitta. e pensando che le conquiste sono sempre faticose (è retorico ma è così). chi stava alla fiat negli anni ’50 nei reparti confino lo sa.

  • Luisa Betti

    G.le Pietro, la prego di moderare le sue accuse nei miei confronti, in quanto il suo commento non solo è stato passato ma soprattutto perché vorrei avere la possibilità di gestire questo blog con la serenità di una giornalista che non deve essere obbligata a seguire gli orari dei commentatori che sono ospiti e possono esprimere la loro opinione ma non insultare. Ricordando che, essendo questo un blog, il moderatore può cmq decidere cosa moderare o meno in quanto la responsabilità ricade su quest’ultimo e sulla testata, e ribadendo che la moderazione esiste appunto per questo e che la censura è un’altra cosa completamente diversa. Grazie.

  • Luisa Betti

    G.le Fabio, come chiarito nella postilla in fondo al pezzo: * Si fa presente che il titolo di questo articolo, “Fuori dal web chi istiga alla violenza”, è stato messo come “significativo contraltare” al commento messo e pubblicato accanto alla foto della senatrice Silvia Della Monica che recita: “Fuori dal partito chi fa male ai bambini”, e visibile qui sotto in basso. Dopo di che va da sé che la violenza in tutte le sue espressioni, che sia verbale, psicologica, fisica, sessuale, va combattuta e respinta con tutta la nostra energia. Sono convinta che per ragionare sia imprescindibile saper sostenere il confronto anche in presenza di un conflitto e senza trascendere. E’ un esercizio di civiltà per tutti e per tutte noi. Grazie

  • Enrico Senatore

    Laura, se lei è stata minacciata, offesa o picchiata da una donna, cosa le impedisce di denunciarla? Non c’è una legge che vieti la querela sulle donne. Quindi, se ha un problema di questo genere, lo denunci. Non vedo questo cosa c’entri con l’articolo della signora Betti, la quale, non so se ve ne siete accorti, ha oscurato i nomi dei soggetti che si prendono gioco dei senatori del PD. Quindi viene logico pensare che chi si sente toccato non fa altro che autoaccusarsi. Gli shot sulla senatrice sono lì a testimonianza che la giornalista nn si è inventata nulla.

  • Pier Luigi Traini

    Gentile (non molto) Sig.ra Betti.
    La ringrazio per il fatto che il suo articolo presenti tante e tali sciocchezze sin dalle prime righe che non sarà necessario andare oltre per comprendere chi si ha davanti, perdendo solo tempo.”Dove non fa differenza di che colore sei ma solo cosa pensi delle donne”.. “a dispetto della madre, e sprezzante del genere femminile”. Dovrebbe solo vergognarsi di ciò che scrive e della sua ignoranza (perché lei evidentemente ignora i valori e la natura dei movimenti di padri separati). Inutile aggiungere altro. Dubito infatti fortemente che lei, in virtù di un approccio evidentemente ideologico e strumentale alla questione, abbia interesse a comprendere la realtà complessiva di un movimento sano e portatore di valori positivi.
    L’unica considerazione seria che invece merita di essere fatta è verso la testata giornalistica che per la quale lei scrive. A prescindere da convinzioni politiche personali, bisogna riconoscere che “Il Manifesto” abbia contribuito, nella sua storia, al progresso sociale e culturale di questo paese, anche e soprattutto in termini di lotta al privilegio. Forse è giunto il momento di aprire gli occhi e comprendere che la spinta innovatrice di questo giornale sia esaurita. Così, chi lotta contro l’ingiustizia è da voi attaccato e chi tenta di difendere il privilegio (sulla pelle dei figli) è difeso. Che tristezza. Ma pazienza….riposi in pace il “Manifesto dei Conservatori”.

  • Luisa Betti

    G.le Pier Luigi, a Lei, come ad altri, faccio il caloroso invito a rivedere il Suo linguaggio, perché l’ignoranza è una brutta cosa ed evidentemente non mi sbaglio quando affermo che i toni e il linguaggio di certi “gruppi” è di un certo tipo, come lungamente descritto nel pezzo. Oltre a ciò, come già scritto, io e Lei, come altri, non abbiamo un rapporto personale, io non La conosco quindi La invito a non prendersi certe libertà con me neanche per scherzo e a imparare che nei rapporti formali ci son delle regole, la prima è la buona educazione, la seconda è la distanza. Se non ha argomenti su cui dibattere in maniera non offensiva, questo non è il posto per Lei. La spinta innovatrice di questa testata continuerà al di là della sua personalissima opinione, combattendo contro tutti i privilegi, anche quelli di genere.

  • laura

    Enrico Senatore: quotavo l’utente Elisabetta perchè parlava dei costi proibitivi per alcuni / alcune quando si tratta di difendersi dalla violenza altrui. In pratica chi non ha soldi è impossibilitato, di fatto, a difendersi. Quanto al resto è lei che scantona fuori dall’argomento e che fa dei processi alle intenzioni. Chi critica la pagliuzza nell’occhio altrui forse dovrebbe prima guardare la trave che è nel suo. Saluti.

  • Enrico Senatore

    Un movimento sano e portatore di valori positivi in cui alcuni soggetti ricattano i senatori con frasi del tipo:”Noi padri separati siamo 4 milioni e, se non cambiate questi emendamenti, non vi voteremo alle prossime elezioni” ce creano manifesti diffamatori, che valore positivo sta trasmettendo alle future generazioni? Che bisogna ricattare per ottenere qualcosa?

  • Claudia

    Se come asserisce Sergio da Taranto “Ogni bambino ha il diritto di avere il papà,la mamma e 4 nonni” e che “chi toglie i genitori ad un bambino è violento e fa violenza ai minori”, é ancora più esecrabile chi obbliga un bambino/ragazzo a frequentare un genitore o dei nonni violenti o inadeguati. Cito il caso di una ragazza mia allieva anni fa: il nonno la consegnava, fin dall’infanzia, a degli schifosi come giocattolo sessuale e il padre non diceva nulla. Secondo voi questa povera quindicenne doveva essere obbligata a frequentarli perché erano pur sempre suoi parenti??? Ma stiamo scherzando? Per fortuna ne era stata allontanata e pur tuttavia era psicologicamente distrutta, aveva ripetuti episodi di autolesionismo e suicidari. Secondo caso, meno grave. In fase di separazione il padre mandava messaggi minatori alla figlia (me li ha fatti leggere), perché lei voleva stare solo con la madre. Il padre ha ottenuto il condiviso. Risultato: la ragazza nei giorni in cui era obbligata a stare con il padre mangiava solo schifezze(brioches, patatine) a scuola, perché il padre non si premurava né di avere un fornello in casa né di fare un po’ di spesa. Lui mangiava fuori e usciva la notte con ragazze poco più grandi della figlia. Era vero affetto quello del genitore per la figlia o piuttosto attaccamento ai soldi che non doveva versare alla moglie? Terzo caso. Liceale diciassettenne, un po’ con papà un po’ con mamma. Quando è con il padre deve fare tutti i lavori di casa, di sera non ha un orario anzi ormai si dà da sé il rientro a mezzanotte, altrimenti il padre se lo trascina per locali fino a ore impensabili e inconciliabili con lo studio e oltretutto dando un esempio squallido, in quanto il genitore frequenta tutta una serie di donne giovanissime. In pratica il liceale è più maturo del padre.
    Chiunque abbia a che fare con bambini e adolescenti sa che i primi da ascoltare sono loro. Sono inorridita da questi commenti che mettono avanti a tutto “poveri padri separati” che “vivono nell’indigenza, allontanati dai figli, dalla propria casa, vivono nelle caritas,dormono sulle panchine dell’aereoporto di Linate…padri/uomini portati all’esasperazione”, che in nome di questo giustificano anche la violenza. La legge sull’affido parla di affido di minori, è a tutela dei più deboli non degli adulti e proprio dai minori bisogna partire, bisogna ascoltare loro in primis. Da più di 20 lavoro con bambini e ragazzi, ormai almeno la metà dei miei allievi prova la sofferenza della separazione dei genitori, ma vedo anche nella pratica lavorativa tanti uomini assenti affettivamente e fisicamente, che spuntano magicamente fuori a rivendicare i loro diritti solo quando paventano il rischio di pagare. La separazione è un depauperamento per tutti i componenti della famiglia, una povertà economica, morale, affettiva. Smettiamola una buona volta con le lagne del povero papà, ricordiamoci che padri e madri sono adulti, i più fragili e con maggiori conseguenze per il loro futuro sono i ragazzi … a loro la parola. Solidarietà alla giornalista Luisa Betti e a tutti i senatori e senatrici che mettono l’interesse dei minori al primo posto e non gli squallidi calcoli e ricatti degli adulti facendosi forza di teorie strampalate di importazione, dietro le quali spesso ci sono altri calcoli economici.

  • laura

    Ovviamente se qualcuno ha consigli su come difendersi dalla violenza altrui a costo zero (o perlomeno affrontabile da chi si guadagna onestamente da vivere e prende uno stipendio normalissimo, dovendo però con quello pagarci: affitto, cibo, bollette, tasse, etc.) sono dispostissima a riceverne.

  • Silvia

    Ma per favore, Ma quale censura? Qui si parla di violenza, veicolata da gruppi-sette molto attivi sui social network e nella rete in generale. Questi individui, inoltre, ed alcuni commenti che leggo lo confermano, non sono affatto in grado di sostenere un dialogo con chi rifiuta le loro tesi farcite di mosoginia ed odio verso le donne.

  • Paolo1984

    Annada Savona, il passaggio sulle donne vestite in maniera “oltremodo” provocatoria se lo poteva risparmiare. Una donna può vestire come vuole, nessuno deve allungare le mani senza il suo consenso.
    Per il resto, nessuno dice che le donne sono tutte buone e non violente, uomini e donne sono pari moralmente e intellettualmente nel bene come nel male però sulle separazioni c’è un fatto: i bambini sono “collocati presso la madre” già durante il matrimonio in prevalenza e al padre sta bene così. Tutta questa voglia di stare coi bambini viene fuori solo dopo la separazione di solito, con tutto il rispetto per quei padri, separati e non, che si sforzano di essere presenti lavoro permettendo
    Dopodichè, a tutti i misogini: se pensate che le donne siano tutte avide profittatrici (ma non è vero, le donne non sono nè meglio nè peggio degli uomini) nessuna legge vi obbliga ad avere storie sentimentali con loro

  • Fabiana Simi

    E’ incredibile leggere certe considerazioni proprio qui sul manifesto.
    Evidentemente il germe del politicamente corretto ha colpito anche qui, e come!
    La violenza contro le donne è un problema serio ma quello che scrive Luisa Betti rasenta il nazismo. Si vergogni, come donna, madre, compagna mi dissocio totalmente da questa visione che se non fosse ridicola sarebbe drammatica.

  • Pier Luigi Traini

    Gentile (lasciamo perdere) Sig.ra Betti,
    “ignorante” è, per definizione, una persona “che ignora”. Come giornalista, si spera lei lo sappia. Le ripeto che, le affermazioni che lei fa nel suo articolo sono evidentemente solo dettate dalla non conoscenza della materia trattata e delle persone (queste si!) da lei realmente offese. Lei dunque è un’ignorante, perché semplicemente “ignora” la realtà. Nessuna offesa (da parte mia…casomai, mediti sulle sue parole sprezzanti).
    Per il resto, ha ragione, mi correggo, al fine di non offendere i “conservatori” (sempre a prescindere da mie convinzioni personali), averi dovuto dire “Manifesto dei Reazionari”.
    Saluti

  • luca

    Egregia Betti

    trovo l’immagine incriminata (“fuori dal partito chi fa male ai bambini”)..
    la apro e leggo:

    PER UN AFFIDAMENTO REALMENTE CONDIVISO
    E PER REALIZZARE I DIRITTI DEI FIGLI:

    • Far ricadere sui figli le responsabilità della separazione
    o collocarli al centro della coppia?

    • Piazzarli in una casa sola
    o farli sentire a casa loro in entrambe le case di papà e mamma?

    • Dividere i compiti di cura tra i genitori
    o far pagare un genitore dall’altro perchè provveda a tutto?

    • Far vivere la quotidianità con entrambi i genitori
    o continuare con il diritto di visita?

    • Informare la coppia tempestivamente sulla mediazione
    o lasciarla andare a scannarsi in tribunale?

    • I nonni dei figli dei separati sono risorse affettive
    o meri pagatori di rate del mutuo della casa?

    Noi, diciamo NO agli emendamenti killer del ddl 957 presentati da un drappello di Senatori del PD, che vogliono restaurare la gestione esclusiva dei figli ad un solo genitore dopo la separazione.

    Noi diciamo a questi signori FUORI DAL PARTITO! — ”

    ………………….

    lei dice: * Si fa presente che il titolo di questo articolo, “Fuori dal web chi istiga alla violenza”, è stato messo come “significativo contraltare” al commento messo e pubblicato accanto alla foto della senatrice Silvia Della Monica che recita: “Fuori dal partito chi fa male ai bambini

    egregia, la contrapposizione è errata, perchè chi non vuole la bigenitorialità, ostacola i nonni, è contro l’affido condiviso ecc.. indubbiamente fa male ai minori, ma non di certo devono uscire da un partito, sarebbe auspicabile uscissero proprio dal Senato.

    ………………..

    fatta questa premessa, io personalmente ritengo inutile tutta questa bagarre che si sta facendo.

    non vedo nel suo articolo nulla riguardo gli emendamenti presentati dalle varie parti in questione, nulla che sia riconducibile al discorso principale.

    ..poi ovviamente ognuno fa il giornalismo che gli pare

    cordialmente la saluto.

  • pierto

    gentile signora e o signorina luisa a mio modesto parere lei con questo articolo non mostra di essere innovatrice in niente… pensa che i lettori a cui si dovrebbero rivolgere gli articoli che lei scrive siano stupidi?semplicemente lei se la canta e se la suona come gli pare in nome di una corrente innovatrice che non è innovatrice di niente ma che al contratrio vuole continuare a sostenere su un sistema che riguarda la tutela dei minori e dell’affido di essi che è palesemente ingiusto soprattutto ingiusto per i figli,le ovvie implicazioni di un sistema ingiusto sono il buisness che ne consegue che fa muovere milioni di euro di buisness e le caste che si dissetano di questo buisness (sempre fiorente anche con l’attuale crisi economica in corso)non sono interessate ai bambini e o alle donne ma sono semplicemente interessati a fare in maniera tale che questo buisness non muoia… … gentile signora nessuno è stato violento con lei nel dissentire con fermezze che il suo articolo non fa informazione ma fa formazione pilotata …. vi avevo rivolto delle domande a cui non avete dato risposta… le riformulo… basta essere un giornalista per parlare di tutto anche di materie dove spesso per parlare basta autoattribuirsi un esperienza (mai misurata oggettivamente da nessuno neanche da un titolo di studio specifico) e in nome di questa esperienza (vera e o presunta)parlare di questo e o quel fatto di una certa importanza?
    esiste ancora un limite tra essere competenti a parlare di un certo argomento e o essere semplicemente esperti… cioe ci si smarca dalla competenza che bisogna avere per parlare di certi argomenti con la scusa di essere giornalisti esperti?
    gentile signora perchè non ha scritto un articolo sulla particella di dio… perchè non si occupa degli orsoscopi perchè non scrive su argomenti di cronaca rosa… infondo lei non mi sembra che sia un avvocato e parla di leggi giuste e o sbagliate… lei non è uno psicologo criminolo e riesce a dire che tante persone di questo o quel gruppo sono persone etc etc etc … lei non è uno statistico e cita numeri a caso senza fornirne la fonte… del resto farebbe probabilmente come giornalista la stessa bella figura che ha fatto con la scrittura su queste problematiche se lei scrivesse un articolo sulla particella di dio scoperta al cern di ginevra perche immaggino che come non è un avv come non è uno psicologo come non è unoi statistico non è neanche un fisico… al di la del fatto che lei ha trattato alla corlona certe problematiche con questo articolo e riuscita a fare anche peggio di quello che fanno gli uomini a suo dire violenti di certi gruppi dove questi scrivono … mi chiedo… per quale motivo gli psicologi che sono negazionisti della PAS non vanno in televisione e ci mettono anche la faccia e un nome mentre si lasciano andare a certe esternazioni?
    chirameamente mi aspetto che psicologi che prendono una posizione palesemente in antitesi rispetto a quella presa dall’ordine degli psicologi rispeto alla 54/2006 questo intervenga e inviti il dissidente ad abbandorare l’ordine degli psicologi…
    l’ordine fa un patto in rappresentanza dei suoi iscritti tra le istituzioni a cui riferise e l’utenza a cui si rivolge… un codice deontologico è l’unico motivo che giustifica l’esistenza degli ordini… se l’ordine detta dei comportamenti i suoi iscritti lo devono accettare in toto senza se e senza ma altrimenti non ha un senso avere degli ordini di categoria.
    ripeto… lei come giornalista sara (e lo è sicuramente)anche brava personalmente non condivido il suo modo di fare informazione e sicuramente le testate su cui lei scrive venderanno una copia in meno quella che io non comprero…quest articolo lo conservero con molta cura e lo daro in lettura alla mia mamma alle mie sorelle alle mie zie ai mie fratelli alle mie amiche e a tutti i mie conoscenti U e D e ne daro amplia diffusione… come daro amplia diffusione ad articoli e proposte di legge fatti da chi la pensa in maniera diversa dal sottoscritto… non ce modo migliore per contrastare certe ideologie se non utilizzando le stesse parole che questa usa per sostenersi… con questo vi saluto e vi auguro buon natale

  • Serena

    I commentatori ‘fumantini’ sembrano molto punti nel vivo e dimostrano una singolare violenza verbale.
    Non mi risulta che i padri separati normali (ovvero non violenti) mistifichino dati e considerino normale insultare chi osa contraddirli fino ad arrivare a velate (manco tanto) minacce.
    Forse è il caso di aprire gli occhi e capire chi c’è dietro e cosa davvero voglia chi si proclama a favore della famiglia ma chiede la diminuzione dei diritti di donne e bambini.

  • luca

    IDV Toscana, mi scusi non avevo visto la sua domanda..

    Riassumendo:
    – io dico che la violenza contro le donne fatto grave da sopprimere nulla ha a che vedere con l’affidamento condiviso;
    – lei mi chiede come faccio a sostenere ciò.

    Io sostengo ciò in quanto penso che:
    a chi fa violenza sulle donne, a chi la fa sugli uomini, a chi è mafioso, a chi mette le bombe, a chi spara, a chi fa le rapine ecc.. ecc.. ecc. gli si deve togliere la libertà, che qui alle volte sembra di essere nel paese “dei balocchi”.

    Con questo non voglio dire che le pene devo essere dure, siamo in un paese civile e avanzato e le pene devono essere serie che è un’altra cosa, non che chi è condannato a 30 anni dopo 10 tra attenuanti condoni prescrizioni e chi più ne ha più ne metta è fuori. Serietà vuol dire certezza della pena.

    Una volta che il soggetto è dentro, di certo non mettiamo dentro anche il figlio per garantire la bigenitorialità, al limite il soggetto detenuto e/o l’altro genitore qualora lo ritenga opportuno fa domanda al giudice il quale valuta se concedere un diritto di visita.

    Ora come ben saprà il “diritto di visita”, attualmente, viene usato in contesti ben differenti… e non aggiungo altro.

    Cordialmente la saluto.

  • Gabriele Bigliardi

    Sign.rina Betti,

    io come attivista mi sento molto offeso da quello che ha scritto: nella conclusione lo trovo addirittura di livello “ideologico nazista strafottente”. -> “Chi tocca la Pas ci rimane secco: che sia davvero una malattia?”.

    Non mancherò sicuramente di denunciare, con le mie opinioni, “il sistema mangia bambini che lucra sulla disgregazione famigliare, in particolare gli appoggi politici del quale gode, questo mercato economico, coltivato e protetto politicamente a vantaggio di ben note caste professionali.

    Il “tanga” alla “paternità separata italiana” non riuscirete mai a metterglielo, sarete voi a finire in mutande; l’alleanza con il mondo omosessuale nelle “artefazioni di necessità di nuovi diritti” vi ha cortocircuitato fino all’estremismo umano sociale sessuato.

    Spero anche che i vs “protettori politici” se ne vadano dal partito storico dei lavoratori, perchè essendo anche lavoratore mi SENTO OFFESO DUE VOLTE e spero anche che dai giornali dei lavoratori scompaiano le figure delle “gender giornaliste”, ulteriori figure professionali gender sovvenzionate esplose negli ultimi anni…

    Molto distinti saluti

  • http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/ Chiara Lo Scalzo

    “anche se poi ci sono certe donne che girano per strada vestite, o meglio SVESTITE in modo oltremodo provocatorio…” Cara signora Anna da Savona, quella “vecchia maniera” qui mi sembra lei. “Abbiamo voluto la parità ci stiamo ancora battendo per la parità”, ma allora dimostriamo che questi stereotipi non esistono più, che la minigonna è stata sdoganat 30 anni fa.
    A mio avviso, signora Anna, lei fa un torto agli uomini descrivendoli come creature subumane incapci di trattenere i loro istinti di fronte ad un paaio di gambe. Sono certa che molti uomini si sentiranno offesi di sentirsi etichettati in tal modo, oltre tutto da una donna che si dichiara per la pari dignità fra i sessi. Non offenda gli uomini, signora Anna, non è un metodo “per finire la guerra”.
    Ma, poi, quale guerra, la guerra tra chi?
    Io non capisco questa faccenda della “violenza sommersa” che non viene fuori: chi è che la sommerge? Dove sono i cadaveri di questi uomini uccisi dalle mogli? Chi ci sarebbe a capo di questo complotto che occulta i corpi?
    Questo business degli assegni di mantenimento, dove sono tutte queste donne ricche coi figli parcheggiati dai nonni, se le satistiche parlano di povertà diffusa proprio tra le donne separate? Tutti questi padri parcheggiati alla Caritas, quando la Caritas stessa ha dichiarato più volte che non è vero? Anche la Caritas fa parte del complotto? E chi altro?
    Ma vi sembra possibile, nel mondo in cui viviamo oggi, dove proprio grazie al web più nulla è sommerso, neanche nei paesi in cui vige una severa censura, vi sembra possibile una simile strage silenziosa di uomini che solo qualche sito coraggioso svela (senza peraltro citare altre fonti se non siti analoghi?)
    Quale occulta potenza veicolerebbe l’informazione ufficiale?

  • sergio

    Luisa Betti, per favore, moderi il suo linguaggio, non è gentile dare dell’ ignorante a chiunque non in accordo con le sue opinioni. Mi piacerebbe tanto poterLe “mostrare” quello di cui sono capaci quell’ ammasso di parassiti incompetenti e raccomandati personaggi chiamati “Giudici”, “Avvocati” “assistenti sociali” “educatori”, ecc, poichè credo che Ella, per suffragarli, sia all’ oscure di parecchie faccende. La volgarità di qualcino che L’ ha offesa non può essere una bandiera…nè per noi nè per Voi..Ossequi.

  • Susanna

    Fa davvero ridere che i commenti negativi a questo post vengano da uomini. Ridere? Scusate, volevo dire, riflettere!
    Fa riflettere che il femminismo sia additato come qualcosa di negativo (in fondo il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981, che bisogno abbiamo del femminismo in questo paese?), che spuntino fuori addirittura 4 mila donne violente (riportate in un blog gestito dalla “setta dei padri separati”, senza alcuna fonte ufficiale, e senza nessun riscontro ad un minimo approfondimento). E tutti a difendere la libertà di espressione di queste pagine.
    Perfetto, ci sto, difendiamo queste pagine.
    Io però me ne apro una in cui dico che è giusto stuprare i bambini, e un’altra in cui dico che è necessario sodomizzare gli uomini. No? Beh, ma l’avete detto voi che la libertà di espressione non si tocca! Ah, giusto, dimenticavo, libertà di espressione per gli uomini che si occupano di offese e delitti rivolti a persone, e le donne non possono assolutamente rientrare nella categoria persone!
    I “poveri padri separati” privati dei figli dalle “mamme cattive cattivissime” non esistono. A questi individui non importa nulla dei propri figli, il loro unico interesse è mettere a posto queste donne che hanno osato ribellarsi al sistema patriarcale sfidando la loro autorità, facendoli passare per cretini davanti ad amici e parenti. Mi spiace, poveri padri separati, avete rotto. Io queste cose le ho vissute da figlia, sono cresciuta senza un padre perchè il mio si è totalmente disinteressato di me e dei miei fratelli una volta che non è riuscito a costringere mia madre a tornare con lui, utilizzando la violenza psicologica su di noi. “E diglielo alla mamma che torniamo insieme”, e non avevi il coraggio, a 5 anni, di rispondere “No perché la tratti male?”. E chi l’ha visto più, e chi ha avuto un solo abbraccio o un solo centesimo. Andate a fare pietà a qualcun altro, chè questo maschilismo ha rotto, quasi quanto le 92 donne uccise da uomini dall’inizio dell’anno.
    Saluti

  • http://www.fuoridalwebgiornalisticorrotti.org Mercenario

    Fuori dal giornalismo chi lo fa per interesse economico e per commissione.A buon intenditore poche parole.

  • Luisa Betti

    G.le Fabiana, come si permette. Non le ho moderato il commento che è una grave offesa nei confronti della mia persona (senza neanche conoscermi), solo per far vedere agli utenti chi e cosa sostengono persone del genere: ovvero che chi si occupa dei diritti delle donne è una nazifemminista. Una ulteriore occasione quindi di conferma per quello che è contenuto in questo articolo. Esistono a questo proposito siti, che spiegano bene cosa s’intenda dai contenuti che veicolano. Se lei non è d’accordo va benissimo, ma non le permetto di apostrofarmi con un sostantivo che richiama a un mondo e a un passato che non solo non mi appartiene ma contro il quale ho combattuto e combatto da una vita, e prima di me la mia famiglia. Imparare l’educazione è un preliminare importante, e si impara prima di cominciare a scrivere. Grazie

  • Luisa Betti

    G.le Gabriele, per lei vale la risposta già data alla signora Fabiana. Grazie

  • Luisa Betti

    Gle “mercenario” non c’è bisogno che ripeta 3 volte il suo post. Non sono 24 su 24 al blog, come già spiegato più volte. Tutta questa rabbia e foga in alcuni commentatori è davvero imbarazzante. Per sua informazione non sono né profumatamente pagata né scrivo su commissione: ha sbagliato sia la persona e che il luogo. Grazie

  • Luisa Betti

    G.le Pietro, questo suo accanimento e queste sue continue offese nei confronti della mia persona mi fa sorgere una domanda, ovvero che forse lei è stato toccato in maniera diretta da questo mio articolo? Grazie

  • Elisabetta (Julie Vignon)

    @Laura “Quoto quanto detto da Elisabetta.
    Senta Elisabetta: e quando tutto questo viene compiuto contro donne ad opera di altre donne?
    Sarei curiosa di conoscere la sua opinione in merito.”

    Signora Laura, è un fatto che la violenza di genere, che si attua anche attraverso le pratiche documentate nell’articolo di Luisa Betti, è perpetrata dagli uomini, con un’irrilevante presenza femminile che ovviamente nessuno intende deresponsabilizzare (non l’ha fatto Betti, non lo faccio io), e colpisce prevalentemente le donne, alcune volte anche gli stessi uomini (soprattutto i bambini, basta vedere quanti femminicidi hanno coinvolto minorenni, per non parlare dei traumi subiti dai bambini vittime di violenza assistita). Se un giorno dovessimo trovarci a fronteggiare un fenomeno di pari proporzioni e uguale natura, con orde di donne misogine o maschiliste che sul web perseguitano altre donne le quali si battono per i diritti civili delle stesse, la sostanza del mio primo post non cambierebbe di una virgola. Certo necessiterebbe di ulteriori riflessioni adeguate alla novità di tale involuzione, ma per ora siamo nel campo di un’ipotesi estremamente forzata. Preferisco discutere di una realtà urgente e gravissima.
    (se lei dovesse aver subito stalking digitale da parte di una donna avrebbe naturalmente tutta la mia solidarietà, per quanto possa valere)

    @Fabio: non dubito che si chiami davvero Fabio, e anche se così non fosse poco importa insomma. Le ho chiesto se fosse un blogger che ho avuto modo di seguire per una semplice omonimia di nome e consonanza di idee e linguaggio, questo è tutto.
    Di che miseria parla? Il mio intervento era nel merito, la domanda “personale” che le ho fatto era peraltro racchiusa tra parentesi, il che dovrebbe essere indicativo di quanta importanza le abbia attribuito io, e la sua risposta lo è di quanta gliene ha data lei.

    Per tornare al merito (l’argomento dell’articolo sono i metodi a dir poco esecrabili utilizzati sul web da chi ostracizza i movimenti per i diritti di donne e bambini, non la “censura”): al momento non esiste nessun reato di istigazione alla violenza di genere (via internet, via telefono, via televisione, con i cartelloni per strada, via megafono, ecc.). Credo sarebbe un primo passo, opportuno, da fare.
    La cultura non la cambiano certo le leggi (ne esistono anche troppe, peraltro ingiuste a mio avviso), ma certo la cultura non può non tenerne conto e confrontarvisi.
    L’Onu nelle raccomandazioni Cedaw scrive che in Italia la violenza maschile sulle donne è “socialmente legittimata”. Iniziamo a chiederci (io la faccio da tempo) come questo avvenga e come porvi rimedio.
    Riguardo alla sua opinione per cui “chi ti clona non spegne il tuo sito”, sì, non lo “spegne”, ma ad esempio può dirottare le donne che cercano un centro anti-violenza su un motore verso un sito clone in cui si trovano contenuti che invitano le stesse a non rivolgersi a tali centri. Il fake non chiude il sito originale ma gli sottrae buona parte delle visite.

    P.s. credo che abbia utilizzato il termine “meme” in un’accezione errata, o finora ne ho travisato io il significato

  • Luisa Betti

    G.le Sergio, la informo che è leggermente confuso in quanto è stata la sottoscritta ad essere tacciata di ignoranza e che la mia è stata una doverosa e fin troppo educata risposta al signor Pietro, quindi la invito a moderare il suo di linguaggio e di leggere più attentamente i commenti se vuole intervenire in maniera congrua. Grazie

  • Tommaso

    Signora Luisa, io la stimo e la rispetto ancora di più per l’esempio di sopportazione (più che democrazia, perché la democrazia non ammette l’aggressione né fisica né verbale) che sta dimostrando pubblicando commenti di una gratuita violenza verbale e ferocia e di una maleducazione senza pari.
    Se questi sono i padri separati che non hanno avuto l’affido condiviso, non ho più neppure la necessità di leggere gli atti o parlare con le loro ex mogli per capire che o si faceva come dicevano loro oppure partivano le rappresaglie intollerabili.
    Gli incivili capissero che le leggi si fanno per i civili e che gli incivili le devono rispettare.
    I toni di questa campagna per questi padri separati qui hanno trasceso ogni limite.
    Spero che qualcuno intervenga a riportarli alle maniere civili quanto prima perché così rendono impossibile, asfissiante, l’aria a tutti.

  • laura

    @ Elisabetta (Julie Vignon) Scrive:
    la sua risposta la trovo molto corretta tranne in questo passaggio in cui lei, diciamo, denuncia di non essere proprio imparziale, ovvero
    “[…] con orde di donne misogine o maschiliste che sul web perseguitano altre donne le quali si battono per i diritti civili delle stesse […]”

    Perchè solo “misogine” o “maschiliste”?
    Perchè non “femministe” o “miasndriche”?
    Ocon quali termini le dovrei chiamare?
    Donne che, alla pari dei più beceri e violenti maschi, si aggregano in bande ed assieme attuano dei metodi intimidatori, minacciosi e scorretti fino a giungere ad una violenza psicologica continua (soprattutto), perptuata con ingiurie, difffamazioni, dileggi, insulti e chi più ne ha più ne metta?
    Ma perchè una donna che subisce violenza da un uomo ha diritto alla solidarietà delle altre donne ma una donna che subisce lo stesso trattamento da una o più donne invece no?
    A me spiace davvero usare questo termine “femministe” perchè nutro profondo rispetto per il femminismo ma per quello “sano”… quello che davvero porta in sè il germe della parità e dell’uguaglianza.

    “(se lei dovesse aver subito stalking digitale da parte di una donna avrebbe naturalmente tutta la mia solidarietà, per quanto possa valere)”
    Per quel che vale? Intanto la ringrazio per la solidarietà :-)
    La risposta è SI ho subito stalking digitale (e non solo) pesante e reiterato da parte di un gruppo di donne e potrei raccontare molto sulle strutture alle quali mi sono rivolta per avere sostegno. Spero con tutto il cuore che altre donne vittime di stalking che si sono rivolte a queste strutture (per situazioni diverse dalla mia) abbiano trovato maggiore assistenza e più serietà di quella che ho constatato io. Perchè se una donna che si sente minacciata da qualcuno che le fa violenza viene trattata come me, beh allora tutte le donne che subiscono stalking sono sicuramente cadaveri che camminano.
    Le auguro una buona serata.

  • Antonio

    Posso dire che si sta andando clamorosamente fuori tema ? Io credo alla buona fede di chi commenta qui nel blog. Di tutti, a prescindere dalla “fazione” a cui appartengono. Si raccontano fatti personali, anche gravi, che sono un esempio di come le cose, nelle famiglie, possono andar male. Ma a parte la sensazione spiacevole che una storia toccante può dare, in Italia la famiglia è ancora una cosa seria, e ci si vuol bene parecchio. Io ho la fortuna di avere due genitori uniti (hanno appena comiuto i 50 anni di matrimonio), e nonostante io sia separato ho imparato da loro che l’amore è importante almeno quanto il restare in vita. Le due cose sono imprescindibili. A che serve scazzarci tra noi ? Secondo me a niente, finiremo col rimanere ognuno nelle rispettive posizioni, e non avremo imparato nulla. Gli emendamenti del PD e dell’IDV avranno il loro naturale decorso, ma una cosa non è ancora chiara: la L. 54/2006 è nata per produrre più amore e solidarietà, ma qualcuno l’ha trasformata in uno strumento per produrre odio e diffidenza tra i generi. Questo qualcuno si chiama Magistratura, una casta di burocrati ben pagati che se ne frega dell’amore. Quello, è roba da gente comune. Come noi. Smettiamo di giudicare e giudicarci, pensiamo ad amarci un pò. Tutti noi abbiamo una faccia simpatica (Luisa Betti ha un faccino delizioso) da spendere. Spendiamola, sdrammatizziamo e seppelliamo le polemiche con un sorriso. Vi voglio bene. Antonio

  • Elisabetta (Julie Vignon)

    @Laura, immaginavo dove volesse andare a parare. Ma poteva parlarne senza quotarmi e porre una domanda capziosa che mirava a portare il discorso dove lei voleva.
    Mi ha chiesto quale sarebbe stata la mia opinione nel caso in cui alle donne venisse fatta violenza da altre donne in virtù del loro genere. Io le ho cortesemente risposto impiegando tempo e risorse, seppure limitate.

    Per quanto riguarda il resto; qui nessuno e nessuna ha mai affermato che le donne non siano capaci di violenze e stalking nei confronti di uomini o altre donne (vediamo quante altre volte dovremo ripeterlo).
    Ma tali comportamenti criminosi non sono di norma riconducibili ad una prospettiva di genere.

    Ciascuno e ciascuna di noi ha a disposizione tutele giuridiche, spesso lacunose o perfettibili, per proteggersi da qualsiasi tipo di aggressione o violenza.
    Ma dobbiamo tenere conto delle violenze perpetrate per motivi razziali, o di genere, violenze contro chi ha orientamenti differenti dall’eterosessualità e via discorrendo. Sono violenze, queste, ben specifiche, che hanno radici profonde nelle culture e nelle società, e che necessitano di un approccio e di competenze specifiche per poter essere prevenute.
    In questo spazio si parla di femminicidi, stupri, stalking, discriminazioni: le vittime sono, torno a ripeterlo e lo può constatare da statistiche, rapporti internazionali, o semplicemente leggendo le cronache quotidiane, prevalentemente donne.
    In questo spazio, mi pare si discuta di questioni di genere. Il tema dell’articolo è chiaro e non si può perdere tempo a specificarlo ulteriormente; è qui sopra, scritto in italiano e lineare.
    Parlare di altro vuol dire non voler affrontare l’argomento o peggio mistificarlo; se non si vuole affrontarlo nessuno e nessuna è obbligato ad intervenire, a meno che l’intenzione sia proprio quella di deviare l’attenzione su altro. E personalmente a questo gioco, ormai vecchio, che esce fuori ogni volta si parli della violenza maschile sulle donne, io non mi presto.
    Saluti signora Laura.

  • pietro

    articolo 3 costituzione italia + il resto della costituzione Italiana + affido condiviso reale ben descritto da Marino Maglietta + carcere per chi fa denunce strumentali + punire chi pratica la PAS = figli felici

  • pietro

    gentile signora luisa non mi ha toccato particolarmente il cumulo di sciocchezze che racconta in questo articolo… resto solo in attesa di capire se è competente a parlare di certi argomenti e o è solo un esperta… avevo rivolto a lei delle domande che ha sdisatteso… ha provato a scrivere qualcosa sulla particella di dio scoperta al cern di ginevra… e avrei piacere se il prossimo articolo puo raccontarmi qualcosa sul mio segno zodiacale … io sono scorpione… potrebbe ache raccontarmi come si fa la parmigiana… resto in atessa di queste e altre domande che le ho gentilmente esposto… sempre che la mia violenza non l’abbia impaurita….

  • pietro

    gentile signora luisa le mie sono delle domande (a cui attendo ancora risposta)…. non si deve sentire offesa se le ho chiesto da dove prende l’autorevolezza con cui si sente di parlare di certi problemi…. essere giornalisti smarca a smarcarsi rispetto a essere competenti di parlare di questo o quel problema? ha un curricula on line liberamente consultabile… solo per capire da che pulpito arrivano certe riflessioni tutt’altro che condivisibili e certe congetture? sono solo domande… sembrano acide … il realta sono domande ingenue e sono quelle che danno piu fastidio specie quando non si è in grado di fornire una risposta ….. se è cosi gentile di rispondere alle domande che le ho fatto capiamo tutti quanto ce da capire.. lei con i suoi articoli si racconta meglio di fa qualsiasi altro… e si racconta anche bene… vi saluto

  • Susanna

    Certo, le donne devon parlare di oroscopi e ricette, mai prendere la parola contro gli uomini. Com’è che non ha finito l’intervento con un sano “Torni in cucina”?

  • salvo

    Alla fine, per cercare di capire un po’ le varie esplosioni nel blog della Betti — ho deciso di andare a vedermi il vimeo sulla Della Monica – la senatrice PD presentato alla Commissione Giustizia del Senato gli emendamenti al ddl 957 sulla modifica dell’affido condiviso (legge 54/2006).

    http://vimeo.com/46410445

    Scioccante? No … non penso. Da rimbecilliti, quello si’. Rinvangare la storia – che alla fine mostra una specie umana da far paura—per creare un contrasto con le iniziative politiche di Della Monica e’ segno di cervelli di un Dio minore. La gente che ha creatro il capolavoro nel vimeo – quella e’ gente che si dovrebbe avere sotto cura dello psicologo (pesudo!) Richard Gardner che marketizza la sua ‘teoria scientifica’ del PAS.

    Direi pure che questa e’ la gente che si impadronisce di un problema molto importante, e universale — il minimizzare i traumi nella crescita ottimale di bambini che dovrebbero essere i soggetti delle prossime generazioni – e trivializza il problema che ogni famiglia potenzialmente confronta con il paragone vacuo e derisorio tra la Della Monica e gli eccidi di specie.

    L’impeto sarebbe di dire di buttare fuori dalla rete web questi imbecilli, non perche’ non hanno diritto ad esprimere le loro opinioni, ma perche’ cio’ che esprimono, e come lo esprimono, sono offensivi a qualunque forma di dignita’ umana. Certamente sono offensivi verso i bambini che confrontano i problemi seri di uno sfaldamento della loro famiglia ma le cui esperienze sono infangate da ‘opinioni’ come quelle espresse nel vimeo.

    I bambini.

    Non mi sembra che tutto questo baccano con accuse e contro-accuse che si leggono nel blog abbiano un fondamento valido – e per valido intendo consistenza logica e congruenza empirica … nel contesto finito della nostra conoscenza degli ‘affari umani’.
    Vengono presentati 5 punti:

    1) bigenitorialità
    2) affido condiviso
    3) ascolto del Minore sempre
    4) pas
    5) affido condiviso del Minore al genitore violento, padre o madre che sia.

    Se qualcuno dovesse avere dei problemi con 1-3 lo dica – apertamente e chiaramente. Nel blog sembra esserci un consenso di base su 1-3. E i tre punti riflettono le esperienze di diversi paesi – tra cui gli USA.
    Gridare contro i principi del punto 5 – violenza del genitoreche danneggia lo sviluppo del bambino – e’ non-razionale. Il principio vale – non ci sono ‘ma’ e ‘se’. Cio’ che e’ problemtico e’ definire / identificare / osservare la violenza; capirne le radici multiple che si ramificano nella psicologia, nella sociologia, nell’economia, nella cultura, nella storia del pezzo di terra dove il bambino si trova accidentalemnte con la sua famiglia; e tracciare la causalita – il meccanismo causale della violenza che lega i genitori e il bambino.

    Questa e’ ‘roba’ complessa, difficile da catturare e da capire, e molto piu’ difficile da spiegare, in parte perche’ e’ la stessa nozione (entita’) di famiglia che cambia, e nel cambiare crea conflitti nuovi. Cosi’ mentre una volta si poteva parlare con piu’ facilita’ di ‘violenza’ nella famiglia perche’ i ruoli e le convenzione erano piu’ fisse, nel contesto di oggi con separazioni e divorzi in aumento dappertutto parlare — definire / identificare / osservare – di violenza nella famiglia e’ piu’ difficile. Piu’ difficile non significa impossibile.

    Si puo’ trarre beneficio da esperienze di altri paesi, che magari hanno cominciato ad affrontare il problema prima (nel tempo). E le esperienze mostrano una varieta’ ricchissima: separarsi o divorziare in un paese scandinavo non e’ lo stesso fenomeno di separarsi o divorziare negli USA … o qualunque altro paese. La diversita’, e ricchezza, di esperienze storiche suggeriscono un qualcosa di molto importante – che ci possono essere meccanismi causali (psicologi, sociologi, economici, culturali, ecc,) diversi … e che quindi non c’e’ un solo meccanismo (monocausale) che spieghi il fenomeno legati a violenza, famiglia, bambini.

    Quest’ultima considerazione lascia perplessi (almeno e’ cosi’ per me) sulla logica e sul contenuto del punto 4 – la PAS. L’innesto della PAS (come teoria scientifica nel campo della psicologia) per giustificare la bigenitorialita’ (e affido condiviso) mi sembra essere ad hoc. Peggio, mi sembra inopportuna e inutile, e se rve solo a istigare conflitti tra i genitori—conflitti di cui i bambini possono farne a meno. In particolare, la PAS stabilisce che il genitore che ha avuto assegnato il bambino istiga odio nei confronti dell’altro genitore. Non sequitu: e siccome in passato e’ stata la donna ad aver affidato il bambino, allora e’ la donna l’istigatrice …come dicevo, un non-sequitur.

    E’ possibile che cio’ avvenga? Possibile, si. Si puo’ costruire un modello teorico complicato quanto vuoi. La domanda cruciale, pero’ e’: E’ probabile che cio’ avvenga? E quali sono le probabilita’che avvenga? Con quale intensita’, o frequenza? E chi dei due – padre o madre – mostra una propensita’ piu’ alta a istigare? … di piu’? … Sono le probabilita’ di istigazione piu’ alte in alcuni paesi che in altri? E se lo sono, quali sono le ragioni.

    Queste domande suggeriscono che le risposte non possono essere monocausali – dalla psicologia (pseudo) del Gardner. Le risposte comprendono (si estendono a) i vari campi della conoscenza – nelle scienze sociali e umane. E sono tutte risposte parziali, frammenti di conoscenza da prendere con le pinze. E anche risposte che possono cambiare nel tempo – o perche’ le domande cambiano, o perche’ i modi (metodologie) per arrivare alle risposte cambiano pure.

    Da questa fragilita’, passare dalla conoscenza delle scienze (naturali, sociali, ecc.) a proporre, e offiire, raccomandazioni di politiche che investono individui (genitori, bambini), gruppi (famiglie nucleari e non), ecc., mostra hubris non perdonabile.

    Leggere che il ddl 957 – cosi’ immenso nelle sue ramificazioni – veniva giustificato col lavoro di Richard Gardner in psicologia fa venire il crepacuore a qualcuno che di scienze sociali se ne intende un po’. Primo perche’ Richard Garner e’ un ‘nessuno’ nel campo della psicologia, e sfido a trovare tracce di ricerca da parte di studiosi seri e preparati che hanno usato gli sproloqui del Gardner. Vero’ e’ che ha avuto un articolo-saggio (l’unico nella sua vita) in una rivista con peers review (cioe’ accettato da un paio di psicologi), ma ch conosce il mondo della pubblicazione in riviste professionale sa che c’e’ sempre una probabilita’ – piccola – che un saggio sfugga alla critica ‘feroce’ dei colleghi. La probabilita’ che un errore sia stato commesso nell’accettare un articolo diminuisce se l’autore riesce a pubblicare altri articolo. Gardner non ha pubblicato nulla.

    Usare l’articolo di Gardner per dare l’impressione che il ddl ha una base scientifica e’ una decisione da imbecilli – di gente che si appropria di una qualche idea per corroborare cio’ in cui crede. Dire di aver dimostrato che il genitore che ha cura del bambino nella vita quotidiana istiga contro l’altro genitore e’ un qualcosa che non si puo’ rapportare a Gardner. In piu’, se volessi estendere l’idea di Gardner ad altre discipline come la sociologia e l’antropologia, ne verrebbe fuori un quadro che a quelli che si appigliano a Gardner per giustificare la bigenitorialita’ dispiacerebbe: la sociologia e l’antropologia darebbero un piu’ grande supporto alle teorie strutturali della famiglia dove e’ l’uomo che ha piu’ potere e lo esercita anche attraverso la violenza – che non e’ solo fisica.

    La PAS non ha stato scientifico – la scienza (come epistemologia, logica, metodologia, ecc.) e’ un qualcosa di diverso da cio’ che quelli che vogliono usare Grdner per suppoortare il ddl pensano. Se Gardner era povero nella sua concezione di scienza (ma era un positivista semplicione, come tanti altri nella sua epoca), gli sfruttatori italioti dell’idea del Gardner devono essere o ignoranti di cosa si reputa come ‘scienza’ (scentifico), o sono estrermamente intelligenti e scaltri. Non mi pronuncio.

    Per concludere, i punti controversi nel blog sembrano essere due:
    1) PAS
    2) affido condiviso del Minore al genitore violento, padre o madre che sia.

    Sull’uso e abuso della PAS non ci dovrebbero essere dubbi: dovrebbe essere elimanata dal DDL. Il suo spessore scientifico e’ virtualmente zero.

    Rimane problematico il punto 2, ma le risposte non sono date (quelle che ci piacciono di piu’ per qualunque idiosincrasia nostra). Le risposte devono essere trovate negli studi –seri –di varie discipline—psicologia, antrologia, sociologia, storia … ecc.

    Il problema cruciale e’ che la violenza, in tutte le sue forme, e’ violenza ed e’ inaccettabile.

  • Luisa Betti

    G.le Salvo, la ringrazio, non avevo visto il video che lei indica su vimeo dedicato alla senatrice Silvia Della Monica e non ho parole (questa volta davvero). Solo quel video dimostra chi sono queste persone e la confusione che regna in loro. Sono molto dispiaciuta perché tutto ha un suo limite. Grazie per il suo intervento.

  • Giorgio

    Indecente, veramente indecente. Quest’articolo è frutto di quella sottocultura che attanaglia le pseudo femministe della sinistra. Basta già notare il titolo e l’icona accanto per capire dove l’articolo vuole andare a parare:
    1. “prima donne e bambine”, ma perchè i bambini (al maschile) forse non hanno diritto di cittadinanza? non devono essere tutelati in quanto bambini solo perchè di sesso maschile?
    2. la figura con sfondo viola raffigura indiscutibilmente una mammma e una bimba, i bimbi maschi ne sono esclusi.
    Basta questo per capire con estrema lucidità di che pasta è fatta la fattura di questo articolo e il pensiero della scrittrice.
    Provo vergogna a vedere e leggere queste sciocchezze scritte da quella testata di giornale che dovrebbe essere la punta di diamante della cultura libera, non di parte, della sinistra e dell’Italia tutta.
    Vergogna, provo io solo vergogna per chi scrive queste cose.
    Cordiali saluti

  • laura

    “Elisabetta (Julie Vignon) Scrive:
    27 luglio 2012 alle 23:54
    @Laura, immaginavo dove volesse andare a parare. Ma poteva parlarne senza quotarmi e porre una domanda capziosa che mirava a portare il discorso dove lei voleva. […] E personalmente a questo gioco, ormai vecchio, che esce fuori ogni volta si parli della violenza maschile sulle donne, io non mi presto. Saluti signora Laura.” ——–
    Capzioso? Mistificare? No affatto, e questo invece conferma A ME purtroppo che quando una donna la pensa diversamente dalla “sorellanza” semplicemente o viene ignorata o viene derisa o viene screditata o se tutto ciò non proprio non porta frutti, viene fatta tacere con metodi al limite della legalità. O anche oltre la legalità. Dipende dalle valutazioni che ne verranno fatte successivamente. Credevo che questo fosse uno spazio democratico, non un luogo a senso unico. Per carità, forse mi sbagliavo, ma sa, vorrei specificare che è la violenza che è entrata in casa mia, e non viceversa, dunque cerchiamo sempre di scindere chi aggredisce da chi è aggredito (parlo a livello personale). Perchè se qualcuno si lamenta pubblicamente di aggressioni o altro poi non può (e non deve) usare gli stessi strumenti (la violenza) per far valere e far pre-valere le proprie idee. Anche lei con questa risposta – e me ne dispiaccio sinceramente perchè credo nel dialogo costruttivo e nello scambio di esperienze per migliorare e migliorarsi, mostra ahimè il suo limite. Non ci sono provocazioni e non intendevano esserci, bensì solo fatti reali; tuttavia immamgino che le sia stato vietato “dalla regia” mostrarsi anche minimamente solidale con chi è “diversa”, quindi la comprendo e non gliene vorrò. Buona continuazione.

  • Serena

    Per i signori come pietro a quanto pare la violenza di un genitore renderebbe il bambino felice. Dev’esserci una diversa priorità di obiettivi: c’è chi cerca di tutelare il diritto alla vita e all’integrità dei bambini e chi vede nei piccoli una proprietà degli adulti, non importa se violenti.
    E’ abbastanza spaventoso, non capisco come una persona che dice (dice) di volere i bambini felici possa sostenere una teoria secondo cui la pedofilia è sana e normale.
    E’ il caso di porsi delle domande.

  • Roberto

    Sig. Salvo, tutto giusto, ma credo che ci siano due elementi che Ella non considera.

    1) pari frequentazioni (e doppio domicilio)
    2) mantenimento diretto

    Quindi il problema concreto è l’assegno di mantenimento e, forse, la casa.

    Il resto son punti di vista, ognuno ha i propri.

  • Alessandra

    Dapprima una puntualizzazione sulle immagini devastanti di padri in fila alla Caritas. Proprio la Caritas ci dice qualcosa di diverso . Inoltre (27esimaora.corriere.it articolo “divorzio all’italiana ecco perché…”) Il che numericamente va a contrastare quanto asserito da tanti in questi commenti. Che poi ogni singola storia sia un dramma, siamo tutti d’accordo; che la separazione sia causa di povertà è vero, ma vale per tutti e non si possono usare strumentalmente casi singoli per generalizzare.
    Passo ora al discorso della violenza verbale. Vedo una vera e propria campagna denigratoria perpetrata contro una giornalista che ha semplicemente evidenziato un malcostume della rete, dietro al quale si celano certamente precisi interessi. Libertà di opinione sì, libero insulto no grazie. L’urlo, la calunnia, le foto segnaletiche sono gli argomenti di chi non sa argomentare e fornisce esempi anziché dati, slogan al posto di ragionamenti. Anche la blandissima netiquette di FB prevede motivi di segnalazioni delle pagine tra cui:1.È causa di molestie nei miei confronti 2.È causa di molestie nei confronti di un amico 3.Spam o scam 4.Discorsi contenenti odio 5.Comportamento violento o dannoso 6. Contenuti sessualmente espliciti 7.Pagina già esistente o categoria sbagliata.
    Gli shot pubblicati si autodenunciano almeno -e come minimo- per SPAM (“Ho spammato ovunque”). Entrando in una comunità (seppur virtuale) se ne dovrebbero accettare le regole: nessuno ti obbliga a stare in FB. Come far parte di una squadra di calcio e prendere in mano il pallone e scappare…non ha senso. Fosse solo questo. Navigando nel mare procelloso delle pagine palesemente pro poveri padri, antifemministe e di pseudo-difesa delle donne (in realtà covi di misoginia pura come si evince dai post) le violazioni sono numerosissime e variamente articolate (in genere punti 4., 6., 7.). Nessuna libertà può prevedere la mancanza di regole minime di civiltà: da alcuni commenti qui, come in rete, mi pare che si stia tornando alla regolazione della dialettica attraverso l’uso di mazza ferrata e clava,per quanto metaforiche, soprattutto da una parte con chiare connotazioni misogine. Signora Betti, la mia stima: non si lasci intimidire.

  • Emidio

    Riguardo a PAS e affido al genitore accusato di violenza, bisogna ricordare che nell’80% dei casi le accuse di violenza sono calunnie, spesso finalizzate ad appropriarsi di bambini il tempo necessario a praticare loro il lavaggio del cervello ed alienarli. Che si chiami PAS o PAD questo è un abuso sull’infanzia: da cui i bambini devono essere protetti, e che può essere prevenuto evitando di dare peso alle accuse basate sul nulla.

    Indubbiamente esiste una tensione fra i diritti delle donne davvero picchiate (20% dei casi) ed i diritti dei bambini (80% dei casi) a non venire abusati da spietate avvocate femministe che usano a tappeto le calunnie.

    Se esistono femministe buone, capiranno che è opportuno che si facciano da parte ed usino i giornali per denunciare pubblicamente le avvocate che con le calunnie hanno ormai irremediabilmente rovinato l’immagine pubblica del femminismo.

  • Alessandra

    Per integrare il mio commento precedente, riporto i dati perché proprio la Caritas ci dice qualcosa di diverso: del 12,7% di separati/divorziati che chiede aiuto alla Caritas, il 66,5 % è donna , il 33,5% uomo. La CEI poi afferma che “noi non riscontraimo il fenomeno dei padri separati così come viene descritto” . Ci sono casi eclatanti , ma i numeri dicono una realtà diversa. Inoltre i dati ISTAT: padri separati sono poveri l’1,7%, donne separate 3,5%. Il dato esplode in caso di figli: le donne monogenitore sono povere nel 10,4% deo casi,15,4% se il figlio è minorenne. Per gli uomini il data statitisco di povertà in molti casi non è significativo[blog 27esima ora, corriere. it “divorzio all’italiana ecco perché è bene (per tutti che le donne) lavorino”.

  • Thomas

    Alessandra, please don’t trust feminist blogs and read what the New York Times wrote about separate fathers in Italy

    http://www.nytimes.com/2012/05/26/world/europe/in-italy-economy-and-law-leave-many-single-fathers-broke-and-homeless.html?_r=1&pagewanted=all

  • Giamta

    Non uso toni violenti, ma probabilmente sarete in grado di censurare ugualmente il presente commento, in quanto frutto delle fantasie perverse di una mente malata (?)
    Ho letto, non tutto ovviamente, ma quel tanto che basta per farmi un’idea precisa della situazione …….
    Dato che donne e uomini appartengono alla razza definibile come animali bipedi pensanti, probabilmente l’unica soluzione che permette di non sbagliare e’ disinteressarsi di loro e dedicarsi esclusivamente al mondo vegetale ……

  • salvo

    Roberto Scrive:
    28 luglio 2012 alle 10:44

    Sig. Salvo, tutto giusto, ma credo che ci siano due elementi che Ella non considera.

    1) pari frequentazioni (e doppio domicilio)
    2) mantenimento diretto

    Quindi il problema concreto è l’assegno di mantenimento e, forse, la casa. Il resto son punti di vista, ognuno ha i propri.

    ******
    Ho preso i 5 punti che venivano menzionati da diverese persone qui nel blog. I due punti che lei aggiunge farebbero parte del gruppo 1-3. Cioe’, di fondo non li trovo problematici e sono risolvibili o attraverso mediazione o in tribunale. Personalmente, ho incontrato abbastanza gente in situazioni molto varie in cui “pari frequentazioni” era diventato ;normale’ Il ‘mantenimento diretto rimaneva un problema un po’ piu’ scabroso, ma era un problema di valenza (piu, meno, modalita’), e non un problema fondamentale sul ‘se’ — se si dovessero avere.

    Detto queto, mi sono focalizzato su 2 punti –oltre la sciempiaggine di usare un linguaggio visivo per provocare effetti shock che nulla hanno a che fare con il problema dell’equilbrio di bambini nel contesto della struttura di una famiglia che si sfacia.

    Il primo e l’introduzione della PAS nel ddl 957. E’ un argomento estraneo al problema e fanno bene a criticarlo e richiedeerne il taglio. Tre scenari.

    Primo, assumiamo che il PAS avesse una base scientifica solida — accettata e riproducible in diversi contesti sociali, antrologici, culturali, ecc. Allora, l’evidenza che ci potrebbe essere istigazione da parte di un genitore contro l’altro rappresenterebbe un disastro non solo per i bambini che subiscono la vioelenza psicologica ma anche per il genitore che istiga questa violenza. Qui ci sarebbe poco disaccordo sul da farsi.

    MA — ed e’ il secondo punto — la teoria PAS non ha base scientifica accettata dalla sua disciplina — psychiatria. La disciplina non e’ una chiesa che controlla cosa viene pubblicato. I peer reviewers (colleghi anonimi a cui l’editore chiede una valutazione critica dell’articolo) accettano/rigettano l’articolo con criteri molto chiari: (1) quale e’ il problema / argomento / fenomeno che l’autore propone di analizzare; (2) perche’ il fenomeno rappresenta un problema — da un punto di vista medico e da un punto di visto di accademia-ricerca? (3) Cosa propone l’autore: s’ un fenomeno ‘nuovo’ — che nessuno aveva prima riconosciuto? O e’ un fenomeno conosciuto ma che viene interpretato in modi diversi? Quale metodologia usa per testare — rigettare / corroborare — le ipotesi derivate dalla teoria? E’ l’uso delle metodologie corretto? L’evidenza raccolta va contro le teorie prima della PAS (rigetta le teorie), o invece supporta // corrobora la PAS? ecc.

    IN questo caso particolare del Gardner, l’articolo non oltrepassava la soglia minima per essere pubblicato — e aveva tentato per anni di pubblicare l’articolo. Dicevo prima — statisticamente puo’ accadere che un’ipotesi che dovrebbe essere rigettata perche’ ‘erronea’ viene invece accettata come ‘vera’. Succede in tutte le scienze — sceinze naturali incluse. Pero’ una teoria e ‘vera’ sino a quando non sara’ (se lo sara’) refutata da altri studi.

    Le pechhe del Garners — teoriche, concettuali e metodologiche — sono ben conosciute negli USA … in Italia GArner ha trovato alucni proseliti in qualche universita’, E siccome questi pochi sono di ruolo, fanno cio’ che vogliono. Cosi’ degli individui-professori hanne deciso di aderire (apporprisrsi) della PAS di Gardner. Accettare una teoria — per qualsiasi motivo idiosincratico — e poi cercare evidenza per corroborarla va contro la logica dell’attivita’ scientifica. Si puo’ trovare evidenza che sorrobora (supporta) cio’ in cui ci piace credere. L’attivita’ scientifica invece richiede come obiettivo principale la refutazione di una teoria. Una teoria e’ valida solo quando riesce a sopravvivere a tentativi di refutarla.

    L’apparato di refutazione non e’ un qualcosa di semplice. Richiede una chiara esposizione delle predizioni della teoria (PAS); dei suoi concetti che sono la struttura portante della teoria; del campione che verra’ usato per ‘testare’ le ipotesi; il modello statistico e i connessi livelli di significance; i contro-tests che cercano di falsificare la teoria, ecc.

    Da quel che ho letto — random e quindi senza preconcetti — ne viene fuori che la PAS fallisce in ciascuno dei punti cruciali nel processo di testarla come teoria empirica.

    Tra le tante risorse web, l’articolo che segue giu’ mostra punto per punto come, dove, e perche’ la teoria PAS di GArdner e’ stata refutata. Oggi non sopravviverebbe la prima critica — giustificare i postulati (assunzioni) della teoria.

    Quindi giustifcare la necessita’ del dl 957 con la teoria PAS rappresenta una doppia offesa. Una concerne il sistema di creare politiche con implicazioni reali per la gente ma che si basano su peudo teorie — pseudo perche’ o non sono falficabili o perche’, e questo e’ il caso qui, sono state falificate. E’ per questo fallimento che l’Associazione di psychiatria degli USA non considera la PAS come teoria scientifica. Avere dei politici (e i loro legali) che giurano sulla validita’ della teoria PAS per sostenere un disegno di legge — tutto questo a uno che opera dal di fuori e ha familiarita’ con argomenti di scienza / non-scienza … tutto questo sembra essere un teatrino dell’assurdo. Qualcosa di inconcepibile non solo diventa concepibile, ma diventa’ pure realta’ con un semplice voto. Cosi’ si crea — politicamente — la realta’ sociale.

    La seconda offesa e nei riguardi delle persone (individui e gruppi sociali) convolti nella tragedia del teatrino. C’e’ una lunga lista dei distrati che l’applicazione della PAS genera. Do il link giu’. MA un aspetto del problema da’ un’idea dei limiti teorici (non parliamo di quelli metodologici)del Gardner:

    False Premises

    Gardner incorrectly assumed that women need a tactical ploy to not lose custody under the best interest of the child standard. Gardner evidently was unaware that once a child passed its tender years, roughly at age 7, fathers were presumptively entitled to reclaim custody, and that most mothers still win custody under the best interest of the child standard.

    *************
    Gardner also wrongfully assumed that women often make false incest accusations in custody cases and that they gain advantage from doing so. Incest is raised in only about 6% of custody cases, and only a very small fraction (2%-3%) of this 6% are false. Investigated incest allegations are substantiated as often during custody disputes as at other times, but many child protection agencies do not investigate when a case is in court. Men have been found to make 16 times as many false incest allegations as women (21% vs. 1.3%).

    //GOOGLE

    Gardner ha anche erroneamente ipotizzato che le donne fanno spesso accuse di incesto falsi nei casi di affidamento per ottenere un vantaggio dal farlo. L’incesto è nominato solo in circa il 6% dei casi di affidamento, e solo una frazione molto piccola (2% -3%) di questo 6% sono false. Accuse di incesto sono investigate tanto spesso quanto in altri casi-controversie per la custodia, ma molte agenzie di protezione dei bambini non indagano quando un caso è in tribunale. Dalle statistiche, gli uomini hanno lanciato false accuse di incesto 16 volte in piu’ delle donne (21% vs 1,3%) …

    Il Link:

    http://pasisascam.wordpress.com/category/dr-richard-gardner/

  • pietro

    gentile sigora serena se legge con piu attenzione capisce sempre se vuole farlo che ho solo detto quale è il legame tra PAS e pedofilia del genitore alienato … ce solo uno stolto che lo sostiene in italia

  • pietro

    rimango dell’opinione che questo blog sembra fare informazione pilotata….
    serena io ho detto altro…. chiaramente lei sara una simpatizzante di queste teorie e riesce a leggere nei mie commenti cio che non ho scritto… faccio la domanda in maniera piu esplicita:
    quale è la relazione causa effetto che porta a dire che un genitore che accusa l’altro i alienare i figli e di praticare la pas su questi porta a concludere che l’accusante sia un pedofilo?
    il realta la psicologia specie quella fatta in assoluta mancanza di etica professionale è uno dei piu grandi imbrogli che l’uomo si sia mai inventato….
    per me certi psicologi specie quelli che abusano di questa finta scienza con un bassissimo contenuto scientifico bisognerebbe mandarli sotto processo e mandarli a scavare le papate per il resto della loro vita.
    alessandra perdonami a me a un ex coniuge cos se ne dovrebbe importare della miseria dove casca una donna dopo una separazione… gli ex mrti non sono assistenti socilai… ognuno è cusa della poverta dove cade suo malgrado e l’assegn o divorzile pero che presto venga abolito nel 100% dei casi… del resto la donna ha le quote rosa e una recente ricerca ha detto che sono anche piu intelligenti dell’uomo e alcuni gruppi amano riunirsi occasionalmente urlando a squarcia gola se non ora quando … queste cose messe insieme fa significare che la donna potenzialmente è piu capace dell’uomo di crearsi reddito… il segreto per non far diventare uno o l’altro povero sta nell’ affido condiviso reale e doppia residenza cosi la donna ha piu tempo per andare a lavorare….
    susanna di donne ne conosco a centinaia che oltre a essere donne sono degli stimati profesinisti che come tutte le persone intellettualmente oneste si sono skillate e oggi sono correttamente inserite in vari contesti lavorativi… non hanno dovuto piangersi addosso per essere donna perchè hanno capito che le persone u o d valgono esattamente le energie che hanno saputo spendere a tempo debito per costruirsi e crearsi un futuro…. questo articolo è un insalatatone madornale fatto di numeri privi di significato e non fornire la sorgente dei dati fa solo pensare (io sono montuori pietro e sono come san tommaso non per essere blasfemo) che chi li usa e chi li cita puo abusarli come gli pare… all’universita qualcuno mi aveva spiegato che se si parte da ipotesi sbagliate si arriva a conclusioni logicamente sbagliat… mi chiedo ancora ma chi scrive questi articoli quanto pensa che sono ignoranti le persone a cui questo si dovrebbe rivolgere? ho offeso qualcuno chiedendo con quale presunzione si crede competente a parlare di certi argomenti?e solo un esperto qualsiasi come gli opinionisti che vanno in tv a fare salotto o ce una reale competenza per parlare di certi argomenti?la domanda è innoqua(e non è violenta).. se vogliamo addirittura legittima e banale.. forse proprio per questo questa e altre domande infastidiscono.. ripeto: essere giornalista smarca dall’essere competete a parlare di certi argomenti e basta solo autoattribuirsi un esperienza mai misurata sul campo da nessuno in maniera oggettiva?
    invito comunque il signor salvo a documentarsi meglio su quello che si dice rispetto alla pas … (apparte gli aggettivi di cui non riesce proprio a fare a meno mentre espone le sue fumose teorie che lasciano il tempo che trovano) in italia sembra che ci sia uno scienziato della psicologia non ricrdo neanche il nome visto la diffidenza che ho verso questa presunta pseudoscienza che ha un pubblicato un volumetto che vende in giro a un cifra irrisoria qualche euretto o giu di li(quanto di fatto varrebbero le asserzioni fatte per negare la pas) non lo si trova nelle librerie forse perchè non ha trovato un editore sufficientemente coraggioso da pubblicarlo o forse perchè non ha voluto dare troppo risalto alle fesserie che sostiene…. io ne sto cercando una copia da inviare all’orddine degli psicologi e all’ordine dei medici… sarebbe interessante capire se questo saccente signore è iscritto si o no a questo e o a quell’albo per capire come mai ha delle opinini cosi corraggiose rispetto alla pas (praticamente in controtendenza)… sara poi l’ordine dei medici e o degli psicologi o entrambi eventualmente a spiegargli quali comportamenti etici deve avere…. premetto io mi occupo di informatica sono un apposianato di scienza e non considero la psicologia una scienza per nessuna delle sue affermazione… non commetto mica un reato se io il signor nessuno sostiene che la psicologia non ha valeza scientifica per nessuna delle sue asserzioni.è una pseudoscienza che puo sostenere tutto e il contrario di tutto fatto che è in antitesi con qualsiasi pensiero scientifico… (l’ordine esiste anche per questo) la pas ne è una palese evidenza di quanto sto a sostenere sembra una moda chi dice si e chi dice no…. l’ordine degli psicologi ha gia detto che l’affido condiviso è salubre per il minore… quindi una legge che va contro la costuzione (in primis art 3) non la si puo fare e contestualmente non si puo fare una legge che va contro la salute del minore cioe che escluda l’affido condiviso per questo…. qua trovate il documeto con cui l’ordine degli psicologi si è pronunciato a favore dell’affido condiviso… quindi la futura legge deve essere rispettosa di questa affermazione fatta dall’ordine degli psicologi
    http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20Ordine%20degli%20psicologi.pdf
    gentile susanna io non ho solo chiesto un consiglio su come fare parmigiana… ma ho anche chiesto alla gentile giornalista (oltre anche ad altro a cui seguira una sua cortese risposta) se puo spiegarci qualcosa sulla particela di dio scoperta al cern di ginevra… ho offeso qualcuno?
    fare semplici domande non è essere violenti… quando preparavo i liceali all’esame di maturita in matematica e o in fisica facevo loro domande molto piu difficili… qua ho fatto semplici e ingenue domande e qualcuno mi accusa di avere un violenza verbale … ripeto sono solo domande,dove sta la violenza verbale? danno fastidio perchè troppo semplici e imbarazzanti?

    la prego signor salvo si occupi di altro e non di Pas non fa un bella figura sostenendo che la Pas non esiste faccia parlare gli esperti in merito… poi faccia quello che vuole ma non si lamenti se qualcuno si prende gioco di lei e delle sue bizzarre spiegazioni per sostenere il negazionismo della Pas.
    un altra domanda la faccio al signor Salvo visto che non sono interessato alla sua scienza (mi interesso di equazioni e o di numeri primi e o di reti neurali MLP… non perdo tempo dietro la psicologia troppa aria fritta)…
    gentile signor salvo: è nato prima l’uovo o prima la gallina?
    attendo risposte

  • Luisa Betti

    Ho chiesto ripetutamente di evitare cortesemente le maiuscole (come a fare la voce grossa) nei vostri commenti e i punti esclamativi per un dialogo più pacato e civile. Non posso editare tutti i vostri scritti soprattutto se sono lunghi e dato che spero di parlare con persone in grado di intendere e di volere, lo ripeto. Quindi rivedete i vostri commenti e togliete il maiuscolo: per cortesia scrivete senza alzare i toni, non ce ne è bisogno dato che gli argomenti già sono sufficienti. Grazie

  • pierto

    gentile signor salvo nessuno fondamento scientifico sostenuto dalla psicologia potrebbe essere sostenuto meglio o peggio di come si soterrebbe la PAS… la piu robusta delle teorie dalla psicologia portato in un dipartimenti di matematica e o di fisica sarebbe cestinato e deriso …. la psicologia a mio modesto parere non è una scienza e spero presto che sia messa fuori dai tribunali… nell’ambito di questa finta scienza si puo sostenere tutto e il contrario di tutto (la PAS ne è una palese evidenza)… questo permette agli psicologi di dire quello che vogliono…. neanche l’ordine degli psicologi è riuscito a uniformare la fantasia degli psicologi… questo è un bel problema… l’alta epiricita di questa pseudo scienza la rende piu simile all’astrologia che a una materia scientifica degna di essere presa in considerazione…. gentile signor salvo… mi perdoni non sono interessato alla sua spiegazione sulla PAS perchè poco scientifica e non si capisce a che titolo ci onora con ste paginate di spiegazioni informi e prive di logica…. potrebbe solo dirmi secondo lei: chi è nato prima se l’uovo o la gallina? ….

  • fabio

    riappare il rompiscatole… solo per scusarsi con ELisabetta. Ho letto male il suo riferimento alla mia identità. Quanto ai siti fake: possibile che le donne che compiono le ricerche non siano capaci di capire dove sono finite? E anche se fosde, vogliamo veramente introdurre il resto di “sottrazione di traffico”?

  • Simone Boursier

    Una inchiesta sul blog del Corriere della sera che qui dedico a tutti quelli che negano la violenza sulle donne, il femminicidio, attaccano e denigrano chi difende queste donne e fa informazione corretta come la giornalista Luisa Betti fa in questo blog subendo ingiurie e offese ingiustificate, a tutti quelli che non sanno cosa dicono quando parlano violenza, donne che scappano, bambini che urlano, a chi disconosce lo stupro, le botte in casa, i lividi sulle braccia e sul viso: per tutti loro è arrivata la “27esima ora”.
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/linchiesta-storie-di-violenza-8-benestanti-colte-con-buon-lavoro-e-la-paura-di-denunciare/

  • Simona Boursier

    A guardare i commenti stizziti e le accuse di nazismo, censura, femminismo contro la gentilissima signora Betti, che permette a persone così poco gentili di esternare la loro frustrazione con lei, offendendola, viene proprio da sorridere. L’effetto che ha fatto il suo articolo su alcuni padri separati e sulle loro nuove compagne sembra quello di un formicaio devastato in cui tutte le formiche si sono arrabbiate e scantonano, per la voglia di farla pagare a chi gli ha rovinato il piano che si erano preparate zitte zitte: far passare il ddl 957 sotto silenzio, senza che il popolo si accorgesse della cosa. E perché volevano che tutto avvenisse in silenzio? Perché lo sanno loro per primi che il ddl 957 sarebbe una condanna per bambini e mamme.

  • Gianpaolo

    Sono docente ed educatore da 20 anni, ho appoggiato il Manifesto in moltissime battaglie anche contribuendo in modo generoso piu’ volte.
    Ora, da padre separato non riesco proprio a trovare ragioni nell’ostilità ad una riforma che permetterebbe agli innocenti di essere trattati come tali(padri che sono e fanno i Padri)e non gettati nel girone dei violenti e dei colpevoli solo perchè uomini.
    Profondamente addolorato di vedere una sinistra arroccato alla difesa di un falso femminismo che ha girato le spalle ai veri valori che lo avevano generato. La famiglia è il centro per i figli, anche se separata. Piegando e togliendo dignità ad una delle parti non si fa altro che spaccare e creare tensione, è questo che fa male ai figli. Con incredulità, immenso rammarico e a malincuore lotterò con tutte le forze affinchè la vostra parte politica non abbia consenso (non sarà certo difficile).
    La famiglia è la cellula sana della società e va difesa, anche quando separata.
    Gianpaolo Delfino

  • pierto
  • Paola

    Gentile signor Mazzeo, conosco personalmente chi tiene in piedi molte di quelle che Lei, nel tentativo di diffamare, chiama pagine spazzatura.
    La persona a cui Lei fa riferimento in modo ossessivo (conosco il nome ma per questioni di privacy devo ometterlo) ha l’affidamento condiviso. Eviti quindi di raccontare bugie.

  • Luisa Betti

    Gentili commentatori e commentatrici, mi dispiace moltissimo, ma sono costretta a chiudere momentaneamente i commenti sull’articolo sopra riportato. Non mi accusate per favore di censura o quant’altro, ma non posso più moderare i vostri commenti per i toni e in alcuni casi anche per i contenuti. Grazie