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L'urto del pensiero

Fuori dai coglioni!

CORRUZIONE

Qualcuno ci dovrebbe spiegare con quale credibilità etica e morale un governo elimina di fatto l’articolo 18, decretando che il lavoratore può essere licenziato senza che neppure si attenda la pronuncia di un giudice, e poi non «licenzia» un ministro come Lupi, di cui sono documentate le telefonate per far assumere il figlio da un imprenditore che ha ricevuto e riceve appalti dal suo ministero. Imprenditore che ha regalato al figlio del ministro un Rolex costosissimo, e a ogni componente del suo staff abiti fatti cucire su misura.

IL POTERE CHE NON DEVE CHIEDERE

Solo uno sprovveduto, o una persona in malafede, potrebbe non accorgersi di questa palese e vergognosa applicazione della nota prassi dei «due pesi e due misure»: da una parte, infatti, al popolo vengono imposti flessibilità, precarietà, licenziabilità dal posto del lavoro al minimo giramento del «padrone», dall’altro ministri e potenti si ritrovano il sedere cucito alla poltrona malgrado siano stati scoperti a compiere le nefandezze più vergognose per il ministero di cui sono titolari. E dire che in questo caso il «padrone», o datore di lavoro, dovremmo essere proprio noi. Noi popolo che con le nostre tasse sovvenzioniamo i lauti stipendi di parlamentari e ministri che dovrebbero ricoprire quelle cariche al nostro servizio.

E allora non mi viene altro da fare che «urlare» che trovo insopportabile, intollerabile e persino vergognosa l’ipocrisia del ministro Lupi, quando tenta di difendersi sostenendo di non aver mai fatto «pressioni» in favore del figlio né di alcuno del suo staff.

Un’ipocrisia vergognosa perché tutti, tutte le persone fornite di minimo buon senso, sanno benissimo che il potere è quella dimensione che ti fa essere cercato, pagato, privilegiato e blandito «a tua insaputa», ossia senza che tu debba chiederlo né attuare la benché minima pressione.

Anzi, il fatto che il potente non debba chiedere alcun privilegio o regalia per sé e per i propri accoliti, è condizione basilare affinché chi ha bisogno di lui si offra spontaneamente di accontentare i suoi desideri e i bisogni più inespressi.

Abiti firmati, Rolex da 10 mila euro per la laurea del figlio, figlio che a due mesi dalla stessa viene fatto assumere in una società beneficiaria degli appalti controllati dal Ministero di cui il padre è a capo.

MISURE DRASTICHE

Non c’è altro da dire. Non c’è nulla da dire. C’è da fare. Cacciare via immediatamente questo ennesimo caso di vergogna della classe politica e dirigente, che abusa del proprio potere e anche, con le sue dichiarazioni ipocrite, dell’intelligenza e della dignità del popolo italiano (su cui ha giurato, come ministro). Cacciarlo a calci nel culo e immediatamente!

Viviamo in una situazione di emergenza sociale? In nome di questa emergenza ci stanno privando dei diritti e delle tutele più elementari ed umane? Benissimo, allora in nome di questa emergenza occorrono misure veloci, drastiche e inappellabili per tutti. A cominciare da coloro che sono pagati dal popolo italiano e ricoprono delle cariche che richiedono decoro, misura e funzione di esempio.

E quindi via, immediatamente fuori dai coglioni Lupi e con lui tutti coloro che sporcano l’istituzione che rappresentano. Tutti coloro che usano il proprio potere per privilegiare figli, amanti, nipoti e quant’altro, in barba a quel «merito» che dovrebbe rappresentare una risorsa preziosa ai fini della selezione di una classe dirigente e lavorativa degna dei ruoli che va a ricoprire (e poi ci chiediamo il perché di un Paese allo sfascio).

E via anche in maniera fragorosa e pubblicamente umiliante, come avviene nei paesi seri.

Né qualcuno si azzardi a dire che questa intemerata condita di espressioni volgari è frutto di demagogia, populismo, moralismi inappropriati o giustizialismi di ritorno (sic!).

UNA QUESTIONE PRAGMATICA, ALTRO CHE POPULISMO

Perché siamo di fronte a un a questione ben razionale e pragmatica: con quale legittimità, infatti, un governo può pensare di chiedere sacrifici al suo popolo, di imporgli misure che lo deprivano di diritti e tutele quando le stesse persone che siedono sulle poltrone governative risultano privilegiate, esentate dal pagare i propri errori, stolidamente e arrogantemente arroccate su un Olimpo degli intoccabili?

Presidente Renzi, lo so bene, qua nessuno è fesso. Gli equilibri politici, i rapporti di forze che tengono in piedi il suo governo, l’inopportunità di rischiare la rottura con un alleato scomodo ma necessario sul piano dei numeri.

Tutto vero, per carità, ma lei ci ha raccontato di essere salito sulla carica più alta del governo del Paese con uno spirito e una volontà di rottamare quanto di più vecchio, indecoroso, ingiusto e mortificante c’era prima di lei e ci ha condotto al disastro che è sotto gli occhi di tutti.

Bene, adesso ha l’occasione di dimostrarlo, in barba a tutte le convenienze di piccolo cabotaggio e cortissimo spettro. Cacci via questo signore indegno del ruolo che ancora ricopre. Altrimenti, se passa l’idea per cui a vincere sono i furbi e i disonesti, che essi sono intoccabili perché potenti, allora si sarà realizzato il disastro più grande che può colpire un Paese, il punto di non ritorno assoluto.

E si sarà perduto per sempre anche il minimo barlume di una luce che possa tornare a illuminare questa Italia così corrotta e miserrima.

  • maria

    Dovrebbe andarsene pure Renzi, lui ha definitivamente affossato i principi fondamentali della Costituzione grazie a Jobs Act e all’imminente ddl “Buona scuola.