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losangelista

Fumata nera a Cooperstown

San Francisco Giants v San Diego Padres

E’ il tempio assoluto dello sport  nazionale. Il Baseball Hall of Fame e’ il panteon per gli eroi del diamante dove ogni anno vengono iscirtti i nomi dei piu’ riveriti giocatori del MLB il campionato dello sport che se non e’ piu’ il piu’ ricco o seguito (il football lo ha da tempo superato e il basket gli contende i tiosi piu’ giovani e urbani) rimane comunque di certo il piu’ sacrale. Il modello Hall of Fame inventato per il baseball e’ stato poi ripreso da altri sport, da Hollywood per le sue stelle, perfino il rock n’roll ormai ne ha uno, ma ogni americano  sa che Cooperstown  e’ l’originale e ogni anno si attende l’annuncio dei fortunati atleti ammessi alla ritretta cerchia in base ai voti dei giornalisti sportivi di tutto il paese. O almeno di solito. Ieri  infatti – evento rarissimo – nessuno dei candidati e’ riuscito ad ottenere il necessario 75% percento dei voti che concede accesso alla gloria imperitura del Hall of Fame. Colpa del doping che anche nel baseball ha dilagato con la colpevole ignavia di una lega che per anni ha finto di ignorare il problema fin quando e’ dieventato paradossale. E’ vero che gli steroidi non aiutano la concetrazione dei pitcher o i riflessi dei difensori, nemmeno la precisione millimetrica dei battitori, ma la potenza dei musocli di questi ultimi serve invece moltissimo a battere home run, le mazzate capaci di spedire le palline fuori campo a 150 m di distanza per il visibilio del pubblico. Cosi’ a partire dagli anni 90 prendendo spunto dai colleghi semiculturisti del football, molti “sluggers”  hanno cominciato ad irrobustirsi con gli appositi supplementi fino a diventare ipetrofici giganti capaci di raddoppiare  il numero di fuoricampo. Giocatori come Bary Bonds dei Giants, Sammy Sosa di Chicago, Jose Canseco ad Oakland, Mark McGuire dei Cardinals  hanno cominciato a romprere record a ripetizione per numero e distanza di home run, una generazione di giocatori dopati e maggiorati che ha falsato le medie di uno sport ossessionato dalle statistiche e dal buon esempio, fino allo scandalo della Balco – il laboratorio di San Francisco che con una capillare rete di distribuzione riforniva atleti di tutto il paese. Ora la genrazione dopata e’ giunta alle porte del Hall of Fame ma i votanti si sono ribellati e li hanno lasciati fuori.

LucaCelada