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Frank Lloyd Wright for sale

Il celebrity real estate e’ un sincretismo molto losangelese di beni immobili e societa’ dello spettacolo, un termine applicabile sia alle vicissitudini immobiliari del star  (alla compravendita delle cui case il Los Angeles Times dedica da anni una apposita rubrica), che agli esemplari architettonici di particolare rilievo. Questi ultimi in una  citta’ virtualmente priva di opere pubbliche monumentali  e in cui scarseggiano grandi edifici particolarmente rinomati, sono solitamente abitazioni private progettate dai molti innovatori modernisti che vi hanno lavorato,  tra gli altri Neutra, Schindler, Koenig, Lautner e Frank Lloyd Wright, creando un vero patrimonio di architettura moderna. Abbiamo gia’ parlato qui della Ennis Brown House, una delle quattro o cinque ville californiane erette da Wright fra il 1923 e il 1925 con la tecnica del “textile block”, ovvero coi caratteristici mattoni di cemento stampati in forme disegnate dallo stesso architetto che conferisocno alle grandi residenze un look vagamente azteco. Come spesso avviene la Ennis che domina la citta’ come una fortezza indigena dalla collina di Los Feliz e’ stata usata come location in decine di film (da House on Haunted Hill a Blade Runner) e da qualche anno, ormai disabitata, e’ stata gestita da una fondazione che la apriva per visite pubbliche una volta al mese – operazione rigorosamente privata in una citta’ in cui, anche prima dell’attuale crisi di bilancio, la sponsorizzazione culturale e’ lasciata quasi interamente al mercato. Una strategia  che molto giova alla prevalente retorica liberista dei politici, un po’ meno alle opere stesse.  La Ennis Brown nella fattispecie e’ da tempo a rischio di crollo a causa di danni strutturali e lo sgretolamento dei mattoni “sperimentali” che Wright realizzava mischiando al cemento terra del luogo. Cronicamente a corto di fondi adeguati al mantenimento la fondazione l’ha infine messa in vendita, chiedendo $15 milioni. Ma il mercato immobiliare, Wright o non Wright, si sa e’ quello che e’ e dopo un paio d’anni la storica casa e’ infine stata ceduta per la modica di $4,5 – vero affarone per l’acquirente: Ron Burkle, magnate di supermercati, mecenate del partito democratico e faccendiere limitrofo a Hollywood. Ora dovra’ spendere altri soldi (si parla di $7 milioni) per il restauro – oppure potrebbe semplicemente demolirla e costrurie un’altra villa: la tutela delle belle arti al regime di mercato non risulta.