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FranciaEuropa

Francia sotto choc: Peugeot conferma 8mila licenziamenti

Stamattina, la direzione di Peugeot-Citroen ha confermato le peggiori previsioni: ci saranno tra  8mila e  10mila soppressioni di posti di lavoro nel primo gruppo automobilistico francese. La fabbrica di Aulnay, vicino a Parigi, dove lavorano 3300 persone, sarà chiusa e la produzione della C3 concentrata nel sito di Poissy. Molto colpito anche il centro di produzione di Rennes: 1400 licenziamenti previsti su 5600 dipendenti.  Bernard Thibault, segretario della Cgt, parla di “terremoto”: “ricordo che un anno fa i nostri rappresentanti avevano già dato questa informazione, ma senza dubbio il contesto elettorale non si prestava alla conferma di un tale terremoto”. Thibault ricorda che per un posto diretto nell’industria automobilistica, ce ne sono 3-4 nell’indotto e che quindi bisogna moltiplicare le perdite di posti di lavoro per questa cifra.

Philippe Varin, ad del gruppo Psa, va valere che “l’ampiezza e carattere durevole della crisi che colpisce la nostra attività in Europa rendono ormai indispensabile questo progetto di riorganizzazione”. Peugeot, dopo aver dimezzato gli utili tra il 2010 e il 2011, ha chiuso il primo semestre di quest’anno con una perdita di 700 milioni di euro per il settore auto. Psa prevede un calo delle vendite in Europa del 10%. Peugeot ha delocalizzato meno di Renault, ma ha anche diversificato meno le vendite nei paesi emergenti. Con Sarkozy aveva beneficiato di aiuti di stato. Ora la Cgt chiede un “piano massiccio di sostegno” pubblico per il settore auto. Per il momento, il governo ha promesso un “rapporto di esperti” sullo stato reale di Psa “entro 15 giorni”, ma già il ministro del riassetto produttivo, Arnaud Montebourg, ha messo le mani avanti e ricordato che, a differenza di Renault, lo stato non è azionista di Peugeot e che quindi ha poco margine di manovra.