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Napoli centrale

Foibe: Prc contro le celebrazioni

 

Rifondazione comunista critica il sindaco perché ha organizzato nella sala giunta un momento commemorativo delle vittime delle Foibe, in gran parte italiani fascisti che si trovavano nell’Istria contesa alla Jugoslavia. A 24 ore dall’evento in un comunicato il segretario provinciale del Prc Antonio D’ Alessandro e quello dei giovani comunisti Antonio Perillo hanno espresso “radicale dissenso” per l’iniziativa di Luigi De Magistris in quanto: “ Seppur permessa dalla legge, le celebrazione non andava fatta perché non solo non costituisce un obbligo per le amministrazioni, ma si presta ad un’abile operazione revisionista che, strumentalizzando in maniera becera la questione delle Foibe, prova a far passare per vittime i carnefici fascisti che si macchiarono di atroci genocidi nei confronti delle popolazioni jugoslave, e a riabilitare un’ideologia dietro la quale si celano razzismo, antisemitismo, aggressioni violente ai danni di attivisti politici, migranti e omosessuali”.

Precedentemente, all’inizio della settimana erano stati invece i rappresentanti di Fli a tirare per la giacchetta De Magistris tramite il coordinatore Roberto Menia, attaccando l’amministrazione perché non aveva previsto nessun momento di raccoglimento. “Un motto di regressione disdicevole per un ex magistrato come il sindaco” aveva attaccato Menia.

Di certo da quando è stato istituito il giorno in ricordo delle Foibe, spesso ci si trova in situazioni analoghe proprio perché luce non si è fatta di quel momento storico e perché l’istituzione per legge del momento commemorativo il 10 febbraio è stata vista dalla sinistra come una vittoria dello spirito revisionista che vuole ricordare anche le vittime della Repubblica di Salò, e sminuire la portata della resistenza partigiana.

Pare che in una lettera Palmiro Togliatti definì le Foibe “giustizia sommaria degli italiani contro i fascisti”, ma altri ricordano i soprusi e le azioni immonde contro croati e jugoslavi che avevano portato a quegli atti.

Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. […] I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dianriche io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”, aveva dichiarato Benito Mussolini in un’uscita pubblica a Pola. Insomma la ferita di quanto accaduto è ancora aperta.

 

 

In serata De Magistris ha risposto alle critiche del Prc: “ Da convinto antifascista, che crede profondamente nei valori della Resistenza come fondamento della nostra stessa Costituzione, e visto il mio ruolo istituzionale di sindaco, credo sia stato giusto e opportuno ricordare il massacro delle Foibe. Non per alimentare alcuna forma di revisionismo storico, che rappresenta quanto di più estraneo alla mia cultura politica e civile – ha scritto de Magistris – ma per non disperdere il tragico insegnamento della storia tumultuosa del Novecento, la quale ci ha affidato l’importante ed essenziale compito di conservare la memoria di quanto accaduto con il fine di evitare che si ripetano, nel nostro presente e nel nostro futuro, orrori simili”.

  • Acci

    Dopo aver invitato la cittadinanza a votarlo contro il candidato pd Morcone con la ragione che “quello viene da fuori” (Caserta!), dopo aver presenziato alla liquefazione del sangue di San Gennaro, gli mancava solo la commemorazione delle foibe. Se quest’ultimo passaggio rientra probabilmente nella strategia personale di De Magistris a proporsi come leader politico nazionale, quindi come conquista di un cammeo di correctness vigente da ostentare nel curriculum della propria personale carriera, tutto il percorso conferma la costruzione artificiale del carisma quando non si è espressione di un partito e delle sue istanze radicate nella composizione sociale. Il tutto rientra nella crisi del sistema politico sullo sfondo della criisi economica etc etc etc.

    ‘notte

  • Davide

    Come si fa a criticare un’operazione del genere.
    Dobbiamo smetterla di difendere l’indifendibile storico.Sono realtà in cui sono state uccise persone come tantissimi altri campi di prigionia o concentramento.
    Le persone che vengono da una cultura di destra e quelle da una di sinistra devono smetterla di appropriarsi di verità e bugie storiche.Questo ci porta a difendere anche l’indifendibile attuale facendoci perdere il buon senso e la criticità verso chi la pensa più o meno come noi.
    Dobbiamo rimanere liberi e critici di testa non prigionieri di vecchie,fantastiche e poverissime ideologie.

  • martino

    Si puo’ e si deve criticare un’operazione del genere perche’ aggiunge retorica in un paese che ne e’ da sempre intossicato e che ha bisogno di verita’ storiche, non di ridicole celebrazioni;che cosa si celebrano, i morti perche’ sono morti, i vivi che ritornano a rompere i coglioni con storie mal digerite, poco comprese, travisate, falsificate? Italiani, siete dei pagliacci, sempre e comunque.