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Horror Vacuo

In questa luminosa nebbia

Credere o non credere all’amore. A giudicare dalle ipnotiche 10 tracce contenute in This foggy way to be – che ascoltiamo quasi per collimazione, per proteggerci dalla foresta – l’amore salva la vita, e squarcia la nebbia. Per sempre.

Foggy non è soltanto un nome che fiancheggia la vita, valutando il tempo di avvicinamento del dolore. E’, piuttosto, un ostensorio di persone bellissime – Susanna Rienzi ed Enrico Masci, voci, suoni e arrangiamenti – invisibili difensori dell’Amore da A ad A e della Resistenza alle casse integrazioni intercontinentali del telespazio. Poesie sotto forma di canzoni, come Nothingless o Flam, sussurrano che la verità non abita nello sfrigolio di una stella che cade, cade, cade. Ma in un abbraccio sbrindellato, dove lo spartito ingigantisce la memoria, la voce dilata il pianto, la linea retta piega il bacio della Luna in cielo.
This foggy way to be ci rende tutti un po’ più coscienti della sera e del mattino.
Attacca con una planimetria del navigare per il mondo e finisce come un radiofaro nel deserto o sulla montagna: resistiamo, stiamo in alto, senza cartine: voliamo. Il componimento della nebbia lo produce il nostro corpo, istintivo, naturale, selvatico. Dai suoi liquidi dipende la generazione della pioggia. O, illusoriamente, del Sole.