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Fitto va in vacanza, Trenitalia gli fa ponti d’oro

Articolo di Cinzia Gubbini

«Massima attenzione alle pulizie e al servizio offerto, compreso equipaggi, loco, puntualità e sicurezza patrimoniale». Che serietà, sembra quasi il gergo di un’azienda che funziona bene. Peccato, invece, che si tratti di Trenitalia i cui disservizi sono ben noti a tutto il paese. E peccato, soprattutto, che la mail in questione – solo una di una serie di cui il manifesto (fonte) è venuto in possesso – non riguardi il servizio da offrire a tutta la clientela. Ma a una persona sola. E alla sua famiglia s’intende. Il privilegiato è un ministro, non tra i più noti per la verità, per il quale nelle scorse settimane si è mobilitata la compagnia dei treni nelle sue alte sfere: Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le regioni.

Fitto e la sua famiglia, che vivono a Lecce, usano andare in villeggiatura in Trentino Alto Adige, a Renon. Quest’anno il ministro, con la moglie e i due figli, ha raggiunto la località alpina in treno, l’8 agosto, viaggiando di notte sull’Espresso 924 Lecce-Bolzano, meglio conosciuto come carro-bestiame. Un treno a lunghissima percorrenza spesso strapieno e composto da carrozze che sembrano appartenere a un’altra era geologica. Una scelta che sembra quasi «popolare»: un ministro che viaggia come tutte le altre persone. Essendo in vacanza, in effetti, non dovrebbe esserci nulla di strano. Ma Fitto, ex presidente della regione Puglia e assurto agli incarichi nazionali per volere di Silvio Berlusconi in persona, che lo considera un suo protetto, ragiona in un altro modo. E prima di partire, chiama l’azienda pubblica. Che subito si mette al servizio.

Il 2 agosto, alle 10,05, scatta la prima mail di «adunata». Mittente è Paolo Locatelli, responsabile direzione passeggeri nazionali e internazionali, ovvero la persona con cui diversi viaggiatori vorrebbero fare quattro chiacchiere. L’oggetto della «comunicazione» dice tutto: «Viaggio importante». «Un ministro – si legge – viaggerà con famiglia (2 adulti+ 2 bambini) in Excelsior sul seguente itinerario: 7 agosto Lecce/Bolzano, 21 agosto Bolzano/Lecce». Poi la specificazione che il ministro intende essere trattato con i guanti: «Il ministro si è raccomandato per sicurezza a bordo treno ed assistenza (avranno 2 compartimenti adiacenti sia all’andata che al ritorno). Cordiali saluti». Facile prendere il treno così, onorevole.

La mail raggiunge i responsabili delle aree di Vendita e Customer care, della Divisioni passeggeri per le tratte notturne, e anche della Protezione aziendale, i cosiddetti «007» dell’amministratore delegato Mario Moretti, un apparato di intelligence interna che costa solo di stipendi venti milioni di euro l’anno. Immediatamente si mette in moto una macchina organizzativa efficientissima. All’«oggetto» delle mail si aggiunge, intanto, un’altra parola: «Riservata». Meno se ne sa, meglio è.

Per Fitto vengono selezionati e scelti i macchinisti e i controllori, è garantita una scorta di Protezione aziendale su tutto il tragitto, più gli ispettori affiancati al personale di macchina e di bordo perché tutto fili liscio. Non solo: il treno viaggia con particolare cura per la circolazione e la puntualità, come da mail inviata alle 20,29 del 2 agosto: «Si raccomanda attenzione alla pulizia e al servizio, alla puntualità e alla sicurezza patrimoniale». Sembra quasi il decalogo delle cose che non funzionano per i passeggeri «normali». Evidentemente a Trenitalia lo sanno bene.

Il tutto, ovviamente, gestito con la massima discrezione. A vederlo Raffaele Fitto poteva anche sembrare un normale cittadino in treno. Ma in realtà i dirigenti di Trenitalia si preoccupano di dove dormirà il ministro e famiglia. Nelle mail si parla della necessità di verificare la «disponibilità di una T3S». Si tratta delle carrozze Excelsior presentate tre anni fa – niente di eccezionale, trattasi di vecchie carrozze “revampizzate”, cioè rimodernate per garantire qualche comfort in più. Ce ne sono due di norma sulla tratta Lecce-Bolzano.

Ma andando a spulciare la composizione del treno del 7 agosto, qualcosa non torna. Ci sono, infatti, due carrozze in più rispetto alla composizione del giorno prima e del giorno dopo – e per la verità di tutti i giorni a venire, compresi quelli caldi di Ferragosto, per temperature e numero di passeggeri. Una di queste carrozze è una WlMua, sigla che sta ad indicare una carrozza Excelsior dotata anche di suite matrimoniale e doccia in camera. E’ una carrozza che viene messa in composizione ma «vuota», cioè non prenotabile.

Come se per l’onorevole Fitto si fosse approntato addirittura un vagone in più, visto che nel frattempo per tutti i viaggiatori italiani è cominciato l’incubo sui treni notte: impossibile prenotare cuccette e vagoni letto. Trenitalia ha inibito la vendita dei biglietti fino a dicembre perché i lavoratori di una delle tante ditte esterne a cui sono stati appaltati i vari servizi – la Rsi – sono in sciopero a causa del mancato pagamento degli stipendi, che va avanti da più di quattro mesi.

«Lo sciopero riduce la disponibilità di vetture e costringe quindi Trenitalia a modificare la consueta e regolare composizione dei “treni notte”», è uno degli annunci destinati ai «comuni mortali» su Trenitalia.it. Evidentemente, per gli amici si può fare uno sforzo. E mentre i dirigenti di Trenitalia si occupano di organizzare anche il viaggio di ritorno del nostro ministro, ecco che il 19 agosto – con pochissimo preavviso – arriva una mail che annuncia l’annullamento del viaggio programmato per il 21. Tutti a casa quelli che erano stati mobilitati.

Come sia tornato a Lecce il ministro Fitto non lo sappiamo. Ieri abbiamo provato a rintracciarlo, ma non ha voluto replicare, fa solo sapere di aver viaggiato su quel treno il 7 agosto, ma senza alcun privilegio particolare. Peccato che le mail interne a Trenitalia siano lì a dimostrare come sia stato lui stesso a lanciare l’input, chiedendo «protezione e assistenza». Trenitalia ha fatto il resto, mettendo in campo tutta la propria expertise.

Quanto sarà costato tutto questo? Inviare in trasferta ispettori, uomini della protezione aziendale, forse reperire una carrozza. E il biglietto? La famiglia di Fitto avrà pagato di tasca propria – il ministro, si sa, viaggia gratis anche in vacanza – o il viaggio sarà stato gentilmente offerto? Su questo Trenitalia specifica: «il ministro ha regolarmente acquistato i biglietti tramite un’agenzia di viaggio». E per il resto? «E’ stato trattato come un normale cliente». Bene, dunque da domani scrivete a Trenitalia prima di partire. Provateci voi ad avere lo stesso trattamento.

Cinzia Gubbini, dal manifesto del 24 agosto 2011

p.s. In serata Trenitalia ha pubblicato una nota che conferma la notizia. Anzi, precisa che questo tipo di comportamenti è la “prassi” per ogni viaggio di rappresentanti delle istituzioni. Eccola:

“Trenitalia non ha fatto nessuna eccezione ”ad personam”. Cosi’ la societa’ del gruppo Fs, in una nota, replica a un articolo di stampa su un viaggio del ministro Raffaele Fitto. ”Trenitalia – si legge nella nota – precisa che il ministro ha prenotato e pagato il viaggio autonomamente. Non e’ stata approntata alcuna modifica speciale alla composizione del treno. La vettura su cui ha viaggiato era infatti quella regolarmente prevista. L’altra, di cui si fa cenno nell’articolo, era ‘fuori servizio’ per un normale invio tecnico, insieme ad una seconda vettura”. ”Erano entrambe chiuse e non prenotabili. E’ accaduto anche il giorno prima e tre volte, nei sei giorni successivi al viaggio del ministro – prosegue la societa’ -. I biglietti erano stati acquistati molti giorni prima che lo sciopero degli addetti alla manutenzione delle vetture letto riducesse la possibilita’ di impiego di quest’ultime ed esaurisse, di fatto, la disponibilita’ di biglietti. Il ministro aveva inoltre chiesto, se possibile, di modificare la prenotazione per avere due compartimenti adiacenti e comunicanti. Ha conservato i posti gia’ acquistati”. ”Anche in questa circostanza, quindi, nessuna eccezione ‘ad personam’. Il viaggio non ha infine comportato, per l’Azienda, alcun costo aggiuntivo – continua Trenitalia -. Insomma, anche se l’esibizione di mail aziendali a corredo dell’articolo vorrebbe suggerire il contrario, Trenitalia non ha accordato al ministro alcun trattamento di favore.

E’ prassi aziendale che, ogniqualvolta Trenitalia venga a conoscenza della presenza, sui propri treni, di rappresentanti delle Istituzioni e di alte autorita’ dello Stato, attivi le proprie strutture per assicurare massima attenzione, in particolare sotto il profilo della security. Non ha fatto eccezione neppure il viaggio del ministro Fitto”.

”Sempre in relazione all’articolo – conclude la nota -, Trenitalia ha informato il quotidiano che difendera’ la propria immagine nelle sedi idonee, contestando un uso ‘scorretto e strumentale di alcune informazioni e documenti’ con il solo scopo di ‘offrire un’immagine negativa, e assolutamente falsa’ dell’Azienda”.

p.p.s. il manifesto del 25 agosto 2011 pubblica anche una lettera dello stesso ministro.

Egregio Direttore,
ho letto il resoconto che il suo giornale ha inteso effettuare sulla vacanza della mia famiglia a Bolzano per precisarLe quanto segue.

Premetto che la ricostruzione che le offrirò deluderà le Sue aspettative, dal momento che non ho mai inteso utilizzare la mia carica istituzionale per ricevere attenzioni particolari, né ho mai fatto ricorso a peculiari ragioni di sicurezza, dal momento che di regola preferisco, se possibile, sottrarmi a misure che a tal fine altri predispongono.

Ciò premesso, ho prenotato, a mie spese, quattro posti letto per la tratta ferroviaria Lecce-Bolzano del 2 agosto 2011. L’agenzia viaggi «Croce Del Sud Viaggi» di Maglie, presso la quale da anni mi servo, mi ha segnalato la impossibilità di conoscere anticipatamente la distribuzione dei quattro posti letto anche se, alla luce della loro esperienza professionale, appariva quasi scontato che un medesimo gruppo familiare sarebbe stato collocato in cabine comunicanti,o quantomeno adiacenti.

La mia segreteria particolare ha solo inviato a Trenitalia una e-mail, non in Suo possesso, ma che comunque allego, contenente una garbata richiesta tesa ad ottenere una cabina unica, o due cabine comunicanti in ragione dell’età dei miei piccoli; nella stessa e-mail, si è avuta l’accortezza di precisare che la soluzione desiderata non avrebbe dovuto in nessun modo creare disagio agli altri passeggeri.

Ovviamente scopro solo adesso le iniziative che successivamente Trenitalia ha assunto e le e-mail riservate che gli uffici hanno diramato a loro interno. So però per certo che quando sono salito sul treno ho scoperto che mi erano state assegnate due cabine, tra l’altro non comunicanti.

Io e mia moglie abbiamo quindi deciso di utilizzare una sola cabina dove abbiamo viaggiato tutti e quattro, nonostante ne avessimo pagate solo due. Per quanto poi riguarda il ritorno, avendo deciso di anticipare di un giorno la nostra partenza da Bolzano, per sopravvenuti impegni di famiglia, la stessa agenzia viaggi «Croce del Sud» ha provveduto alla emissione di quattro biglietti aerei per la tratta Venezia-Brindisi presso la compagnia Ryanair (il tutto, desidero stupirLa un’altra volta, a mie spese personali). Questa è la verità, comprovata dai giustificativi di spesa che l’ Agenzia di «Viaggi Croce del Sud» di Maglie potrà mettere a Sua disposizione.
Distinti saluti.

dott. Raffaele Fitto