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losangelista

Fiat: Italian Job alla Pixar

ingresso degli studios Pixar a Emeryville, California

Nel giorno del “trionfo americano”  di Sergio Marchionne (vedi Autocritica di oggi), mentre visitiamo gli studios della Pixar Animation vicino San Francisco,  incappiamo in un altro esempio di strategia di immagine Fiat di taglio americano  e in particolare hollywodiano. Cars 2, dodicesimo lungometraggio Pixar  sta per invadere i multisala di mezzo mondo e il mercato globale con un uragano di merchandising, cotillon, giocattoli, videogiochi e accordi di “cross-promotion” pubblicitari a saturazione totale. Un film che di per se e’ sceneggiato con u occhio esplicitamente al mercato globale, con la storia che ripropone gli stessi personaggi-automobili  del primo film (il piu’ formulaico e “conservatore” della storia Pixar) in location scelte fra le maggiori  nazioni produttrici di macchine, guardacaso anche importanti mercati per la distribuzione cinematografica internazional da cui Hollywood e’ sempre piu’ dipendente. Lasseter, “padre fondatore” della casa di Emeryville, figlio di un concessionario Chevrolet di Los Angeles e’ da sempre appassionato di auto ed ha allargato qui il suo “cast” a modelli  iconici di tutto il mondo con particolare riguardo ai costruttori giapponesi, classici inglesi come la Rolls Royce  (e’ la regina d’Inghilterra con voce di Vanessa Redgrave) e Aston Martin (Michael Caine) le francesi Citroen DS, due cavalli e Ami 8, i maggiori marchi tedeschi e una forte presenza italiana, specificamente del gruppo Fiat. In un cinema sempre piu’ integrato col product placement, l’operazione dal punto di vista Pixar e’ sia una trovata geniale che frutto di un intenso lavoro “diplomatico” con i costruttori. Al punto che lo studio si e’ avvalso  di un di “cars franchise guardian”, una specie di ambasciatore incaricato delle relazioni industriali con le aziende automobilstiche. Jay Ward e’ un entusiasta “car nerd” (collezionista di Vespe e Moto Guzzi) che agli studios di Emeryville ci ha s raccontatao i retroscena della “selezione” e di come il gruppo Fiat  sia riuscito a fare la parte del leone nel film in cui al personaggio di Luigi (una 500 gialla) gia’ presente nell’originale si aggiunge un amplia gamma di modeli italiani da una versione cartoon di una Ferrari formula uno alla Topolino con voce di Franco Nero ad Alfa, Lancia, Panda,  nuove 500 perfino autocarri Iveco. “Per il  primo film contattavamo i costruttori e gli dicevamo che eravamo interessati a usare i loro modellli nel nostro film e il piu’ delle volte ci rispondevano ‘mah, non sappiamo…’. Adesso dopo il successo di quel film le cose evedientemente sono cambiate e tutti sono entusuasiti alla prospettiva di partecipare. Allo stesso tempo tutti sono sempre molto preoccupati di come verra’ usata la loro auto, che aspetto avra’, se dovra’ fare qualcosa di male, si rompe? Fa male ad altre macchine? Bisogna pensare a tutto,  e’ interessante. Il caso italiano e’ stato particolarmente interessante:sapevamo che in ogni paese volevamo utilizzare macchine dei maggiori marchi nazionali e quindi, in Italia,  Fiat. Nel 2009 abbiamo chiesto di poterli incontrare e ci hanno invitato a Torino. Una volta arrivati ci hanno diviso in gruppi; alcuni di noi sono andati in fabbrica ad ossevare la catena di montaggio altri in visita alla Giugiaro dove ci hanno fatto vedere la Namir. Dopodiche’ ci hanno portato al circuito di prova dove hanno tirato fuori molti modelli da rally, competizione , di serie, le nuove 500.. e ognuno ha potuto fare un po’ di giri di pista con piloti professionisti. E’ stato uno schianto, alla fine tutti ‘dicevano questa ci vuole, questa pure’. Ha funzionato –  mica scemi alla Fiat hanno avuto l’idea giusta, ci hanno conquistato.”   Un bel colpo di immagine insomma per l’uomo che a Emeryville chiamano affezionatamente “Sergio”.

  • Paolo1984

    Il primo Cars conservatore?? A me è sembrato portare un messaggio positivo cioè che non importa vincere, ma aiutare il prossimo in difficoltà: Saetta rinuncia ad un sicuro primo posto per aiutare il campione “storico”.
    Una morale molto semplice, ma non necessariamente “conservatrice”..poi c’era il furgone Volkswagen hippie..