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losangelista

Festival: Apre Toronto

Si apre la festa del cinema sulle rive del lago Ontario che non sara’ la laguna ma in compenso col suo orizzonte apparentemente infinito di mastodontico mare interno promette ancora una volta un respiro sicuramente piu’ ampio. Sensazione corroborata dal cartellone con 289 lungometraggi e 83 corti di 72 paesi di cui 146 anteprime mondiali. Non che l’esclusivita’ sia il principale criterio di un festival che come la citta’ multiculturale che lo ospita presenta un democratico melting pot di cinema internazionale, indie e hollywodiano. A quest’ultima categoria appartiene il film d’apertura. Looper presentato ieri al Roy Thomson Hall e’ un thriller fantascientifico di Rian Johnson ambientato in un futuro prossimo in cui sono state inventate e subito messe fuorilegge le macchine del tempo, quelle che esistono sono controllate dalla mafia che le utilizza per spedire le persone che vuole eliminare nel passato dove vengono assassinate senza traccia da killer chiamati looper fra cui Joseph Gordon Levitt. Una delle vittime che gli vengono spedite dal futuro e’ pero’ un se stesso invecchiato di trent’anni (Bruce Willis) che riesce a fuggire. Non e’ la prima volta che Willis naviga i paradossi spaziotemporali come avava fatto ne L’Esercito delle Dodici Scimmie , l’elaborazione di Terry Gilliam  sulla Jetee’ di Chris Marker (in cartellone quest’anno in omaggio al regista francese da poco somparso qui c’e’ anche Sans Soliel). Looper e’ una fantascienza distopica virata in noir  che mescola i generi e finisce per assomigliare anche a un western quando nel suspense di un uomo braccato da se stesso entra Emily Blunt madre single che vive  in una fattoria di frontiera. Un film che preferisce le convenzioni alla metafisica e finisce cosi’ per sprecare la premessa dell’idea ma che regala comunque qualche piacere specie nei face to face fr Willis e un Levitt dotatao di trucco e naso willissiano per trasformarlo in doppione giovanile del vecchio Bruce.