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Lo scienziato borderline

Festival Alta Felicità – Venaus (Valsusa)

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Sarà Festival Alta Felicità a Venaus in questi giorni.

La festa della Valle che resiste contro il TAV e contro tutte le tossicità che il TAV porta con sé, o che simboleggia.

Benvenuti nella valle che resiste: 22-23-24 luglio 2016 – Venaus (Val di Susa)

Tutte le informazioni su www.notav.info e www.altafelicita.org. Con grande piacere ed orgoglio di essere uno di loro, ne riportiamo qui alcune


Venaus sarà chiusa al traffico. Lasceremo le nostre auto e fermeremo il tempo e il consumo, per scoprire i segreti della natura e della vita tra le montagne. La valle sarà un luogo d’incontro per campeggiare, riflettere e divertirsi insieme, per creare quel senso di comunità che è substrato vitale per una crescita collettiva.

Tre giorni di musica, performances e dibattiti che si susseguiranno nelle diverse aree naturali raggiungibili a piedi attraverso sentieri tra i boschi, i fiumi e le montagne della Val Susa e delle Alpi Cozie. Artigiani e contadini valligiani ci guideranno alla scoperta dei segreti e della storia di antichi mestieri ormai quasi perduti. Accompagnati dai sapori e dai profumi dei piatti tipici della montagna.

Alta Felicità intende salvaguardare la natura che ospiterà il festival, attraverso appositi contenitori per la raccolta differenziata, posacenere distribuiti su tutta l’area e la disincentivazione all’uso di materali usa e getta.

L’intento è quello di vivere per tre giorni a bassa velocità e attuare un altro modello di vita a cui per vent’anni si è ispirato il Movimento No Tav, manifestando un legame e un amore immenso per la propria terra, slegato da qualsiasi logica di sfruttamento e distruzione del territorio.

Ecco la ricetta consigliata per vivere il festival ad Alta Felicità. Buon divertimento!

La Valsusa è situata nel mezzo delle Alpi Cozie: un luogo meraviglioso dove la natura è al centro della vita delle persone. La valle ha una disposizione “Est-Ovest” così perfetta da determinare un micro clima particolare e unico nella nostra penisola.

I sentieri per raggiungere le vette (alcune oltre i 3000 metri, come il Rocciamelone con i suoi 3.538 m) e i pianori, attraversati dai popoli in secoli di storia, sono per tutti i gusti e tutte le gambe. Da quelli più semplici a quelli più impegnativi, questi attraversano paesaggi montani caratteristici. Sono numerosi anche i rifugi e i bivacchi, dove poter trascorrere momenti unici in tutt’uno con la natura.

Il lupo è tornato a popolare le montagne piemontesi, grazie a un processo naturale di ricolonizzazione che ha visto questa valle come uno dei primi luoghi scelti delle Alpi occidentali.

In Valsusa non è difficile avvistare camosci e aquile, cervi e caprioli, e più in alto, tra le rocce, gli stambecchi non esitano a farsi ammirare. Nei pascoli è allevata una bellissima e rustica tipologia di bovino, la vacca  “Barà”  endemica  della  Valle  di  Susa  e  dell’adiacente  Val Sangone. Al calare della sera nei castagneti e nelle faggete è possibile udire il canto dell’Allocco, un rapace notturno affascinante ampia- mente diffuso in Valle di Susa insieme a molti altri rapaci notturni. Sono segnalate ben 18 specie di vertebrati incluse nella “Direttiva Habitat”, un elenco che a livello europeo descrive le specie partico- larmente meritevoli di attenzione per la loro rarità.

La vegetazione valsusina è tra le più varie di tutte le Alpi. Boschi di latifoglie si alternano a zone simili alla macchia mediterranea e a boschi di conifere. L’alta quota è il regno di pascoli sterminati e della vegetazione rupicola. I corsi d’acqua sgorgano ovunque generando ogni anno una verdissima estate. E’ inoltre un’eccellenza per la presenza di orchidee selvatiche, addirittura 47 specie dalle diversissime forme e colori!

La valle è ricca di sentieri non solo naturalistici ma anche storici. Via Francigena, Sentiero dei Franchi, Grande Traversata delle Alpi e Glorioso Rimpatrio dei Valdesi sono solo i più famosi percorsi che l’attraversano.

Parchi Naturali (come il Gran Bosco di Salbertrand, l’Orsiera-Rocciavrè, la Riserva di Chianocco o quella di Foresto), svariati rifugi alpini, laghi come quelli di Avigliana, gli orridi e le cascate si intrecciano con le testimonianze della storia umana come l’Abbazia di Novalesa, il Forte di Exilles, Porta Savoia, l’Arco di Augusto, l’Arena e le mura romane a Susa. Ma anche la storia più recente della Resistenza al nazi-fascismo, attraverso i sentieri Partigiani, offrono una ricca rete di percorsi per esplorare i monti valsusini.

Vigna Sara si trova al Cels nel comune di Exilles a circa 800 metri di altezza (limite massimo di maturazione della vite). Quest’area era un tempo interamente ricoperta da vigneti, ad oggi, quasi del tutto abbandonati. É una delle ultime vigne della zona ancora in produ- zione. Possiamo definirla “alpinistica”: si sviluppa su un versante di montagna attraverso una serie di terrazzamenti molto stretti. Nonostante le difficoltà di coltivazione e le rese piuttosto scarse, grazie al lavoro dei “vignaioli”, vigna Sara viene mantenuta in vita come patrimonio storico comune.


Line up musica

Venerdì 22

Nino Frassica / Rocco Hunt / Dj Gruff Featuring Gianluca Petrella / Assalti Frontali / Bestierare / Yo Yo Mundi / Lou Dalfn / Marco Rovelli / Zuli / Overage / Casa Del Vento  / I Fasti / Iubal / Errico Cantamale / Atropina Clan / Alp King

Sabato 23

Clementino / Eugenio Finardi / Vinicio Capossela / 99 Posse / Kaos & Dj Kraim / Egreen & Dj P-kut / Lucci & Dj Ceffo / Antonio Pascuzzo / Med Free Orkestra / Mao, Vito Miccolis, Lallo & Robbo / Egin / Vallento Posse / Mirafiori Kids /  Bal Oc Notav / Brigata Lambrusco / Alessio Lega & I Malfattori

Domenica 24

Subsonica / Ensi / Krakatoa / Willie Peyote/ The Blue Beaters / Punkreas / Muro Del Canto / Gli Statuto / Mama Marjas / Soulful Orchestra / Poor Man Style / Bull Brigade / Rimozione Koatta / Fanali Di Scorta / Elio Germano / Chef Rubio / Wu Ming 1 e 2 / Luca Mercalli / Senso Doppio & Wuoz / Michele Riondino / Jonathan Nossi- ter / Franco Neri /  Duka And Rumble Bit Sound / Philopat And Luca Pakarov / Domenico  Mungo

Inizio concerti ore 17:00


Pillole di storia NOTAV (2005/2012)

Dal 2005 nascono i primi presidi in alcuni paesi: Borgone, Bruzolo e Venaus

31 ottobre 2005:“Battaglia del Seghino”. Il primo momento in cui si fronteggia la popolazione valsusina e la polizia. Fin dall’alba ai piedi del Rocciamelone, a Mompantero , il popolo notav blocco l’avanzata della polizia che doveva scortare i tecnici di LTF che dovevano prendersi un terreno per mettere una trivella per eseguire un sondaggio geognostico. Inizia la militarizzazione del territorio.

16 novembre 2005: sciopero generale della Valsusa. Grande manifestazione tra Bussoleno e Susa.

29 novembre 2005: di notte la polizia impedisce l’entrate e l’uscita dal comune di Venaus, impedendo anche ad una delegazione europea, la visita alla zona. In serata la polizia allenta i blocchi e le persone cominciano a partecipare al presidio  permanente  di Venaus.

5 dicembre 2005: alle ore 3.30 circa il presidio di Venaus viene sgomberato con la forza. Le campane del paese suonano l’allarme per avvertire dell’arrivo della polizia. Una ruspa distrugge il presidio e le tende. Decine di anziani e giovani sono feriti dalla polizia.

Fino all’8 dicembre la popolazione valsusina occupa l’autostrada, le due strade statali e la ferrovia come forma di protesta per la violenza subita.

8 dicembre 2005: con una grande manifestazione con più di 60.000 partecipanti da Susa a Venaus si riprende i terreni presi dalla polizia.

Il Governo italiano decide di aprire un tavolo di trattativa e di dialogo che avrebbe avuto come compito quello di valutare seriamente l’utilità dell’opera. Non fu vero, servì solo a prendere tempo  e  dividere  il  fronte  compatto  dei  sindaci.  I  dati  tecnici dimostrano la ragione totale dei notav, che proseguono nella lotta, delegittimando il tavolo.

Viene comunque redatto un nuovo progetto che sposta il tunnel di base (quello di oltre 50KM che dovrebbe collegare l’Italia alla Francia) da Venaus (sostanzialmente in pianura e luogo più facile da raggiungere per gli attivisti, quindi non facilmente difendibile dalla polizia) a Chiomonte (tra le montagne, raggiungibile da sentieri e da un’una via principale, fuori dal centro abitato).

2010, campagna dei sondaggi da gennaio a marzo 2010. In vista dell’apertura del cantiere i proponenti del progetto vogliono eseguire diversi sondaggi del terreno in diverse parti della Valle di Susa.

Ad ogni trivella, di notte a sorpresa, la popolazione si opponeva con blocchi stradali e impedendo i cambi turni della polizia. Da segnalare l’episodio della trivella a Coldimosso (Susa)  dove  si sono registrate delle violente cariche della polizia che ha portato al ferimento di due persone. Una donna è stata pestata e un ragazzo ha riportato ferite alla testa gravi. La popolazione in risposta ha occupa- to l’autostrada.

Durante questi mesi e anche in quelli successivi i presidi degli attivisti vengono bruciati. Non si conoscono ancora colpevoli e mandanti.

2011, la nascita della Libera Repubblica della Maddalena e sgombero.

A maggio del 2011 gli attivisti occupano la zona dove dovrebbe sorgere il cantiere e così nasce l’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena. Tutti i giorni a tutte le ore c’erano diverse iniziative, lezioni di filosofia, storia, assemblee e momenti di socialità.

Nella zona vengono erette numerose barricate, utili ad impedire o almeno rallentare la presa dei terreni da parte della polizia che prima o poi arriverà a Chiomonte

Il 27 giugno alle prime luci del mattino la polizia arriva in massa e con uso massiccio di gas lacrimogeni al CS, sostanza vietata in guerra ma utilizzata per le operazioni di ordine pubblico, manda via i manifestanti che sono costretti a scappare sulle montagne, inseguiti. Molte persone devono chiedere l’intervento dei medici per intossicazione di gas lacrimogeni tossici

Il 3 luglio viene organizzata una grande manifestazione di protesta da Giaglione a Chiomonte. Arrivano pullman da tutta Italia. Il corteo si divide in 3 diversi percorsi che portano al cantiere. Diventa un assedio lungo tutta la giornata, come avevano annunciato i notav. Solo in quella giornata furono lanciati oltre 4000 lacrimogeni.

Per tutta l’estate proseguono le iniziative di opposizione e nei mesi successivi si sono susseguite manifestazioni popolari imponenti.

Intanto arrivano le prime denunce e i primi arresti per quello che è successo il 27 giugno e il 3 luglio del 2011. Sono centinaia i processi aperti a carico dei No Tav.

Il cantiere si allarga forte della militarizzazione dispiegata e il 27 febbraio 2012 uno degli attivisti, per disturbare le operazioni, si arrampica su un traliccio dell’alta tensione, per poi cadere in seguito all’intervento di un poliziotto. Per giorni ha lottato tra la vita e la morte, mentre i lavori del cantiere sono proseguiti come se nulla fosse.

La gente della Valsusa blocca la viabilità internazionale per giorni, Luca si risveglierà dal coma nei giorni successivi.


Indirizzi:

Strada Provinciale 210 – 10050 – Venaus (TO)

www.altafelicita.org

altafelicita@gmail.com

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