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FranciaEuropa

Fermo di polizia illegale per i sans papiers

Lo dice la Corte di Cassazione: mettere in stato di fermo un immigrato clandestino è illegale. Su 100mila persone circa prese in soggiorno illegale in Francia l’anno, 60mila erano sottoposte al fermo di polizia (poi 500/600 venivano condannate e 200 messe in carcere). La Corte di Cassazione afferma oggi che lo stato di illegalità sul territorio non giustifica il fermo. Questo non vuol dire che non ci sarà una misura di allontanamento dal territorio, ma potrà soltanto essere amministrativa e non penale. Secondo la Cimade, organizzazione che difende gli immigrati, “la decisione è assolutamente fondamentale, lo sguardo della società francese cambierà sui sans papiers, è chiaro che non possono venire assimilati a dei delinquenti”. Qualche mese fa, c’era già stata una sentenza in questo senso di un tribunale, ora confermata dalla Corte di Cassazione. La polizia aveva trovato il sistema per evitare problemi: oltre alle 4 ore di fermo per la “verifica dell’identità”, che restano in vigore, veniva a volte aggiunta l’accusa di “oltraggio a pubblico ufficiale” per giustificare l’arresto. La Corte di Cassazione ha deliberato in conformità con due sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea, di aprile e dicembre 2011, che hanno stabilito che uno straniero in soggiorno irregolare non puo’ essere messo in carcere per questo solo motivo (le leggi europee hanno la preminenza su quelle nazionali). Certo, i sans papiers continueranno ad essere “riaccompagnati alla frontiera” perché si trovano in situazione illegale, ma lo saranno nel quadro di una procedura amministrativa e non più penale. Il ministro degli interni, Manuel Valls, sta pensando di preparare per l’autunno un nuovo testo di legge. Il Gisti, un organismo di difesa degli immigrati, mette in guardia: “c’è da temere che il legislatore inventi procedure d’eccezione in deroga al diritto comune”.

In Francia dal ’38 essere immigrati illegali è un reato penale, passibile di un anno di carcere, 3750 euro di multa e tre anni di proibizione di entrare nel territorio. Per il Sindacato della magistratura, con la decisione della Corte di Cassazione, ormai “il fermo non puo’ più essere l’anticamera dell’espulsione, è scandaloso e giuridicamente impossibile”.

  • Valter Di Nunzio

    Noto quanto la Francia sia “arretrata” rispetto all’Italia: in Italia le persone senza documenti di soggiorno vengono fermate e inviate ai CIE, i ben noti carceri “amministrativi” dove possono sostare (non essere “detenuti”) per soli 6 mesi in attesa di essere rimpatriati o dimessi con una espulsione che ha una validità di soli 10 anni. Tuttavia, ironia a parte, credo che l’unico effetto pratico di questa sentenza della Cassazione francese sarà un potenziamento del meccanismo di accompagnamento alla frontiera, già efficientissimo se paragonato all’Italia per esempio: se non puoi trattenere qualcuno devi eseguire rapidamente l’espulsione. Accade spesso che molte sentenze nazionali, come questa, che vanno nel senso dei numerosi pronunciamenti della Corte di Strasburgo, seguendone i presupposti giuridici ed etici, siano poi vanificate in pratica dall’imperativo “politico” di rispondere alle aspettative dei cittadini elettori. E’ un nodo vero che richiede veramente tempo per sciogliersi.