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Anziparla

La strategia del fare l’occhiolino

Ammetto di essere piuttosto confusa. Perciò, proverò a mettere una dopo l’altra le cose. Con ordine.

Prima settimana di gennaio:

Matteo Renzi, sindaco di Firenze e segretario del Pd, riporta per dieci minuti al centro della discussione politica i diritti civili. E nella sua enews annuncia di chiederne l’inserimento nel patto di coalizione. Quello che ha in mente sono una specie di civil partnership sul modello tedesco e inglese.

Giovedì 16 gennaio

Durante la direzione nazionale del Pd, Renzi torna a parlare di unioni civili, citandole come una di quelle riforme da fare assolutamente.

Domenica 19 gennaio

Manif Pour Tous, associazione nata in Francia contro la legge Hollande sui matrimoni gay, terrà a Firenze un convengo e una manifestazione. Nel volantino che pubblicizza l’evento c’è scritto:

Partendo da un sentimento di amore per ogni persona, noi desideriamo fare comprendere l’importanza della famiglia naturale come fulcro di procreazione, crescita e formazione di ogni essere umano. La natura ci ha dato questi doni e le leggi naturali vanno rispettate per mantenere la Pace e la Prosperità tra i popoli.

Obiettivo dell’associazione – la cui portavoce francese Frigide Barjot si definisce “l’addetta stampa di Gesù” e parla del matrimonio non come “di un patto d’amore, non come di un contratto di unione ma di filiazione” – è “risvegliare le coscienze degli italiani” e combattere:

1- la proposta di legge Scalfarotto “Contrasto all’omofobia e alla transfobia”

2 – l’accesso al matrimonio da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso

3 – la modificazione dell’attribuzione di sesso

Volantino Manif Pour Tous

4 – l’ideologia di gender “che avvia un progressivo processo di demolizione della famiglia naturale” e “svilisce l’uomo” (l’uomo). Il riferimento è alle misure introdotte dal Dipartimento per le Pari Opportunità con la Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere e che prevedono nelle scuole, nelle carceri, nei luoghi di lavoro l’introduzione di percorsi formativi. Questo punto mi interessa particolarmente. Qui potete trovare l’incredibile documento di Manif Pour Tous Italia.

Nel volantino di Firenze sono anche descritte le modalità di partecipazione alla giornata di domenica. La manifestazione (in piazza San Firenze vicino all’accesso laterale di Palazzo Vecchio) sarà pacifica e silenziosa, ogni partecipante starà in piedi di fronte a una candela accesa e con un libro aperto in mano. Il libro può essere portato da casa e deve essere un titolo adatto all’occasione: deve difendere la famiglia naturale, la libertà di pensiero e di espressione, oppure può essere la Bibbia o l’Evangelum Vitae. Al convegno (nella sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, così recita il volantino) interverranno, tra gli altri, Gaetano Quagliariello, Carlo Giovanardi, Lodolo D’Oria, Portavoce Nazionale Famiglie Numerose Cattoliche.

Le reazioni:

Ivan Scalfarotto, che appoggia Renzi e ha presentato la proposta di legge, non è minimamente turbato e ricorda che tutti, anche Manif Pour Tous, hanno diritto d’espressione. Le associazioni per i diritti dei gay scrivono: “Vorremmo, almeno, che il Comune di Firenze si astenesse dal concedere una sala di alto valore simbolico qual è il Salone dei Cinquecento. Per questo, domenica, non staremo a guardare, a lasciare che passi anche questa, nell’indifferenza generale. Vogliamo sapere: da che parte sta il Comune di Firenze? Da che parte sta il Sindaco di Firenze e Segretario nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi?”. Il comune modifica la sala: non più quella dei Cinquecento, ma quella dei Duecento, fa sapere che l’ha chiesta un consigliere comunale e, attraverso l’assessora alle pari opportunità Cristina Giachi, dice che è “solo stato applicato il regolamento” (la stessa frase era stata usata dopo l’approvazione del cimitero dei feti). I consiglieri di Sel scrivono un comunicato stampa: “Qui non si tratta di libertà d’opinione, perché l’obbiettivo di questo tipo di manifestazioni è, al contrario, quello di togliere la libertà e i diritti a una parte della popolazione che viene discriminata. Perché dare spazio a una delle componenti più retrograde del nostro contesto culturale? Perché concedere l’uso di Palazzo Vecchio? Il sindaco Renzi risponda di questo, senza nascondersi dietro allo schermo di una presunta apertura verso tutte le posizioni”.

Da che parte sto io, lo so bene. Ma ripeto, su tutto il resto, sono davvero molto confusa. Come quando ti trovi di fronte a qualcuno che non sai bene se è amico tuo (ma tuo nemico non dovrebbe proprio), che ha lo sguardo fisso in una direzione, che si gira verso di te, ti fa l’occhiolino e torna a guardare dall’altra parte.

  • marina

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