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losangelista

Exurbia: la poverta’ trasloca

1969                                       foto Bill Owens

1969 foto Bill Owens

Suburbia – il paseaggio topico delle foto di Bill Owens (sopra) e dei film di Spielberg in cui si sincretizza con  l’infanzia e l’innoncenza originaria americana, si sta sgretolando.  Le periferie da sitcom che circondano le citta’ americane hanno proiettato generazioni di ceti medi bianchi verso  un  benessere mitologico. 60 anni di white flight dalle citta’ multietniche e fatiscenti verso un Arcadia omologata di villini monofamigliari e fazzoletti d’erba e paletti bianchi hanno creato una nazione suburbana la maggioranza degli Americani vive ormai  in questa geografia anonima. Oggi  con la stessa  middle class stritolata dalla globalizzaione e dal  nuovo spread sociale,  il topos geografico dei desideri della classe media  ha subito una epocale inversione di tendenza come rileva un’analisi della  Brookings Institution.   La nuova  macrotendenza urbanistica  d’America e’ la density  , una ricolonizzazione dei centri  cittadini da parte delle classi creative e benestanti, la famosa gentrification per cui a Brooklyn come  a Echo Park, i quartieri “storici”  vengono “riqualificati” a scapito degli abitanti originari, i quali, assieme alle orde cresenti di nuovi poveri, migrano nelle exurbie sempre piu’ distanti e a loro volta convertite in  fatiscenti dimenticatoi ai bordi delle tangenziali esterne; simulacri di un ex-sogno diventato incubo di new poverty.

2009                                                 foto LC

2009 foto LC

  • Anonimo

    Interessante, fenomeno visto anche in Europa, Irlanda. Appena agli inizi, pero`. Strettamente legato alla crisi. Per la sua trasposizione filmica, non la migliore, ma la prima che mi viene in mente, vedere Larry Crowne.