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losangelista

Exodus: Movement of Gay People

Il reverendo Alan Chambers con moglie placebo

Il reverendo Alan Chambers con moglie placebo

Alla fine Alan Chambers ha gettato la spugna, dopo vent’anni di “riconversioni terapeutiche”  il reverendo direttore di una chiesa evangelica di Orange County specializzata nel “curare” l’omosessualita’  se n’e’ dovuto fare una ragione: troppi gay e troppo recidivi, vittime apparenti di una malattia apparentemente incurabile. Cosi’ il reverendo Chambers ha annunciato alla allibita congregazione californiana che la  sua Exodus  International, clinica leader nella “riprogrammazione” degli omosessuali desistera’ da oggi dal somministrare ulteriori cure anti-gay a causa della palese inefficacia delle stesse. E Chambers parla con cognizione di causa: oltre ad aver tentato di curare migliaia di “pazienti” ha faticato negli anni a sublimare anche i propri stessi sentimenti di attrazione nei confronti di esponenti del suo stesso sesso, raggiungendo solo un “accettabile tensione” fra le proprie tendenze e la famiglia – moglie e due figli adottivi. Nel suo comunicato Chambers ha chiesto scusa alla comunita’ gay per “anni di giudizi impropri” da parte della sua parrocchia e della chiesa cristiana in generale aggiungendo: “Sono  mortificato di essere rimasto silenzioso dinnanzi ai dileggi fatti nei vostri confronti  da esponenti della mia religione. Sono dispiaciuto di aver espresso che voi e le vostre famiglie valiate meno di me e della mia. Piu’ di tutto mi spiace di aver permesso che l’ostilita’ di alcuni cristiani nei vostri confronti venisse presentata come ostilita’ divina provocando in questo modo l’allontanamento di molti dalla propria fede.” Se non una definitiva abiura teologica insomma almeno una coversione umanitaria e un declassamento dell’omosessualita’ da peccato mortale a vizio semplice alla stregua della golosita’ – una notizia a dir poco significativa data l’abituale veemenza omofoba della destra evangelica americana. Pra poco manca che i teocon facciano la figura dei progressisti tolleranti – almeno in Francia.