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FranciaEuropa

Europee: la sicurezza in primo piano (a cominciare dalla scuola)

Il discorso sulla “sicurezza” rappresenta “il segno identitario” di Sarkozy (è lui che lo dice). Cosi’, a pochi giorni da un appuntamente elettorale, mentre i sondaggi sembrano meno buoni del previsto per l’Ump, ecco che torna in primo pîano il tema della sicurezza. Oggi, la ministra degli interni, Michèle Alliot-Marie, ha presentato l’ennesimo progetto di legge su queso tema, dove, tra le novità, c’è la posisbilità di introdursi nei computer di persone sospettate. Ma il più grosso pacchetto-sicurezza riguarda la scuola. Sull’onda di alcuni fatti di cronaca recenti – due insegnanti feriti con un coltello in classe da due allievi di 13 e 12 anni – il ministro dell’Educazione nazionale, Xavier Darcos, ha ricevuto stamattina rappresentanti dei presidi, dei genitori e degli enti locali (ma non dei sindacati degli insegnanti), per dare ulteriori dettagli sulle proposte già fatte la settimana scorsa e sulle quali  Sarkozy dovrebbe pronunciarsi domani. Darcos vuole installare dei metal detector all’entrata di “alcuni istituti scolastici”: “non in modo sistematico”, ha precisato stamattina il ministro, dopo l’ondata di proteste sollevata e le reazioni di buon senso (quanto tempo prima bisogna arrivare a scuola per far passare 600-800 allievi sotto il metal detector?).  Persino nel governo c’è chi non è d’accordo e lo ha fatto sapere: l’alto commissario alla gioventù, Martin Hirsch, si oppone alla trasformazione delle scuole “in aeroporti”. Darcos vuole inoltre abilitare il personale della scuola – sorveglianti ma anche insegnanti – a fare delle pequisizioni nelle cartelle degli allievi, se c’è il sospetto che stiamo introduicendo armi bianche a scuola. In più, circola l’idea di istituire uno speciale corpo di polizia, di forza mobile, adibito agli interventi all’interno degli istituti scolastici. In ultimo, Darcos vorrebbe delle sanzioni economiche contro i genitori degli allievi violenti, colpevoli di “aver dato le dimissioni” dal loro ruolo di padri e madri. Darcos afferma che in Francia ci sono “venti incidenti al mese” con il concorso di armi bianche e che “sono venti incidenti di troppo”. Secondo i dati del ministero, in questo anno scolastico (da settembre 2008 a marzo 2009),  sono stati segnalati 251 atti di violenzae gravi nelle scuole francesi (medie e licei), con ricorso a un’arma (coltelli, il più sovente). Ma  Eric Debarbieux, direttore dell’Osservatorio internazionale della violenza a scuola, intervistato da Le Monde,  afferma che “da una decina d’anni, non c’è un aumento globale della violenza a scuola, ma un aumento ineguale, statisticamente concentrato nei luoghi di esclusione sociale”. Debarbieux, basandosi sull’esperienza statunitense, sottoliena gli “effetti perversi” che possono avere delle misure di sorveglianza esagerate, dalle videocamere alle perquisizioni, passando per i metal detector all’entrata: possono favorire, alla fine, “un aumento della violenza antiscolastica”. I sindacati della scuola parlano di “misure pericolose e contropdroducenti”. Lo Sgen-Cfdt ricorda che siamo “in campagna elettorale, segnata dal ritorno delle tematiche securitarie”.

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