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FranciaEuropa

Europee: la campagna finisce con gli insulti

Il solo grande dibattito sulle europee organizzato in tv ieri sera (su France 2), è finito tra gli insulti. Volevamo “far venire la voglia di votare agli elettori – ha commentato la giornalista che moderava il dibattito tra otto personalità politiche – non sono sicura che ci siamo riusciti”.

Il più grosso scontro è degenerato tra le due liste che lottanno per il terzo posto, dietro a Ump e Ps: Europa Ecologia e MoDem. François Bayrou, leader del partito centrista (che non corre personalmente per un seggio a Strasburgo) ha cominciato a prendersela con i sondaggi, che ormai danno il MoDem dietro Europa Ecologia, secondo lui “pilotati” dall’Eliseo. Ha poi accusato il leader ecolo Daniel Cohn-Bendit di essere “vicino” al potere, di telefonare a Sarkozy, di essere stato invitato

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 tre volte a pranzo all’Eliseo. ma non è tutto. “Ignobile” gli ha ribattto Cohn-Bendit, “tu non sarai mai presidente della repubblica, perché sei troppo pietoso”. Bayrou al “tu” di Cohn-Bendit ha risposto con il “lei”: “non sono sicuro che lei possa impiegare il termine di ignominia. Poiché c’è un certo numero numero di ignominie che lei non ha esitato a difendere”. Bayrou ha fatto direttamente allusione al contenuto di un vecchoio libro dell’ex leader del ’68, accusandolo di aver “giustificato certi atti sui bambini, che io non posso accettare”. In poche parole, ha accusato Cohn-Bendit di essere stato indulgente con la pedofilia. Gli altri ospiti, in particlare Xavier Bertrand dell’Ump, Martine Aubry del Ps e Olivier Besancenot dell’ Npa, erano paralizzati. Besancenot ha cercato di distendere il clima, quando il discorso è arrivato alla questione – capitale in Francia – del vino rosé (che Bruxelles vorrebbe permettere di produrre miscelando vino rosso e vino bianco, un’eresia per i doc del rosé): “bisognerebbe far bere a tutti un bicchierino di vino, per distendere l’atmosfera”. Ma la serata è continuata, tra un “vada al diavolo” di Jean-Luc Mélenchon, del Front de gauche, contro la giornalista che moderava il dibattito e uno scontro tra Marine Le Pen e Cohn-Bendit: il leader ecolo, sottolineando l’importanza della “storia europea di riconciliazione” ha ricordato che i suoi nonni sono morti in un campo di concentramento. “E i miei sono morti sul fronte tedesco – ha ribattuto Marine Le Pen – non ci metteremo certo a fare una gara sui morti!”. Per Martine Aubry, che ha accusato l’Ump di “mentire” ai cittadini, questo dibattito “farà aumentare l’astensione”.

  • andrea
  • http://www.altraparis.com rachele shamouni-naghde

    Buongiorno,
    copio qui sotto un breve resoconto della mia esperienza di voto alle europee come italiana residente in Francia. La lettera è stata inviata anche al Consolato Generale d’Italia a Parigi. Spero che vorrà pubblicarla come articolo (o come commento) sul suo blog.
    Colgo l’occasione per complimentarmi per il suo lavoro e la saluto cordialmente,
    Rachele

    Siamo quattro cittadini italiani residenti in Francia e questa mattina, tra le 11.00 e le 12.45, ci siamo recati, sotto una pioggia battente, all’indirizzo indicatoci sul certificato elettorale inviatoci dal Ministero dell’Interno per esercitare il nostro diritto di voto. Giunti a questo indirizzo, ovvero il n° 2 di rue della Paix 75001, non troviamo alcuna indicazione e ci introduciamo nell’immobile suonando uno dei campanelli. Incontriamo altri aspiranti elettori alquanto disorientati, ci consultiamo con loro e apprendiamo così che il seggio elettorale non si trova in quel luogo. Dopo qualche minuto compare un signore il quale, senza presentarsi né qualificarsi, ci comunica che il seggio non si trova al “2” ma al “23” di rue della Paix. Seguiamo le sue indicazioni e, una volta raggiunto quest’ultimo indirizzo, a circa 300 mt dal precedente e dall’altra parte della strada, troviamo effettivamente tutte le indicazioni necessarie a raggiungere il seggio e, in fine, l’agognato seggio stesso.
    Naturalmente chiediamo subito spiegazioni in merito all’indirizzo errato, alla mancata rettifica e, soprattutto, all’assenza di indicazioni che potessero aiutare i volonterosi elettori a trovare il loro seggio.
    Ci viene risposto che non è possibile affiggere un cartello perché i “coproprietari” dell’immobile erroneamente indicato come sede del seggio, non lo consentono e si sono già lamentati per le ripetute incursioni dei votanti iniziate già la sera precedente, visto che le votazioni in questione si sono svolte il venerdì 5 giugno dalle 17.00 alle 22.00 e il sabato 6 dalle 7.00 alle 20.00. Ci viene addiruttura spiegato che si sarebbe dovuta fare un’ingiunzione contro la coproprietà in questione, ma che non ce n’era il tempo. Sconcertati chiediamo se non fosse possibile collocare una persona addetta a dare le indicazioni davanti al portone dell’immobile (in modo tale da indirizzare gli elettori e da impedire loro di introdursi nell’edificio disturbandone gli abitanti). Ci viene risposto che tale persona c’è. Ci permettiamo di dissentire e apprendiamo così che il signore che ci ha dato l’indirizzo giusto è lì proprio per orientare i votanti. Qualche minuto dopo il signore in questione compare al seggio. Appuriamo così che, presso l’indirizzo errato non c’è più niente e nessuno che indichi quello giusto. La presidente del seggio, che pochi istanti prima aveva garantito la presenza costante e continua di una persona che indirizzasse gli elettori, si giustifica dicendo che al seggio sono già in quattro invece che cinque e che se una persona è sempre dall’altra parte da questa sono troppo pochi per garantire le operazioni di voto. Tra le varie risposte alle nostre osservazioni riguardo alla gravità della cosa ci è stato detto anche che l’errore riguarda una sola delle circoscrizioni e che essa conta solo circa duemila elettori. Dopo qualche minuto vediamo un’altro degli scrutatori partire alla volta del n° 2 di rue della Paix armato di un artigianale cartello ed intenzionato a trovare un posto dove affiggerlo, ovvero dove lasciarlo sciogliere sotto la pioggia.

    Una domanda ci viene spontanea: perchè il Ministero dell’Interno e il Consolato Generale d’Italia a Parigi, accortisi del grave errore, nulla hanno fatto, i primi inviando un’errata corrige e i secondi inviando un addetto all’indirizzo sbagliato?
    Precisiamo inoltre che, a detta della presidente di seggio, il Console era irreperibile e i servizi consolari erano irraggiungibili, nonostante l’ufficio elettorale fosse ufficialmente aperto. Alla nostra richiesta di formalizzare quanto accaduto, ci è stato risposto che quella non era la sede idonea e che avremmo dovuto rivolgerci al Viminale causa dell’errore.

    Nel descrivere questi fatti riteniamo che si sia di fatto negato ad alcuni cittadini italiani, un diritto fondamentale dato dalla Costituzione. Citiamo dal documento “Elezioni europee: come si vota”, disponibile nel sito del Consolato Generale d’Italia a Parigi: “Partecipare mediante il proprio voto alle prossime elezioni del Parlamento Europeo significa esercitare un diritto fondamentale costituzionalmente garantito. Con il proprio voto, anche i cittadini italiani residenti nei 26 Paesi dell’Unione Europea potranno contribuire al rinnovamento di questo essenziale organo rappresentativo della volontà dei cittadini dell’Unione Europea.”

    Rendiamo pubblica questa lettera inviandola a media e agli organi di stampa.

    Distinti saluti,

    Rachele Shamouni-Naghde
    Michele Steindler
    Eugenia Veronese
    Stefano Zago

    27 rue des Rosiers 75004 Paris
    Tel. 0033 (0)1 40 20 42 66
    Cell. 0033 (0)6 65 65 23 16