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losangelista

Euro, Copa America, Orlando & Omofobia

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Mentre Europei e Brexit esplicitano la crisi disgregante del vecchio continente, in quelli nuovi c’è la Coppa America (casualmente concomitante per via dell’edizione straordinaria che si gioca in Usa per celebrare il centenario).

Sulla costa pacific significa doppi turni di visione: dalle 6 alle 15 partite dell’Euro e dalle 18 alle 22 match di Copa, un bizzarro mondiale su binari paralleli.

Nelle partite di Copa ci sono decisamente meno hooligans ma non per questo il torneo non è altrettanto legato all’attualità. Intanto Univision la rete che trasmette le partite in inglese e spagnolo ha preso a precedere le partite del Messico con un avvertimento:

Il testo letto dai telecronisti prima delle partite recita “Ci rendiamo conto che durante la partita potranno verificarsi cori o slogan da parte di alcuni tifosi che potranno risultare offensivi ad alcuni telespettatori”. La ragione è il coro di “Eeehhhh…Frocio!!!” con cui I tifosi Messicani amano accogliere le rimesse dei portieri avversari.  “Non condoniamo in maniera più assoluta l;uso di simili termini (….) Univision considera la Coppa America un evento inclusive che celebra la diversità dello sport che amiamo (….) La nostra copertura intende rispettare ognuno, compresi membri della comunità LGBT”

L’inedito  “disclaimer” è stato adottato sin dall’inizio del torneo. Un paio di settimane quindi prima che la strage di giovani ispanici gay nel Pulse di Orlando attualizzasse tragicamente la questione dell’intolleranza e dell’omofobia in particolare relazione con i latinos. (Durante  la settimana  successiva le partite sono state precedute da un minuto di silenzio)

Così la partita di quarti fra Messico e Cile ha presentato il seguente spettacolo surreale: prima della partita un commovente tributo video ad una delle vittime di Orlando. Un diciottenne Messicano  super tifoso della nazionale, come hanno raccontato amici e familiari, che verebbe volute essere presente alla partita. Poi la nota ufficiale del network – e infine una partita  in cuiI I tifosi – quasi tutti messicani – hanno puntualmente urlato “Eeeeh…Puto!!” a squarciagola ogni volta il portiere cileno Claudio Bravo  ha toccata palla.

Una istantanea di integrazione culturale complessa (anche se senza i livelli di tensione europea) e di un conflittuale autoimmagine collettiva.

Alla fine non è stata la correttezza culturale a far tacere i messicani sugli solati ma la valanga di gol di Vargas & co. Alla fine lo storico 7-0 rifilato al “Tri” ha azzittito anche i più facinorosi