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losangelista

“Esecuzioni Umanitarie”: il Tennessee riattacca la Spina

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Continua la macabra danza della morte in un paese che, unico in occidente, si ostina ad accanirsi nella pena capitale in tutto il suo paradossale obbrobrio etico e morale.

Appena il tempo di segnalare come la penuria di veleni avesse – nella lucida “logica” follia della morte di stato – gettato scompiglio nel meccanismo delle iniezioni letali, per l’impossibilità di garantire esecuzioni “compassionevoli”, ed ecco  che il governo del Tennessee ha deciso di tagliare la testa al toro ripristinando la sedia elettrica.

Cioè – per ovviare al pericolo di punizione crudele inusitata come quella subita il mese scorso da Clayton Lockett, giustiziato in  Okalhoma dopo tremende sofferenze,

lo stato di Elvis e Dolly Parton, di Davy Crockett e  Quentin Tarantino ha deciso di tornare senz’altro ad un metodo già ampiamente collaudato e approvato dopotutto nell’illuminato 1890: la morte indotta mediante scariche elettriche al corpo.  Quello che a Memphis e Nasvhille evidentemente passa per compassione ad alto voltaggio ha naturalmente una lunga casistica dell’orrore  – più idonea ad un museo della tortura medievale che ad un “moderno ed efficiente” braccio della morte.

Le eufemistiche acrobazie giuridico-filosofiche sulle morti umanitarie che dovrebbero legittimare la razione della morte di stato, non fanno naturalmente che sottolinearne la palese ignominia al pari di una bolla papale sugli auto da fe. La decisione del governatore repubblicano Bill Haslam, appoggiata da ampia maggioranza nel parlamento dello stato è semplicemente l’ultima dimostrazione della congenita perversione dell’idea di “retribuzione punitive” che prevale ancora nella “giustizia” di molti stati USA,  soprattutto guarda caso, in quelli del Sud ex-schiavista.