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Lo scienziato borderline

Erri de Luca, Putin, e Miss Italia.

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Pensavo di essere ormai assuefatto al peggio. Ad esempio credevo di essermi abituato ai giornalisti: a chi sono, e di cosa sono capaci. Delle bassure cui riescono ad arrivare, paragonabili alla Fossa delle Marianne, la depressione oceanica più profonda,  situantesi a circa 11.000 metri sotto il livello del mare; ovvero, per parlare in un linguaggio caro ai giovani, 111,003 kilometri sotto chi sta Tre Metri Sopra il Cielo. Se consideriamo come confine del cielo la Linea di Kärmann, situata nella termosfera, ben sopra la troposfera e stratosfera,  che separa omosfera ed eterosfera, ovviamente.

D’altra parte, comunque, vivendo in Italia ed avendo l’italiano come lingua madre, ho fatto nei decenni una gran palestra d’ardimento: fra quotidiani, ebdomadari e mensili italici, ho letto e visto cose da far accapponare la pelle ad un tacchino.

Ma nulla è tutto ciò, se lo paragoniamo al web, dove i tacchini, i capponi e le galline scavano, twittando e taggando, nella Fossa delle Marianne per raggiungere financo bassezze più profonde, fino al centro della pura idiozia.

Oggi infatti due notizie italiche mi hanno come al solito colpito, nella loro stoltezza di base, una delle quali grandemente ingigantita dal twittar del web; ma sono state poi sovrastate da una fotonotizia internazionale – anzi, mondiale – che ha reso le due nuove di cui ho sopraccennato, per dirla con Carlo Freccero, meno notiziabili. Passo tuttavia,  prima del succulento piatto forte, a far gustare l’antipasto all’italiana.

Oggi le cronache italiane sono piene dell’esternazione della nuova Miss Italia, una ragazza di 18 anni, che, oltre ad avere la gran colpa del capello corto, ha così risposto alla domanda sul periodo storico in cui le sarebbe piaciuto vivere: “1942, per poter vedere la seconda guerra mondiale”. Ed ha poi aggiunto: “La mia bisnonna (91 anni, classe 1924, vivente, mia nota)  c’era e mi racconta spesso di quei tempi. Avrei voluto esserci per capire che cosa si provava. Oggi sembra tutto così scontato…”.

“Il web” è impazzito per questa “imperdonabile gaffe”, con grandi, altissimi lai. Il 1942 è diventato l’anno di nascita – e non vissuto – desiderato, facendo apparire la 18enne come poco forte in aritmetica, dato che a due-tre anni è difficile ricordarsi anche di una guerra. Una supposta infelice battuta sul fatto che – donna – non avrebbe dovuto prestar servizio militare, ha poi scatenato le rimostranze di moltissime indignade, che hanno sciorinato elenchi e foto di partigiane martiri della Resistenza, meglio che se loro stesse fossero appena scese a Montecatini insieme a una Brigata Partigiana, per occuparla manu militari. E dopo, magari, passare le acque, già che una ci si trova.

Much ado for nothing. La ragazza missitalia si riferiva semplicemente a quando la sua bisnonna Augusta  aveva la sua stessa età: essendo bravina in aritmetica, ha fatto 1924 + 18 = 1942. Et voilà. Fa specie che nessuno abbia colto l’addizione, ed abbia dovuto farlo il qui scrivente povero ingegnere. Va bene. Perdonate la 18enne emozionatella, era ben intenzionata nonostante la battuta infelice. Voleva vedere quell’importante periodo della nostra storia, mica incontrare Justin Bieber o assistere alla fondazione di Un posto al sole. Mica male, no? E morta lì, come si dice.

Seconda notizia. Chiesti dalla Procura di Torino otto mesi di reclusione per lo scrittore Erri de Luca, reo di avere con alcune sue dichiarazioni “incitato al sabotaggio” gli oppositori al TAV Torino-Lione. Il web – giustamente, ma secondo me ancor troppo poco – è insorto in solidarietà a De Luca. Giustamente, ripeto. Ma troppo poco, forse, per contrastare e controbilanciare gli articoli sui quotidiani,  che non commento, tanto sono essi – tranne questo che mi ospita ed il FQ – capolavori di arzigogolo colpevolista od al più cerchiobottista. Parole da dimenticare. Resteranno invece quelle scritte da Erri de Luca, unico scrittore di un certo peso che si sia schierato così coraggiosamente, prendendo sulle sue spalle non tanto la lotta notav, ma la difesa della libertà di parola e di opinione. Ben di più della lotta notav, direi. Oltretutto è forse più facile schierarsi se sei un Pinco Panchetta o un Massimo Zucchetti qualsiasi. Se sei uno molto noto, puoi avere grossi guai a schierarti così, perdere fette di pubblico e inviti nei festival dell’Unità: ma pare che a De Luca questo non importi molto, e che dietro di lui camminino innanzitutto quelle persone che sono n galera principalmente per la loro appartenenza a fazioni “non notiziabili” e quindi scomode. Libertà per i notav in carcere, ne approfittiamo anche noi, qui, della faccia di Erri de Luca per ribadirlo fortemente. Due sole cose però sono  state poco citate “dal web”: la prima, è che non si tratta – per De Luca –  di una condanna, ma di una richiesta di un pm; come diceva mio nonno, na parloma a bòce fërme. Cioè: aspettiamo la sentenza. Così poi, temo, ci arrabbiamo il doppio: anche se non si sa mai. La seconda è che i sabotaggi non avvengono in dipendenza del fatto che Erri de Luca, o Massimo Zucchetti, o financo Pinco Panchetta, dicano bah oppure bih, o persino buh: la lotta notav va avanti da oltre un quarto di secolo, e non ha mai avuto direttori, essendo un movimento nato Dal Basso, che decide in modo assembleare o spontaneo – a seconda delle circostanze – quali azioni intraprendere. Azioni che – e qui concludo la seconda notizia – stanno speriamo per volgere al termine, ed ottenere lo scopo,  dato che l’assurda pagliacciata chiamata Torino-Lione si concluderà fra non molto per completo esaurimento dei soldi: a furia di urlarlo, di scriverlo, di semplicemente dirlo, verrà fuori il topolino partorito dalla montagna; per quanto sfrontati e ladri, mentitori e maneggioni, non potranno fare altro – al più – che andare avanti ancora un po’ a scavare il buco –  inutile –  di prova a Chiomonte, dopodelché ad un certo punto si alzerà un sottosegretario di un futuro Governo (non certo questo, ovvio) che dirà la famosa frase. “Bambole, non c’è una lira”.  Erri de Luca, che è un signore, farà a quel punto nulla più che un mezzo sorriso. Non si sa la reazione che avrà Pinco Panchetta, ma quella di Massimo Zucchetti, notav dal lontano dicembre 1992,  sarà – diciamo – un poco meno misurata, ecco. Che il TAV sia destinato a fallire miseramente, loro, gli scavabuchi, lo sanno benissimo: sparacchiano gli ultimi colpi  come gli àscari sull’Amba Alagi nel 1941, tanto per restare in tema di seconda guerra mondiale, ma stanno già pronti a gettare il fucile, strapparsi la divisa e scappare a gambe levate. Vediamo non tanto questa assurda richiesta di reclusione per De Luca, ma soprattutto i commenti degli ascari sitav, per quello che sono: gli ultimi colpi sparacchiati prima dello sbandamento da una masnada sull’orlo della sconfitta.

E qui sarebbe terminata la giornata odierna. Già solo il fatto che, se poniamo pari a 10 l’indignazione per la richiesta di condanna per Erri de Luca, l’indignazione per una battuta di  missitalia sia pari – sul web – a 1000, come durata e quantità di commenti,  sarebbe già bastato a digerire con difficoltà per il malmosto il pasto serale.

Ma tutto scompare di fronte al piatto forte, alla fotonotizia mondiale che tutto spiega e tutto pasce. Guardiamo la fotografia qui sotto. Copertine della rivista Time, che esce in tutto il mondo. Il viso di Putin in copertina ovunque, sua lunga intervista su “come vede il mondo”. Non una gran foto, tra l’altro, non una foto che “faccia simpatia”. Ma ecco: nell’edizione statunitense, pregna di paura, scompare Putin e campeggia un imperdibile articolo su come sia necessario pagare di più gli atleti universitari. Magari facendoli partecipare a Miss Italia, aggiungo io?

Straordinario: Time e la lobby politico-giornalistica statunitense sono a livello di bassura di certi twittanti italiani, direi. E non scomodiamo brividi Orwelliani da 1984 e la riscrittura dei quotidiani del passato, con sparizione delle foto scomode. Qui siamo molto al di sotto, o – se vogliamo – peggio: le notizie e le persone scomode non  vengono neppure modificate a posteriori, ma direttamente non escono neppure.

Chi ha paura di Vladimir Putin?

E chi di Erri de Luca?

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