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Lo scienziato borderline

Emma Bonino? Lasciamo perdere!

Parrebbe molto consolidata la corsa di Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, per sostituire Napolitano.

Vediamo alcune ragioni per le quali, secondo il sottoscritto, questa elezione sarebbe una delle più gravi jatture della storia politica italiana, seconda probabilmente soltanto alla comparsa di Berlusconi sulla scena politica.

Da pacifista, mi ricordo molto bene la Bonino del 1999. “Guerra giusta” ebbe il coraggio di proferire, non capendo che si trattava di un ossimoro, parlando dell’aggressione alla Jugoslavia del 1999, cui il signor baffino D’Alema partecipò con grande entusiasmo, posto sul soglio della Presidenza del Consiglio, pugnalando Prodi, proprio con lo scopo di fare la guerra con la copertura della pseudo sinistra. La Bonino diede fondo alla peggiore risma di stereotipi, da “Milosevic dittatore sanguinario”, alla “popolazione albanese del Kosovo cacciata dalla pulizia etnica”, ai “campi di sterminio”. Tutte colossali balle, come poi è venuto fuori, senza che mai nessuno – tra Bonino e PD e l’alacre coro dei fautori della guerra della NATO, inclusi alcuni fini e stimatissimi intellettuali  – abbiano mai ammesso la colossale bufala costruita ad arte per smembrare quel che restava della Jugoslavia e consegnare il Kosovo all’UCK, che non erano “i partigiani” buoni, come Bonino e i suoi accoliti cercarono di farci credere, bensì un’organizzazione criminale di trafficanti di droga ed assassini, cui la NATO concesse di buon grado la mano libera in Kosovo, così da fare – quella volta sì – “pulizia etnica” di ogni serbo che capitava loro a tiro. Nel frattempo, il Montenegro diventava, sempre con l’appoggio della NATO e suppongo il plauso della Bonino, il più grande casinò per il riciclo di denaro sporco della mafia internazionale e grande centro di smistamento del traffico di stupefacenti, degno contraltare europeo dell’Afghanistan “pacificato” nel quale l’impulso alla produzione di oppio portò, grazie all’intervento salvifico delle truppe democratiche, ad una sestuplicazione dell’oppio pprodotto e smerciato sul mercato internazionale della droga, dal quale gli Stati Uniti ed i loro alleati, non tutti in verità muniti di vademecum con il premio Nobel per la Pace, traggono grandi vantaggi.

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Torniamo alla signora Bonino.  Nel 1994 si candidò – proprio agli inizi – con “Forza Italia” fondata da Berlusconi, Dell’Utri e Previti. Restò alleata con il centrodestra fino a quano le convenì, cioè per dodici anni, fino al 2006.

Memorabile, nel 1994, un comizio  a Palermo in combutta con Berlusconi e Tiziana Parenti, durante il quale espresse forti opinioni contrarie alle indagini su mafia e politica.

Emma Bonino deve la sua nomina nel 1994 a Commissario Europeo a Berlusconi, pattuito guiderdone per il suo appoggio alla disastrosa ascesa del nostro miliardario preferito alla Presidenza del Consiglio.

Berlusconi la candidò al Quirinale già nel 1999, poi fortunatamente venne eletto Azeglio Ciampi. In compenso, ancora nel 2005, la “super partes” Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (ogni commento è superfluo)

Nel 2010 la Bonino fece da sponda all’editto di Berlusconi contro Annozero e Santoro: il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle elezioni.

Riportiamo, presa direttamente dal suo sito, una memorabile dichiarazione della Bonino sul TAV, piena di grande rispetto e voglia di dialogo. “CHI SI SPACCIA PER ALFIERE DELLA DEMOCRAZIA TIENE IN REALTA’ IN OSTAGGIO UN’INTERA VALLE E UN INTERO PAESE. NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE. Roma, 4 aprile 2008” – Dichiarazione di Emma Bonino (Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee, capolista al Senato in Piemonte per il Partito Democratico): “Esprimo, innanzitutto, piena e forte solidarietà a Mercedes Bresso, Sergio Chiamparino e Antonio Saitta. Tira nel Paese una brutta aria: si impedisce con la violenza a Giuliano Ferrara di tenere i suoi comizi; si impedisce ai rappresentanti delle istituzioni locali di incontrare la popolazione della Val di Susa. Una rumorosa minoranza che si spaccia per alfiere della democrazia diretta tiene in realtà in ostaggio la grande maggioranza della popolazione della Valle ma tiene anche in ostaggio un intero Paese, che rischia di essere sempre di più emarginato dalle grandi vie di comunicazione europee. Non ce lo possiamo permettere. Lo dico con la franchezza che mi riconoscono anche gli avversari più acerrimi: se sarò eletta, continuerò a battermi con tutte le energie per assicurare al Piemonte, all’Italia il collegamento con il sistema di alta velocità europeo”

Alcuni segnali di gradimento per la Bonino arrivano da rassicuranti personaggi della politica. Ad esempio Mara Carfagna, portavoce del Pdl alla Camera : “Mi piacerebbe molto Emma Bonino. Mi sentirei garantita da una donna come lei. Emma Bonino è una figura di garanzia e sarebbe un segnale di grande cambiamento”.

Segnale d’apertura anche da parte del senatore della Lega Massimo Garavaglia: “Bonino al Quirinale? Potrebbe anche essere”,

Concludiamo con una sua encomiabile dichiarazione su un fronte che dovrebbe essere per lei uno dei fiori all’occhiello, visto il suo passato da radicale: “E le nozze gay che per esempio hanno visto un bel confronto tra i democrats americani? Io per esempio sono: per coppie sì, matrimonio no”.

Come tutti coloro che non hanno la memoria corta e che ritengono che al Quirinale debba ascendere una figura realmente rappresentativa e super partes per gli italiani, auspico con tutto me stesso che la Bonino venga cassata nelle sue ambizioni. Se si deve eleggere una donna, sorteggiamo una qualunque fra le milioni di italiane eleggibili: abbiamo il 99% di probabilità di eleggere qualcuno migliore di Emma Bonino.  Se non dobbiamo sorteggiare, andiamo “a sentimento”: io eleggerei Franca Rame, che ha almeno avuto il dono in tuttta la vita della coerenza: questa credo sia la prima dote da tenere in conto, proprio quanto manca alla signora Emma Bonino.