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losangelista

El Mundo Unido por el Beisbol

Al Dodger Stadium ieri sera tirava una tramontana gelida che sbatteva senza pieta’ le bandiere selle 16 nazioni partecipanti al world baseball classic, e che ha gelato la squadra  di casa che malgrado i cori di U-S-A dagli spalti hanno perso 4-9 la semifinale contro il Giappone. In realta’ almeno un terzo dei 40000 tifosi che hanno gremito lo stadio sventolavano bandiere col sol levante e al pari delle squadre in campo erano assai meglio organizzti degli americani (una compagine di emeriti sconosciuti salvo l’interbase degli Yankees Derek Jeter). Conferma dello sporco segreto di questo mondiale di baseball inventato 4 anni fa dalla federazione americana MLB per internazionalizzare lo sport nazionale la cui seconda edizione si conclude stasera sempre  a Los Angeles con la supersfida finale fra Giappone e Corea nella generale indifferenza del pubblcio e dei media americani che a malapena si sono degnati di coprire il torneo. Peccato perche’ il mondiale (finalmente uno vero a differenza del world series come viene chiamata con consueta presunzione la finale del campionato nazionale) ha avuto vere emozioni: la rimonta dell’Olanda sulla superfavorita Repubblica Dominicana  l’leleminazione del Canada da parte dell’Italia, il cappotto (11-1) rifilato dai portoricani ai padroni casa, il rematch fra Giappone, campioni in carica, e Cuba, seconda quattro anni fa  e stavolta clamorosamente eliminata ai quarti. Emozionante sara’ certamente anche la finale di oggi  fra due arcirivali aisatici fra cui non corre nenache una goccia di buon sangue (quando i coreani hanno battuto i cugini giapponesi nei turni preliminari hanno piantato una bandiera sul pitchers’ mound per ribadire antiche rivendicazioni di sovranita’  mai rimarginate dall’occupazione giapponese della Corea). Paradigmatica finale globalizzata in una metropoli indifferente salvo nei barrios “latini” (migliori fra gli ispanici quest’anno i Venezulani) e nei quartieri di Little Tokyo e Koreatown dove vale l’orgoglo di una vita.