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losangelista

El Battallon San Patricio

Il giorno di San Patrizio, santo patrono d’Irlanda, che ricorre oggi viene festeggiato come festa nazionale degli irlandesi d’America. Si tratta di una delle festivita’ etniche piu’ universalemnte popolari dato che la giornata e’ dedicata soprattutto all’assunzione di massicce dosi di bevande alcoliche in onore allo stereotipo diffuso dell’irlandese come gioviale ubriacone. Come tale offre ricche opportunita’ promozionali a sponsor produttori di birre e superalcolici, senza contare l’impagabile soddisfazione di tingere di verde coi coloranti il Chicago River e l’uso in voga in tutta America di indossare almeno un indumento color verde. Nel vicino Messico intanto la giornata evoca un episodio storico che invece negli Stati Uniti e’ rimasto taciuto per quasi un secolo: quello del battaglione di San Patrizio, costituito da alcune centinaia di immigranti irlandesi che durante la guerra fra Messico e America del 1846-48 disertarono combattendo a fianco dei Messicani in una serie di storiche battaglie del conflitto che il Messico fini’ per perdere assieme ad oltre un terzo del proprio territorio. Il battaglione comandato dal capitano John Reilly, originario di Clifden in County Galway e veterano dell’esercito inglese, era composto da 700 uomini, perlopiu’ irandesi ma anche tedeschi, francesi, polacchi, spagnoli, italiani e neri in fuga dagli stati schiavisti– una  anarchica legione straniera che decise di combattere a fianco della parte perdente in quella che fu essenzialmente una guerra d’aggressione americana per anettere Texas, New Mexico Arizona e California. Gli Irlandesi che a meta’ dell’ottocento si riversavano in America fuggendo la catastrofica carestia della loro isola erano segregati e sfruttati come la piu’ infima classe di sottoproleariato immigrante nonche’ discriminati in quanto minoranza cattolica nell’America protestante. In quanto tali venivano spesso arrruolati a forza nell’esercito dell’unione, a volte sugli stessi moli di  New York o Boston dove sbarcavano, e spediti al fronte a combattere un nemico con cui in realta’ avevano piu’ da spartire che con il paese dov’erano emigrati. In eroiche gesta a Monterrey, Churubusco, Cerro Gordo e Citta’ del Messico, il battaglione subi’ ingenti perdite diventando famoso fra i Messicani. Dopo la capitolazione una cinquantina di Patricios vennero impiccati in una esecuzione di massa “esemplare” da parte degli Americani che per molti decenni poi ne negarono l’esistenza per evitare il cattivo esempio. In tempi piu’ recenti il battaglione e’ stato oggetto di saggi, romanzi, documentari e almeno un film. Qualche anno fa Irlanda e Messico emisero congiuntamente francobolli commemorativi dela vicenda.

Il nome e’ stato perfino adottato – tributo appropriatamente irrispettoso – da un club di tifosi della squadra di calcio Chivas USA, filiale losangelese dei Chivas di Guadalajara.  L’ultimo omaggio in ordine di tempo, il disco dei Chieftains uscito la scorsa settimana, una singolare esperimento di contaminazione folk binazionale che tesse ritmi, tradizioni e strumentazione delle due culture, in collaborazione con un altro avventuriero musicale di lungo corso, Ry Cooder e alcuni nomi importanti della musica messicana fra cui Linda Ronstadt, Lila Downs, Los Tigres del Norte e la novantenne Chavela Vargas del cui struggente bolero Luz de Luna in particolare consigliamo l’ascolto. Qui il minidoc youtube sulla registrazione del disco.