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Street Politics

Egitto: non solo rimpasto, piu’ Fratellanza

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Il rimpasto, annunciato ieri dal presidente Mohammed Morsi, ha rafforzato la presenza dei Fratelli musulmani nel governo di Hesham Qandil.

Nove ministri sono stati rimpiazzati. Alcuni hanno rifiutato di far parte dell’esecutivo. E così, in vista delle elezioni, il partito Libertà e giustizia tiene in pugno anche il governo.

In particolare la Fratellanza ha ottenuto i ministeri chiave di Giustizia, dopo le dimissioni polemiche di Ahmed Mekki, dell’Agricoltura, con la grave crisi del grano in corso, e delle Attività produttive. Le opposizioni hanno criticato il rimpasto. Non solo, secondo molti attivisti, con il premier Qandil al suo posto non cambia lo stallo nel dialogo con la maggioranza. Secondo uno dei leader del Fronte, Mohammed Abul Ghar, i ministri che controlleranno le procedure elettorali (per le parlamentari di ottobre) non sono cambiati.

L’avvocato ed ex parlamentare Mamdouh Ramzi ha aggiunto al manifesto: «Questo cambiamento serve solo a calmare le acque, l’Egitto ha bisogno di un governo forte che interagisca con la gente e questo non lo è, non ha fatto nulla dal suo insediamento». L’opposizione chiede anche la formazione di un governo di unità nazionale come condizione per partecipare alle prossime elezioni.

  • alvise

    I FM egiziani proseguono sulla strada verso il califfato, dov’è la novità ?
    Dal momento che all’art 2 della Costituzione è scritto che la “sovranità appartiene a Dio e non al popolo”, cosa c’è di male o di illogico nel pretendere che vengano nominati nuovi ministri di quel partito che “fa la volontà di Dio” ?
    Cosa pensare dei tanti corifei che nei blog del Manifesto inneggiavano alla “primavera araba”, illudendosi di chi sa quale progresso per quella società.
    Ora , pur davanti a questa ultima preoccupante notizia, nessuno va più in piazza Tahir.
    La minaccia dell’opposizione di non partecipare alle prossime elezioni è patetica. Rende ancor più lieti i FM, i quali nel Parlamento che ne uscirà, non avranno nessun oppositore. Sarà ancor più facile per loro escludere definitivamente i gruppi “laici” dalla vita pubblica. Proprio come accaduto in Iran.

  • Spartacus

    Non capisco da dove Alvise tragga la citazione del preteso articolo 2 della Costituzione egiziana. Nel testo da me consultato e che è anche disponibile sul net in inglese e in arabo, l’art.2 non afferma affatto quanto pretende Alvise (ma forse abbiamo accesso a due versioni diverse).
    il riferimento alla sharia, come fondamento giuridico, esisteva comunque già all’epoca di Mubarak (diverso invece è il ruolo, come istanza giudiziaria, conferito agli ulema di Al Azhar).

    Detto questo, non metto affatto in discussione la natura retriva dell’attuale Costituzione, denunciata sia dalle opposizioni egiziane che sul piano internazionale.

    Per quanto riguarda la lezioncina di Alvise sulla primavera araba….evidentemente siamo in tanti ad esserci sbagliati, compresi gli arabi che quelle rivoluzioni le hanno fatte. Evidentemente avrebbero dovuto chiedere consiglio ad Alvise o forse continuare a piegare la testa.
    Forse la storia non avanza in maniera rettilinea ed uniforme. Ma soprattutto la storia non è affatto finita.

  • alvise

    Chiedo scusa : non è scritto che la “sovranità appartiene a Dio e non al popolo”. Questa era la formula proposta dai salafiti.

    Tra le novità della nuova costituzione ci però sono alcune norme di carattere religioso che non c’erano nella Costituzione precedente.
    L`articolo 3 specifica che lo Stato garantisce l’autonomia legislativa ai cristiani e agli ebrei per quanto riguarda alcuni ambiti di legge. E ciò potrebbe essere traviante, poichè istituisce due tipi di cittadini, ma impone anche ai non mussulmani di osservare le regole della Shari’a.

    L’articolo 4, forse la novità costituzionale più significativa, richiede ai deputati di consultare gli esperti dell’Università Al Azhar per verificare che le norme proposte dal Parlamento siano rispettose della legge islamica, attribuendo così a un organismo non eletto il potere d’influenzare il processo legislativo.
    I Costituenti hanno conservato la medesima formulazione della costituzione precedente, ma hanno specificato che i principi della Shari’a includono evidenze generali, le regole fondamentali, le norme di giurisprudenza e le fonti (di legge) credibili, accettate dalla dottrina sunnita e dalle comunità più grandi.
    Quest’ultima norma vuole evitare che il richiamo legislativo alla Sharia resti inapplicato come in passato. Dal 1980, il secondo articolo della Costituzione stabilisce che la legge islamica è la principale fonte legislativa, ma questa norma è stata spesso ignorata.
    Non a caso , una volta approvata, Morsi ha fatto e sta facendo di tutto per avere lui il controllo sul rettore di Al Azhar.

    Non so quanti oggi ammetterebbero, come lei, di essersi sbagliati sull’esito delle primavere arabe. Temo però che l’esempio iraniano, che ha sempre represso ogni manifestazione anti-governativa, farà scuola in Nord Africa