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Street Politics

Egitto, la società civile resiste

EGITTO_-_legge_parlamento

di Giuseppe Acconcia

In seguito all’approvazione della legge repressiva verso le organizzazioni non governative lo scorso 29 novembre, 21 ong, 4 partiti politici e 19 figure pubbliche hanno chiesto al presidente Abdel Fattah al-Sisi di non firmare la norma nei prossimi 30 giorni, come previsto dalla legge egiziana. La nuova legge viene definita nella lettera una “flagrante violazione della costituzione egiziana e degli impegni internazionali in matera di liberta’ di associazione”. Mohammed Zaree dell’Istituto egiziano per i diritti umani (Cihrs) ha sottolineato i poteri costituzionali accordati al presidente affinche’ non dia il suo disco verde alla legge. Nella lettera si denuncia che la legge che mette il bavaglio alla societa’ civile egiziana e’ stata approvata senza un dibattito pubblico. Secondo i firmatari, la norma impedira’ a molte ong egiziane di proseguire nelle loro attivita’ quotidiane di difesa dei diritti umani. Tra i firmatari figura anche il candidato nasserista alle elezioni presidenziali del 2014, Hamdeen Sabahi.
Come se non bastasse, i membri del Consiglio della Stampa egiziana e del Sindacato dei giornalisti hanno annunciato che boicotteranno la riunione della Commissione parlamentare incaricata di discutere la nuova legge sui media. Mokhtar Shoueib, vice capo redattore del quotidiano al-Ahram, ha chiesto che “il governo non abbia nessuna voce in capitolo nella nomina dei vertici dei tre organi responsabili della regolamentazione dei media”.