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Street Politics

Egitto, Ilo inserisce il Cairo nella sua lista nera

egitto

Giuseppe Acconcia

L’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) ha inserito l’Egitto nella lista nera dei 25 paesi che violano i diritti dei lavoratori. L’Ilo ha citato numerose violazioni commesse dal governo egiziano contro lavoratori e sindacati, in particolare in relazione ai nuovi emendamenti approvati dal parlamento che includono restrizioni all’operato di sindacati. Questi nuovi provvedimenti sono in contrasto con la convenzione firmata dal Cairo nel 1948. Kamal Abbas, a guida del Centro dei sindacati e dei servizi per i lavoratori (Ctuws), ha sottolineato come Ilo abbia inviato al parlamento egiziano rilievi prima che gli emendamenti venissero approvati. Il parlamento egiziano ha tuttavia ignorato le raccomandazioni dell’Ilo. L’organismo che difende i diritti dei lavoratori nel mondo ha anche criticato gli arresti di massa e gli imprigionamenti di lavoratori durante manifestazioni e scioperi pacifici in Egitto. Il riferimento specifico è agli scioperi dei lavoratori dei cementifici di Torah e dei cantieri navali di Alessandria. Questa decisione è arrivata a pochi giorni dalla sentenza della corte del Cairo che ha condannato 32 lavoratori dei cementifici di Torah a tre anni di reclusione per gli scioperi pacifici che stavano conducendo. Non si placano neppure le polemiche dopo il breve arresto dell’ex candidato alle presidenziali, il comunista Khaled Ali. In un’intervista a Reuters, l’avvocato ha dichiarato che se ci fossero elezioni libere in Egitto, «chiunque potrebbe sconfiggere il presidente». Khaled Ali ha citato il peggioramento nelle condizioni economiche in Egitto, la censura alle libertà fondamentali e la continua mancanza di sicurezza, come le cause della crescente impopolarità di Abdel Fattah al-Sisi. L’avvocato ha anche ammesso di non credere che avrà la possibilità di candidarsi alle presidenziali del 2018. L’attivista deve affrontare le accuse di «offese alla morale pubblica» in riferimento alle contestazione per l’annuncio della cessione delle isole di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita. Otto tra i suoi collaboratori sono stati arrestati dallo scorso aprile e il processo a suo carico si celebrerà il prossimo 3 luglio.