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Street Politics

Egitto, copti sotto attacco

This image released by the Minya governorate media office shows a policeman and a priest next to a bus after stormed the bus in Minya, Egypt, Friday, May 26, 2017. Egyptian officials say dozens of people were killed and wounded in an attack by masked militants on a bus carrying Coptic Christians, including children, south of Cairo.  (Minya Governorate Media office via AP)

Giuseppe Acconcia

Uomini armati hanno attaccato un pullman che trasportava pellegrini copti in Egitto. Il bilancio provvisorio parla di 35 morti e decine di feriti. Il veicolo stava viaggiando verso il monastero di San Samuele, 135 km a sud del Cairo, dalla provincia di Minia quando è stato attaccato. Fino a questo momento non ci sono rivendicazioni ufficiali. Il gruppo Beit al-Meqdisi, affiliato allo Stato islamico (Isis), ha colpito in varie occasioni i copti egiziani. Prima di tutto nel Sinai, dove i cristiani sono stati costretti a lasciare in massa le loro case. Due attacchi suicidi hanno colpito le chiese di Alessandra e Tanta uccidendo 46 persone in occasione della festività della domenica delle Palme, lo scorso 9 aprile. Un altro attacco suicida, lo scorso dicembre, ha ucciso 29 persone nella cattedrale copta del Cairo, dedicata a San Marco. Gli attacchi degli ultimi mesi hanno spinto le autorità egiziane ad estendere lo stato di emergenza dalla penisola del Sinai a tutto il paese.

Il gravissimo attacco di ieri ha colpito i pellegrini copti che viaggiavano in un piccolo bus che era stato fermato per controlli di polizia sulla strada nel deserto tra Minia e Beni Suif, nei pressi della stazione di polizia di Adwa. A quel punto dieci uomini armati che indossavano uniformi militari hanno attaccato il convoglio. Secondo quello che emerge dal racconto dei testimoni presenti sul luogo dell’attentato, i terroristi avrebbero attaccato il veicolo prima di scappare a bordo di tre gip. Il Vescovo di Minia, Makario, ha riferito che molte delle vittime sono state colpite a distanza ravvicinata. Anche alcuni bambini erano nel pullman e sono tra le vittime dell’attacco. Anche un pick-up che trasportava dei lavoratori al monastero è stato colpito dagli uomini armati. Il governatore di Minia, Essam el-Bedawi, ha assicurato che le forze di sicurezza sono arrivate sul luogo dell’attacco e hanno disposto checkpoint.

I copti egiziani accusano le autorità locali di non fare abbastanza per proteggere i loro luoghi di culto. Nei mesi successivi alle rivolte di piazza Tahrir, episodi di settarismo tra cristiani e musulmani hanno spinto molti ad auspicare il ritorno della stabilità nel paese. In realtà la polizia locale ha sempre lasciato fare, rendendo agevole per i gruppi armati locali gli attacchi contro la comunità copta. La chiesa copta ha sostenuto il presidente Abdel Fattah el-Sisi in occasione del colpo di stato militare del 3 luglio 2013. Durante la sua visita al Cairo dello scorso aprile, Papa Francesco aveva incontrato il Papa copto Tawadros II e aveva siglato un accordo per il riconoscimento reciproco dei battesimi. La visita di Papa Francesco in Egitto aveva puntato tutto sul richiamo alla giustizia sociale e la fine del populismo in un paese ormai duramente colpito dalla repressione di regime. Nei giorni scorsi le autorità egiziane hanno bloccato 21 siti internet con l’accusa di sostenere il terrorismo. I siti sono accusati di aver pubblicato contenuti che sostengono il terrorismo e propagano bugie. Tra i siti colpiti dalla censura ci sono il sito di opposizione in inglese Mada Masr, il sito di al-Jazeera e la versione araba di Huffington Post, oltre al sito di opposizione Rassd. Questi ultimi siti sono accusati di essere finanziati dal Qatar e di essere vicini ai Fratelli musulmani, l’organizzazione che aveva vinto le elezioni politiche e presidenziali nel 2012 e poi dichiarata terroristica in Egitto alla fine del 2014. I giornalisti di Mada Masr hanno pubblicato una dichiarazione in cui si legge: «il nostro sito è stato bloccato». I giornalisti hanno provveduto a pubblicare gli ultimi articoli attraverso Google Drive. Nei giorni scorsi, l’avvocato ed ex candidato alle presidenziali, Khaled Ali, era stato arrestato e poi rilasciato su cauzione. L’attivista di sinistra aveva annunciato la formazione di un partito politico in vista delle presidenziali del 2018.