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Street Politics

Egitto, attentato contro i copti, Isis rivendica ma al-Sisi accusa i Fratelli musulmani

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Giuseppe Acconcia

Lo Stato islamico (Is) ha rivendicato l’attentato della scorsa domenica al Cairo. Le autorità egiziane hanno accusato invece i Fratelli musulmani del gravissimo attentato suicida che ha colpito il luogo di culto principale per i cristiani copti, la cattedrale di San Marco nel quartiere di Abbasseya la scorsa domenica. L’attentato è costato la vita a 24 persone, si contano anche 49 feriti. Gli investigatori egiziani hanno identificato come responsabili dell’attacco una “cellula terroristica” guidata da un sospettato di aver ricevuto sostegno finanziario e indicazioni dai leader dei Fratelli musulmani in esilio all’estero.

Nel report degli investigatori si legge che Mahmoud Shafik Mohamed Mostafa, l’uomo sospettato di aver perpetrato l’attacco kamikaze, era stato arrestato nel 2014 mentre partecipava ad una manifestazione a sostegno della Fratellanza musulmana, armato. La madre del giovane, ascoltata dalla magistratura egiziana, ha ammesso che il figlio è fuggito in Sudan dopo essere stato rilasciato.

Il gruppo Hasm, che secondo i magistrati avrebbe dei legami con la Fratellanza musulmana e sarebbe tra i responsabili dei gravi attentati degli ultimi anni, uno dei quali costato la vita a Hisham Barakat, procuratore generale del Cairo che ha condannato a morte centinaia di islamisti, ha negato di avere responsabilità nell’attentato.

Durante i funerali delle vittime, il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha definito l’attentato un “attacco terroristico”. Al-Sisi ha annunciato l’arresto di tre uomini e una donna sospettati di essere coinvolti nell’attentato.

Centinaia di cristiani e musulmani hanno protestato alle porte della Cattedrale del Cairo per ore dopo gli attacchi. I manifestanti hanno impedito l’ingresso a tanti giornalisti pro-regime e al ministro dell’Interno, Magdy Abdel Ghaffar, accusandoli di non aver sorvegliato alla sicurezza della Cattedrale. “Il ministro dell’Interno non protegge le nostre chiese. È tempo di proteggere noi stessi.

La polizia egiziana non è intervenuta in varie occasioni per bloccare gli attacchi. L’attentato della scorsa domenica è il più grave dalle bombe esplose alle porte della Cattedrale di Alessandria d’Egitto nel capodanno del 2011. Durante le rivolte di piazza Tahrir, gli scontri settari di Embaba e Moqattam hanno causato decine di vittime. Questi eventi sono stati diffusamente utilizzati dalla giunta militare per costruire la retorica della necessità del ritorno alla stabilità. Nonostante la diffusa presenza di cristiani nelle manifestazioni del 2011, la Chiesa copta ha sostenuto il colpo di stato militare del 3 luglio 2013 di Abdel Fattah al-Sisi.