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Street Politics

Egitto, arrestato l’attivista comunista, Khaled Ali

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Giuseppe Acconcia

È stato arrestato al Cairo l’ex candidato alle presidenziali del 2012 e avvocato per la difesa dei diritti umani, Khaled Ali. Il procuratore di Dokki ha deciso di convalidare il fermo con accuse legate all’opposizione di Ali all’accordo con l’Arabia Saudita che avrebbe determinato la cessione delle isole di Tiran e Sanafir. Fino a questo momento non sono state rese note le accuse ufficiali per le quali l’attivista egiziano è stato fermato. Khaled Ali aveva di recente annunciato di volersi candidare alle elezioni presidenziali previste nel 2018. Per partecipare al voto, l’avvocato per la difesa dei diritti umani e dei lavoratori, direttore del centro Ecesr, avrebbe voluto fondare un partito, Pane e Libertà, ritenuto illegale dalle autorità egiziane. Negli ultimi giorni sono stati trenta gli arresti di attivisti di opposizione egiziani. Alcuni tra questi sono stati fermati per la loro partecipazione ad un workshop per i diritti umani che si è tenuto a Roma la scorsa settimana nell’abito di un’iniziativa promossa da Euromed Rights. Lo stesso Khaled Ali aveva preso parte all’incontro e sarebbe stato già fermato e interrogato da alcuni uomini dei servizi egiziani in borghese durante la sua permanenza in Italia. L’associazione per la Libertà di pensiero e di espressione (Afte) ha pubblicato un report sulla censura in Egitto in cui riferisce di 56 violazioni della libertà di stampa e di espressione e sei violazioni della libertà dei diritti dei minori. Nel report si ricorda il caso di Alaa Abdel Fattah, attivista che sconta una pena di 15 anni e che non ha il diritto di leggere in cella, insieme al caso di Ahmed Naji, scrittore egiziano accusato di linguaggio osceno e blasfemia, condannato a due anni e poi rilasciato. Nei giorni scorsi le autorità egiziane hanno arrestato 22 lavoratori durante uno sciopero che si stava svolgendo alle porte del Cementificio di Torah. 75 operai hanno manifestato per 55 giorni per chiedere contratti a tempo pieno e migliori condizioni lavorative. I lavoratori sono stati accusati di aver attaccato una stazione di polizia e di aver impedito il decorso della giustizia usando violenza contro la polizia. Questo è solo l’ultimo degli attacchi contro i lavoratori egiziani, impegnati in continue proteste per chiedere diritti sociali e salari accettabili.