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Street Politics

Egitto: appunti dal D-Caf

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Il Cairo

Il tentativo di Davide Morandini in Bulaq (2011) è stato di descrivere la quotidianità di donne e uomini del poverissimo quartiere, immenso mercato di vestiti all’aperto. Gli abitanti sono forzati dalla polizia a lasciare le loro case per trasferirsi in quartieri dormitorio della periferia urbana: lo spazio servirà alla costruzione di nuovi centri commerciali e grattacieli. Infine, in Printemps arabe, la confiscation (2013), Gilles Kepel e Frédéric Blunquell hanno compiuto un viaggio tra gli islamisti nell’oasi del Fayyum. Lo scopo è stato di descrivere il lento ritorno alla politica di islamisti moderati e radicali, in aree agricole e periferiche.

Oltre il cinema, alcuni creativi hanno tentato di lavorare sul modo in cui le rivolte egiziane sono state rappresentate dai media e sui social network di tutto il mondo. Ne sono esempi l’interessante lavoro fotografico The Arab Revolts di Giorgio di Noto, le performance teatrali In Tahrir e Pictures from Gihan dei Muta Imago e El Warsha di Hassan el Geretly.